Siamo appena fuori dalla statale 38 dello Stelvio in località Ardenno, nel cuore della Valtellina.

L’agriturismo Le Case dei Baff è ospitato in un caseggiato in pietra che accoglie camere e sale del ristorante su più piani.

Avevo segnato su un taccuino l’indirizzo, ma è stato il racconto di un piccolo produttore di nebbiolo di montagna nella sottozona Valgella a farmi tornare alla mente l’appunto.

Le ampie sale sono in grado di ospitare numerosi viandanti, sia compagnie allargate che coppie, riservando ad ognuno la sala più consona. Noi ci siamo accomodati in un cantuccio scaldato da un camino che crea un’atmosfera allietante, aiutato da pavimento e travi del soffitto in legno.

Il benvenuto ci è stato dato dal proprietario che, dopo qualche battuta, ha lasciato spazio ai suoi collaboratori e al figlio che ha seguito il servizio del vino e si è a più riprese sincerato che tutto andasse bene, senza invadere gli spazi del nostro convivio.

Menu che parla espressamente valtellinese, con una carta ricca di piatti tipici e qualche menu degustazione. Passando da queste parti solamente una o due volte l’anno, la nostra scelta non può che cadere sulle pietanze cardine di questa valle, un pò per desiderio, un po’ per fare un confronto con altre realtà della provincia.

La carta dei vini – da richiedere espressamente – conta un buon numero di referenze ed una discreta profondità. C’è anche un economico Rosso di Valtellina “Il Principino” (10 € la 0.75) prodotto da un ettaro di vigna di proprietà dell’agriturismo.

L’occhio però mi cade su un Valtellina Superiore Grumello Buon Consiglio 99 Ar.pe.pe (55 €). Il richiamo è troppo forte per poter rinunciare all’eleganza del nebbiolo di montagna con la vena verticale rocciosa che lo contraddistingue, solo qualche cedimento nella fase degustativa, ma che sorprende sempre per setosità e finezza del tannino.

Si diceva dei due i menu degustazione. Il “tradizione” (25 € bevande escluse) prevede antipasti misti, un primo a scelta tra pizzoccheri, manfrigole e tagliatelle al ragù di cervo più dolce, gelato o sorbetto; il menu dei Baff (35 € bevande escluse) propone, in aggiunta, un secondo a scelta tra costine al lavècc, coniglio alle erbe e brasato/stracotto d’asino con patate o polenta.

Vi dò anche un colpo d’occhio sui prezzi alla carta.

  • Antipasti: 8/12 €.
  • Primi: 9 €.
  • Secondi: 11 €.
  • Contorni: 4 €.
  • Formaggi: 9/11 €.
  • Dolci: 4 € (solo il semifreddo a 6 €)
  • Coperto: 2 €.

In carta anche zuppa d’orzo, ravioli burro e salvia con ripieno di carne, arrosto di vitello e trota del Masino.

Noi iniziamo con un mix caldo e freddo.

Gli sciatt – le classiche frittelle con pastella al grano saraceno e ripieno di casera – sono tra i più piccoli gustati in questi anni, apprezzabili per croccantezza, finiscono prima che ci si ricordi di condire l’insalata in abbinamento.

Plauso alla spiazzante genuinità del tarozz sul quale oso far sciogliere un paio di fette di lardo pizzicato dal tagliere di salumi. Un cucchiaio tira l’altro – per chi sa apprezzare anche la semplicità più disarmante (formaggio, purea di patate e taccole).

I salumi ossia bresaola, lardo e due varianti di salame, sono un buon intermezzo. Rinfrescante la ricotta, soffre solo in quanto a persistenza perché degustata dopo i piatti descritti ma ci pensa il caprino a mettere le cose in chiaro, eccezionale la fattura e la fragranza, esplosivo al palato per intensità, prodotto da Raffaella Bianchini in Valle Tartano (la andrò a trovare), lo ritroveremo a fine pasto.

I pizzoccheri fanno abbassare di un zic l’asticella, l’impasto è tra i spessi incontrati sin qui ed il condimento caseario non è sufficientemente generoso per reggere la texture, insomma non raggiunge il livello di alcuni esemplari tellini. Convengo col fatto che ognuno abbia la sua ricetta ma qui, a mio gusto, sarebbe necessario rivedere l’equilibrio degli elementi del piatto.

Impossibile trovare spazio per i secondi ma non possiamo rinunciare ai dolci visti all’entrata. La lista è davvero lunga, le torte fatte in casa sono molteplici ed appaganti fin dalla vista. Mantengono le promesse e con essi si ritorna a buoni livelli.

Il semifreddo al frutto caki è al contempo grasso e rinfrescante, migliorabile la tenuta di consistenza ma assai gradevole.

Torna a gran voce il caprino nella cheesecake con mirtilli e croccante alle nocciole. Qui non sono solo le materie prime a fare la differenza ma anche la voglia di osare offrendo un dessert più spinto con il contrasto dolce/salato e sapori spinti.

Terminiamo con un liquore ai mirtilli (presumo fosse di Schenatti, un altro classico) offerto con il caffè e qualche biscottino questa nostra soleggiata domenica prandiale.

La leggera delusione dei pizzoccheri è ampiamente ripagata dall’accoglienza che vi mette nelle condizioni perfette per poter apprezzare la quiete che si respira in questi ambienti.

Le Case dei Baff. Via dei Mulini, 19. Ardenno (Sondrio). Tel. +39 0342 661045

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui