Un sacchetto biodegradabile per fare la spesa di frutta e verdura sarà per sempre.

Nella ridda di commenti che hanno accompagnato quello che si sapeva da tempo, normativamente parlando, arriva fresco fresco il commento di Enrico Gualandi, Founder & Digital Strategist di Social Factor di Bologna.

Se la nuova norma che impone ai supermercati e agli esercenti di vendere il sacchetto biodegradabile per riporre e pesare l’ortofrutta e ai consumatori di comprarli e non riutilizzarli pena sanzioni di tutto rispetto come mai avreste pensato fossero applicabili (da 2.500 a 25.000 €, ma con sforzi moltiplicativi rispetto al fatturato si arriva anche a 100 mila tondi tondi) vi sembra l’ennesima presa per i fondelli di uno Stato vessatore e di politici senza scrupolo, Enrico Gualandi mette nero su bianco la cinquina perfetta per farvi risparmiare al grido di Più sacchetti per tutti.

5 consigli per continuare a comprare frutta e verdura e non cedere al ricatto dello Stato che sa solo ideare gabelle per farvi spendere tra i 4 e i 12 € in più all’anno.

Seguitelo e capirete finalmente perché siamo un Paese destinato ad estinguerci.

Come fregare la tassa sui sacchetti biodegradabili

  1. Pesa la frutta senza chiudere il sacchetto, appoggia l’etichetta provvisoriamente sulla mano senza attaccarla del tutto, mangia la frutta direttamente lì, poi ingoia l’etichetta.
  2. Pesa la mela, incolla l’etichetta sulla mela, fai una foto e mettila su Facebook, stacca l’etichetta dalla mela, goditi il tuo momento di sagacia rivoluzionaria, vai al reparto stronzate e compra delle barrette energetiche ai semi di papavero e gasolio di Goji.
  3. Mettiti sulla bilancia e pesati, mangiati la frutta, ripesati, attaccati lo scontrino in fronte, vai alla cassa e chiedi di pagare solo la tara.
  4. Pesa la frutta, prendi l’etichetta, pesa l’etichetta, lascia la frutta, vai alla cassa e paga l’etichetta, vai in campagna, trova un albero di mele, attacca l’etichetta all’albero e prendine possesso approfittando pure per chiederne l’autonomia da quest’Italia che ci affama e uscire dall’euro.
  5. Mangia Buondì Motta per il resto della tua vita e non rompere le p**** alla gente.

Certo, voi direte, sarebbe bastato adottare i sacchetti a reticella in cotone da riciclare in spese successive per essere ancora più virtuosi.

Ma come l’avremmo messa con gli elementi contaminanti?

E ricordatevi che non si è ancora aperta la discussione sui guanti utilizzati per prendere frutta e verdura. Quelli non sono (parzialmente) biodegradabili. O no?

PS. Non è che ora butterete i nuovi sacchetti biodegradabili dove vi pare. Sono biodegradabili se correttamente inseriti nel ciclo di raccolta differenziata dei rifiuti il che vuol dire che NON potete abbandonarli nel mare, sule spiagge, lungo i corsi dei fiumi, nei prati, nei parchi urbani, sotto gli alberi.

[Immagini: Today, Ticinonline, Altro Consumo]

5 Commenti

  1. Approfitto del sacrosanto P.S. dell’articolo, per esprimere il dubbio che mi sono posto di fronte alle avvertenze lette al supermercato: DOVE vanno messi i sacchetti mater-b?
    da nessuna parte lo vedo scritto, quindi qualche dubbio mi sovviene: dove li depongo nella lista di 4 o 5 bidoncini della differenziata? DOVE? perdiana!
    La logica direbbe tranquillamente: nell’umido! Ma questa risposta forse è troppo semplice, tant’è che da nessuna parte sta scritta.
    Vi è forse qualche formula misteriosa? si tira a sorte, una settimana nel bidoncino della carta, la successiva in quello del compostaggio, e via andare?
    Al supermercato il cartello esposto elenca con chiarezza la novità, aggiungendo che “l’etichetta si stacca dal sacchetto per avviarli distintamente alla raccolta differenziata”. Ma appunto:QUALI?
    moriremo senza saperlo.
    P.S. la cosiddetta soluzione della reticella di cotone non risolve proprio nulla: la tassa è applicata dal lettore ottico alla cassa, sulla etichetta del sacchetto. Il lettore applica la tassa senza alcun intervento dell’operatore; quindi l’utilizzo della reticella di cotone riutilizzabile non costituirebbe un risparmio: si pagherebbe ugualmente, come succede per ogni etichetta su ogni sacchetto.

    • Essendo tutte baggianate le giustificazioni sentite in giro, credo proprio che non freghi a nessuno dove li butti. L’importante é che li compri.

  2. Oppure pesa la frutta, fai lo scontrino, poi mettici dentro altra frutta non pesata, dello stesso tipo ovviamente. Vi siete cosí sicuramente ripagati il sacchetto hahaha

    • Prendo sul serio la tua battuta, Orval: temo tu non ti sia accorto di una cosa: le casse, nella maggior parte dei super/iper, portano anche una bilancia.
      Anche nelle casse self service la spesa che appoggi viene pesata: se provi ad aggiungere prodotti con la tua tecnica, una vocina dice “il peso non corrisponde al prodotto scansionato”, e scatta un bip alla cassiera.

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