Il passaparola dei viaggiatori stranieri in Italia può portarci in luoghi che loro sembrano conoscere meglio di noi.

Noi vi proponiamo un veloce itinerario fra musica, cultura e gastronomia nelle Colline Pisane, fra Pontedera e Volterra, che prende le mosse anche dai consigli di amici stranieri.

Il Teatro del Silenzio di Lajatico

Non avete mai sentito parlare del “Teatro del Silenzio” di Lajatico e dell’annuale spettacolo organizzato da Andrea Bocelli che tutti gli anni dal 2005, per una sola sera, popola di celebrità la zona e spopola tra il pubblico? E che quest’anno sarà officiato il 3 agosto? Bene, anzi male: noi ve ne avevamo parlato l’anno scorso, dandovi la ricetta della Zuppa Inglese preparata dallo chef Andrea Aprea per la cena di gala.

A questo punto potete fare due cose. Andarci (il programma del concerto non è ancora definito, ma sono aperte le prenotazioni: e se vi piace Bocelli, l’occasione è da non perdere). O non andarci, ma scegliere le Colline Pisane per un altro viaggio, più intimo, in altre date.

L’Asilo Masi, una casa ospitale

L’Asilo Masi non è più un asilo: è un’aristocratica Maison d’Hôtes a Capannoli. Dalla strada, si riconosce per la facciata dalla sagoma curvilinea. Dentro, ha un giardino con piscina in pietra. E salotti pieni di libri, divani, cuscini. E otto stanze da letto, una diversa dall’altra, arredate con mobili di famiglia, pensate per visitatori riflessivi e ritirati o cosmopoliti e curiosi. E corsi di cucina tematici e di varia durata, e si fa la spesa insieme al cuoco, e, secondo la stagione, gite a cavallo e in bici, cerca di tartufi, volo sulle colline partendo dalla vicina aviosuperficie.

L’Asilo Masi ricorda più che mai che la parola “ospite” ha una natura bifronte – cioè indica sia la persona ospitata che la persona ospitante. Il punto è che in entrambi i ruoli la vita qui è particolarmente dolce.

Arrivate e vi accoglie come foste amici personali la Contessa Cristina Gotti-Lega, aprendovi la sua casa, affiancata da Samuel Accomo e Denise Daini. In cucina, un menu parecchio toscano ma anche vegetariano e vegano a richiesta: accosta prodotti robusti, bio, a raffinate preparazioni. Zuppe ne trovate sempre, uova sono quelle di Paolo Parisi, le cui galline livornesi si nutrono di cereali e latte di capra. Ci sono poi, immancabili, i tartufini di fegato, che in inverno nascondono morbide prugne secche, ma in estate il cuore è di ciliegia.

Anche i dolci sono fatti in casa. Anzi, la Contessa in persona ha le sue specialità.

Porco e ciliegia a Lari. Aff(r)ettatevi

I tartufini sono un solluchero divino. E a Lari, poco lontano, vi segnalo il progetto di un salame alle ciliegie candite, con l’aggiunta del liquore alle ciliegie di Lari, che nasce dalla collaborazione tra il macellaio Davide Balestri e il pasticcere Stefano Bernadeschi. Il salame è già in commercio, ma (notizia di stamattina) è già finito. Alle festa delle Ciliegie di Lari lo scorso weekend lo hanno venduto tutto.

I quantitativi sono sempre limitati: il salame viene infatti prodotto in piccoli lotti, intorno ai 30 kg alla volta, perché è più buono quando è morbido, e Balestri non vuole lasciarlo invecchiare.

Ma state tranquilli: a breve sarà pronto un altro lotto.

A Lari poi non dovreste privarvi di una provvista di pasta Martelli, prodotta da 90 anni artigianalmente, in pochissimi formati. Penne e spaghetti i più venduti.

Altre ville – e un Abbraccio (è un vino)

Io le ho scoperte durante un viaggio tematico – #pisavalderaworkshop: guai se ve ne andate da Capannoli senza visitare la Villa Baciocchi, che ospita la Biblioteca Comunale e un’inattesa collezione museale di animali tassidermizzati, tra cui un ippopotamo all’ingresso. O Villa Martelli-Orlandini, cara al mecenate dei Macchiaioli, con un paio di appartamenti affittabili per le vacanze di famiglie numerose o di nutriti gruppi di amici. E sempre guai se non vi fermate a Casa Zeiro, dimora privata unica per gusto e soffitti affrescati, ma soprattutto azienda vinicola guidata dalla magnifica Irene, che ha un guizzo di passione negli occhi quando vi racconta i “suoi” vini o vi intrattiene nel piccolo Ristorante della Casa. Provate l’Abbraccio.

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