Roma. Da Babingtons il tè delle cinque molto british ha il pane di Roscioli e tanti dolci

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Se avete assaporato l’atmosfera del Tè delle Cinque, ovvero Five o’clock Tea, in qualunque modo vogliate chiamarlo, non lo dimenticherete mai più.

Una tradizione very British dovuta alla duchessa di Bedford che un po’ per noia un po’ per fame si faceva servire una tazza del tè bollente ogni pomeriggio.

Il vizio della nobildonna è diventato subito virale, al punto che  si sono create le mode, il galateo, il menù e addirittura l’ordine esatto del servizio di pietanze (era vietato di passare i dolci prima di mangiare almeno un tramezzino).

E ancora adesso non c’è una famiglia inglese che non ami concedersi una piccola pausa elegante con un tè bollente versato nelle raffinate tazzine di porcellana e almeno un pasticcino o una fettina di dolce. L’usanza che fa molto eco ad una tradizione tutta russa di bere il tè a tutte le ore del giorno, in passato dal samovar (un grosso bollitore), con il limone, le marmellate e la pasticceria secca.

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E anche se a Roma non c’è una sala da tè russa, fortuna che c’è Babingtons, tea room molto british, aperto nel lontano 1893. Memore della mia esperienza del tea time a Londra di tanti anni fa, ho voluto ritrovare a Roma, piovosa in quel giorno come l’Albione, quell’atmosfera di profumi delicati, di porcellane finissime, di alzatine piene di dolcetti e di sandwich al cetriolo che solo gli inglesi sanno fare.

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Ogni lunedì, dalle 17.00 alle 19.00, da Babingtons viene fedelmente ricreata l’atmosfera dei Victorian Tea Parties, con le cameriere vestite con abiti di fine ‘800, le porcellane raffinate e le tovaglie antiche, la musica di un’arpa suonata dal vivo, un caminetto acceso e un menù ricco di sfizi dolci e salati, preparati secondo le ricette dell’epoca vittoriana.

Al menù viene abbinata una selezione di 4 miscele Babingtons (Earl Grey, Royal Blend, Blue Lady, Tisana Detox), ed è possibile assaggiarle tutte. Una cosa importante: gli inglesi non aggiungono mai il limone nel tè, questa è l’usanza tutta russa, gli inglesi aggiungono solo un po’ di latte.

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Si inizia con i piccoli muffin all’inglese caldi con prosciutto e formaggio. I muffin in Inghilterra non sono come quelli americani, ma assomigliano, a quelli che chiamiamo gli scones anche se i veri scones sono dolci (già, è tutto al contrario, proprio come la guida a destra).

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Dopo i muffin si passa ad una selezione di sandwiches, tutti squisiti: all’uovo e semi di papavero, al cetriolo, con l’insalata di pollo e con il salmone all’arancia. Il pane è sofficissimo, pensavo che lo sfornassero nel loro laboratorio di pasticceria, invece viene portato da Roscioli.

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Ora arriva il momento tanto atteso degli scones (quelli dolci, con l’uvetta) e Tea Cakes, serviti con burro, marmellata di fragole e panna. Speravo tanto di trovare anche double cream o clotted cream, molto più ricchi e grassi rispetto alla semplice panna montata, ma niente. A proposito, sapete che tra gli inglesi ci sono ancora le dispute su cosa spalmare per prima: marmellata o panna?

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Un altro dolce, Brandy Snaps all’arancia e panna montata. Croccante e profumato, ma troppa panna per i miei gusti.

Uno di cake classici da servire con il tè è il Tea Loaf ai datteri, ovviamente, con la panna. Fortuna che tutti questi dolci in realtà non sono molto dolci, anche se decisamente calorici. Ma non ne parliamo.

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Quel giorno, invece di Victoria Sponge Cake, è stata servita una Charlotte Russa: la torta a base di bavarese alla banana con la marmellata di arance amare, tanta panna montata, frutta candita e savoiardi.

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Non credo di dover convincere nessuno a partecipare alla cerimonia del tè all’inglese, è una tradizione singolare e goduriosa, anche se con una controindicazione: dopo Afternoon Tea non riuscirete a cenare. Per provarla avete tempo fino al 10 aprile, dopodiché scatta l’ora del Summer Tea, ma questa è tutt’un’altra storia.

Il prezzo del tè Vittoriano è 37 € a persona oppure 50 € se volete aggiungere un calice di Champagne.

Babingtons Tea Rooms. Piazza di Spagna 23. Roma. Tel. +39 06 6780846

8 Commenti

  1. Sicura che sia delle five o’clock e non delle four o’clock che diventa five per il fuso orario ?
    Comunque mi intriga questa iniziativa italiana: l’ ho veramente apprezzato nella mia annuale permanenza inglese ! E’ una delle esperienze che consiglio a chiunque si rechi la, perchè è una loro tradizione consolidata, non qualcosa di dedicato ai turisti….E come qui in Italia ci si diverte a recensire e classificare ristoranti, la fanno la stessa cosa per i luoghi i cui si puo assaporare il te delle 4-5….

  2. Girando per il lazio mi sono reso conto che Roscioli ha il più grande panificio d’Italia tutti hanno il pane o i derivati di Roscioli i cialtronissimi che scrivono di gastronomia, primo non capite nulla secondo un pò di autocritica e capisco che siete italioti
    Solimano

  3. Ripeto e restringo a Roma caffè, wine bar,ristorante ecc.ecc. tutti o quasi tutti dichiarano prodotti del forno Roscioli ma lo squallore è che nessun scribacchino gastrofighetto stigmatizzi questa anomalia e non parliamo di qualità e prezzi un poco di sana vergogna non guasterebbe sono stato chiaro
    Solimano il magnifico

    • Scusa Solimano, ma non ho capito il motivo della tua indignazione.
      Verso i food blogger? O verso i bar ecc…? E perché?
      Non sto giocherellando e intuisco che c’è qualcosa d’interessante nel tuo commento che, comunque, ancora non mi è chiaro.
      Ti invito ancora a chiarire 🙂 (e lo dico seriamente)
      Ciao

  4. Mi fa piacere dialogare con te io volevo dire che ci sono una moltitudine di esercizi commerciali e siccome sono molto al corrente della panificazione e di tutto quello che la riguarda Roscioli dovrebbe avere un panificio industriale pe soddisfare tutti quelli veri o falsi che dicono di usare i suoi prodotti
    Non ho letto un articolo giornalistico o blogger che si meraviglia di questa anomalia:Una chicca su un conosciutissimo sito ho letto pochi giorni fà che fra le osterie romane citava Agata e Rome che ben tu sai è chiusa da mesi e potremmo riempire una enciclopedia con sciocchezze
    Solimano

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