Verona. Amo, il bistrot che apre a Palazzo Forti con menu a 30 €

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Apre oggi il nuovo ristorante Amo (Arena Museo Opera) all’interno del museo di arte contemporanea di Palazzo Forti a Verona.

Grandi attese per questa apertura, viste le deludenti esperienze delle precedenti gestioni.

Luca Gambaretto è un giovanissimo (classe ’89) imprenditore italiano, già conosciuto a Verona per il ristorante Maffei, storica tavola all’interno del palazzo omonimo, all’entrata di Piazza dei Signori, il cuore della città; l’Oblò, un nuovo concept di hamburger in Porta Borsari; e proprio lì accanto Saos, il ristorantino dedicato alla salute.

Come sarà Amo e cosa avrà di nuovo rispetto alle precedenti gestioni? Sarà il secondo plateatico interno del centro storico di Verona, dopo quello del Maffei, che Luca Gambaretto ha recuperato da un cortile interno di Palazzo Forti, il museo di arte contemporanea scaligero.

L’entrata sarà scenografica: corredata da una rete da cantiere con edera e candele a cascata. Un’atmosfera onirica, con quindici mongolfiere da 23 cm a mezzo metro di altezza che premono contro i soffitti alitissimi e antichi, arricchiti da travi a vista della struttura. Grandi tavoli di legno, mattoncini alle pareti e immensi candelabri rotondi con una luce fioca che dona l’atmosfera romantica delle candele fanno a pugni con un menu molto smart, perfetto sia per un visitatore che vuole pranzare velocemente, sia per una cena easy gourmet con un tuffo nell’arte.

Un menu degustazione decisamente conveniente a 30 € che comprende la pappa al pomodoro con burrata e guanciale; orecchiette con cime di rapa, acciughe e ricotta di capra; diaframma con crema zafferano oppure piccolo pezzo asado e pasticcio di mele renette ed amaretti.

Tra gli antipasti, che richiamano sempre l’idea del gioco come le acciughe che vorrebbero scappare dalla gabbia che le imprigiona: la bufalina in crosta di bacon con topinambur; la Tartar Amo; le acciughe nella gabbietta con burro e pan brioche; il pesce crudo (con la formula costruisci il tuo plateau); la crema di zucca, pane di Altamura, funghi freschi, ricotta, da 8 € per la mezza porzione ai 12 €.

Tra i primi, tra i 10 e i 13 €, gli gnocchetti sardi con salsiccia, pomodoro e pecorino di Montagna; la veneta pasta e fagioli; gli internazionali spaghetti di riso thai; lo spaghetto con vongole, bottarga, prezzemolo, pane carasau e la pasta alla norma.

Tra i secondi, dai 10 ai 16 €, il carpaccio di manzo, il tomawak con salsa bernese a 48 euro, lo spiedino di polipo, salsa agrodolce, rosti di patate con rosmarino; l’ombrina con broccoli e crema di patate al wasabi e il pasticcio di radicchio con radicchio e scamorza.

I dessert saranno scenografici, dalla meringa flambata al tavolo, al salame al cioccolato “speciale” ai profiterol sempre nell’insegna del gioco.

Sarà anche l’unico ristorante ad avere un privè per vip, con entrata e bagno separato, che guarda sulla cucina: una sorta di chef table dedicato per un minimo di sei persone, su prenotazione.

AMO Opera Restaurant. Palazzo Forti. Via Massalongo, 7. Verona. Tel. +39 0458011482

[Testo: Camilla Rocca]

1 commento

  1. Magari avessimo chiuso e stampato la guida davvero il 4 settembre potendo dedicare ad altro tutto lo scorso mese! Ovviamente, come accade sempre e come qualsiasi professionista del settore sa, non è andata così: data di chiusura non significa data di stampa e dunque divieto di mettere mano ai testi, fare piccole aggiunte (una scheda su migliaia), correggere, specificare, sostituire un nome o parti di testo. Tutte queste piccole attività di ritocco, con l’obbiettivo di pubblicare una guida più completa e aggiornata possibile, si sono svolte fino al 20 settembre quest’anno.
    Il ristorante in questione, dunque, è stato regolarmente visitato.

    Non sarebbe male e sarebbe molto coerente col ruolo dei blog oggi in Italia, che si sostenesse chi come il Gambero Rosso riesce ancora a produrre annuari con la qualità dei testi, l’accuratezza e la profondità che ogni lettore può verificare (e confrontare con altre guide…), invece di cercare peli in uova che peli non hanno.

    E comunque prima di spargere velenucci e calunniette non bastava una telefonata? Se non per rispetto al nostro lavoro, per lo meno per rispetto ai lettori che oggi si ritrovano qui a leggere contenuti inutilmente capziosi e puramente gratuiti.

    Aperti e curiosi, comunque sia, nel leggere critiche sulla nuova edizione della guida. Critiche però, non gossip fondati sul nulla.

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