Un articolo su Prima Comunicazione, il mensile dedicato ai fatti dei giornali e dei giornalisti, tira la volata a Giuseppe Cerasa e alle sue guide ai sapori e ai piaceri della regione.

Un articolo dai toni molto lusinghieri che parte con l’immagine disastrosa in cui versa l’editoria cartacea raffigurata come un sopravvissuto alla sete nel deserto pronto a morire di stenti.

Non fa eccezione nessuno nemmeno tra i vagiti dei neonati che non fanno in tempo a respirare l’aria delle edicole (sì, quei chioschi che ora vendono di tutto e sono in una situazione di limbo) e muoiono. Un po’ come sta iniziando ad accadere nelle praterie del web attraversate da mandrie imbizzarrite alla ricerca dell’acqua.

Ma l’erba è ritornata a risplendere nel giardino di Repubblica, spiega Franco Recanatesi, grazie a lui, Giuseppe Cerasa, per gli amici Peppino e per chi lo ha conosciuto di sfuggita o ha avuto a che farci per lavoro, vero molosso del desk: il gatekeeper da manuale guida pronto a selezionare le notizie buone, che servono, sono utili, fanno giornale dal loglio della fuffa che gira nel mondo della comunicazione.

Da abile e consumato capo della cronaca romana del giornale fondato da Eugenio Scalfari, ha portato il linguaggio della cronaca e del servizio al lettore in area food. Spiazzando tutti e perfino i cugini dell’Espresso.

Una raffica di copie vendute – colpisce il dato delle 4.000 guide dedicate a Trieste andate esaurite che spiegano la capacità di fare terroir giornalistico – in grado di mettere di buon umore Monica Mondardini, AD del gruppo Repubblica-L’Espresso che può conteggiare 1 milione di esemplari venduti.

Roba da non credere se non fosse che oltre a un rendimento del 25% sull’investimento, per l’anno 2018 c’è un aumento del budget del 20%.

1 milione di copie contro le 85 mila copie vendute, non stampate, precisò in tempi in cui la carta ancora cantava (e contava) lo stesso Enzo Vizzari a Scatti di Gusto e nel tempo lievitate a 100 mila.

Più o meno e per i detrattori molto di meno, nemmeno un quarto.

La cronaca, perché sulla Guida di Cerasa non ci sono cappelli né di bronzo né di oro, batte la critica 10:1 nella migliore delle ipotesi?

Parrebbe di sì a leggere tutto l’articolo di Recanatesi riprodotto integralmente da Luciano Pignataro che osserva la scena dall’esterno avendo deciso di abbandonare la guida che lo aveva visto dominus del Mezzogiorno con 4 regioni da controllare.

Per la Guida dell’Espresso è una notizia che farà piacere poiché il Gruppo riesce a dire la sua sia in termini di cronaca che di critica, sia sulla carta che on line.

Tutto rose e fiore, dunque, per la corazzata scalfariana che ha i cannoni armati con la sezione dedicata ai Sapori sul web, appena sfiorata dal vento di Report che ha creato qualche problema a Napoli, e il nuovo supplemento RFood varato per far fronte alla fame di informazione dei lettori del quotidiano.

Una rivoluzione che potrebbe non finire qui. Già Enzo Vizzari ha eliminato dalla Guida dell’Espresso il punteggio in ventesimi sostituendolo con una più morbida e diluita serie di cappelli cui ha fatto seguito nell’edizione in corso all’assegnazione del Cappello d’Oro che consegna il ristorante beneficiato più che alla cronaca alla storia.

Poi ci sono stati i cambiamenti dei responsabili con l’ingresso sul ponte di comando della Lombardia di Allan Bay salutato da molti come possibilità di maggiore visibilità dei tanti ristoranti non cappellati per la sterminata conoscenza del giornalista degli indirizzi meneghini. E il Lazio e la Campania che con la roccaforte del Piemonte assicurano la copertura del 75% della ristorazione italiana o giù di lì. Sembra quasi la pubblicità della copertura degli operatori telefonici.

Una mossa per mettere al sicuro l’incrociatore leggero della Guida ora costretta a fare i conti in casa. Un milione contro 100 mila: nessun generale vorrebbe mettersi a capo delle truppe più esigue. Ma Enzo Vizzari ha esperienza da vendere e non è escluso che nei prossimi mesi dalla tolda del suo incrociatore farà partire qualche bordata fulminante per ribadire la centralità della Guida ai Ristoranti dell’Espresso.

Giuseppe Cerasa permettendo.

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