E così anche Antonio Paolini, il giornalista enogastronomico da sempre collegato alla Guida Ristoranti dell’Espresso, a cui era stato chiesto non più di due anni fa di “rivitalizzare” la loro Guida Vini, annuncia la decisione di lasciare il gruppo:

Carissimi, anno nuovo, vita nuova è un luogo comune di cui tutti credo, ed io per primo, abbiamo abusato. Ma stavolta per me l’inizio del 2018 coincide davvero con un grande cambiamento. Ho deciso di concludere infatti, dopo un ciclo lungo e bellissimo, vissuto insieme a voi e culminato negli ultimi due anni con l’impegno fantastico quanto totalizzante della cura e ristrutturazione della Guida Vini (condivisa fraternamente e pienamente, nelle ansie e nelle gioie, con Andrea Grignaffini), la mia collaborazione con le Guide dell’Espresso.

Come è possibile leggere sulla sua pagina Facebook,

per intraprendere nuove avventure professionali su cui sarà mia cura ragguagliarvi non appena prenderanno forma definitiva. Nel frattempo il mio grazie va a tutti i colleghi che mi hanno supportato e sopportato lungo questo percorso, con un abbraccio e un ringraziamento davvero speciali a Enzo Vizzari (un amico per capo, un capo per amico), al “fratellone” Andrea, già menzionato, e ai miei carissimi e fantastici alter ego Roberto De Viti, Pierpaolo Rastelli, Simone Rossi (Guida Ristoranti) e Maurizio Valeriani (Guida Vini). A tutti loro, e a voi che mi seguite, di nuovo il mio augurio affettuoso di buon anno, buon lavoro, e soprattutto buona vita.

Il passo, importante, conferma la poca salute del settore Guide anche con l’arrivo di Allan Bay in qualità di responsabile della Lombardia, regione troppo spesso “ingessata” e che a parere di molti potrebbe finalmente respirare aria nuova grazie all’avvento del poliedrico giornalista di formazione bocconiana.

Sono i numeri certamente a generare “terremoti”.

Il bello è che gli scossoni arrivano dall’interno, visto l’incredibile successo della Guida ai Sapori di Repubblica creata da Giuseppe Cerasa, abile e consumato capo della cronaca romana del giornale fondato da Eugenio Scalfari con una ricetta semplice, ovvero portando il linguaggio della cronaca e del servizio al lettore, lontano anni luce da premi, stelle e cappelli alla memoria.

Progetto che nasce dopo l’uscita di Cerasa da dipendente del Gruppo e che vuole valorizzare il territorio di questo bellissimo Paese, cercando di scovare le bellezze dovunque siano nascoste, cuochi e produttori di vino e di olio.

E che rimette di nuovo il gruppo Repubblica al centro del settore guide “di carta”.

Zero numeri ufficiali, sia chiaro. Però un milione di guide vendute del 2016, definendo così le distanze da molti attori dello stesso segmento. Un incremento certo dei numeri 2017 (valgano come esempio le 4.000 guide del Friuli andate esaurite in poche ore). Un aumento del budget per la prossima stagione calcolato in un 20%. Insomma, il cartaceo non è in crisi, e nemmeno sono state inventate nuove “ricette”: forse basta saperlo fare, e non è cosa da tutti.

Né l’addio ai ventesimi né l’ingresso dei cappelli dorati, le ultime idee di Ezio Vizzari, sembrano aver spostato gli equilibri. Resta da capire cosa s’inventerà stavolta per difendere e incrementare le sue appena centomila copie.

Per il momento annotiamo il suo formale commento in merito ai saluti di Antonio Paolini:

È una scelta di vita prima che professionale, e non posso che rispettarla, anche se comporta una perdita molto pesante per le nostre Guide. Grazie Antonio, grazie di cuore per quanto hai fatto in tanti e tanti anni di collaborazione nel segno della professionalità, della lealtà e dell’amicizia.