Come sarebbe il mondo se fossimo tutti vegani?

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Bella domanda: come sarebbe il mondo se all’improvviso diventassimo tutti vegani? Anziché dei begli hamburger con una polpettona di carne, cottura media, avremmo degli hamburger altrettanto belli ma di tofu affumicato, come quello qui sopra?

Avremmo le strade invase dalle vacche, intoccabili, divenute quasi “sacre” come in India? Dovremmo creare dei pollai protetti, delle riserve naturali per galli e galline? I tacchini riprenderebbero possesso della natura americana, da cui li hanno scacciati milioni e milioni di pranzi del Ringraziamento? I conigli lavorerebbero solo un giorno all’anno, per nascondere le uova di Pasqua nei prati?

Una possibile risposta, o meglio uno scenario di cosa potrebbe accadere, ci viene da questo video pubblicato ieri sulla pagina Facebook What.if.

Trascrivo qui il testo, in italiano.

Cosa succederebbe se, un giorno, tutti quanti nel mondo sollevassero le forchette dalle loro bistecche e diventassero vegani? Vuoi per cercare uno stile di vita più naturale, vuoi per alleviare le sofferenze degli animali, vuoi per combattere il riscaldamento globale – ognuno avrebbe le sue ragioni per dire “no” a un succulento hamburger, a una soffice omelette, o a una pizza filante di mozzarella. Anche il gelato sarebbe sulla lista del “no”. 
La dieta vegana ci salverebbe dai mutamenti climatici? Migliorerebbe la nostra salute? E cosa succederebbe a tutto quel bestiame? 
Ecco cosa succederebbe se tutto il mondo diventasse vegano. 

Ci sono 20 milioni di vegani solo negli Stati Uniti – sei volte di più di quanti erano nel 2015. [In Italia, invece, i vegani, secondo l’Eurispes, sono in diminuzione, e costituiscono l’1% della popolazione, mentre i vegetariani sono il 6%; in tutto, vegetariani e vegani sono circa 6 milioni di persone, riferisce un articolo della Stampa, N.d.R.] Il tofu sostituisce la carne nei menu dei ristoranti. Alternative al latte senza lattosio si fanno avanti sugli scaffali dei supermercati. Quella che una volta era una scelta di dieta radicale sta diventando una tendenza principale.

Sapevate che il cibo di origine animale è responsabile di un quarto di tutte le emissioni di gas che creano l’effetto serra? La maggior parte vengono dalle mucche. Ogni anno, il bestiame di tutto il mondo lascia una carbon footprint, un’impronta di carbonio che equivale alle emissioni di CO2 di ogni auto, treno, nave e aereo del mondo messi assieme. 

Ma cosa ne sarebbe di tutto questo bestiame? Se nessuno chiedesse più polli allo spiedo e roastbeef, milioni di animali verrebbero sterminati o abbandonati. Alcuni animali, come pecore e maiali, sarebbero in grado di tornare alla vita selvaggia. Ma il loro numero crollerebbe a causa dei predatori. Altri invece, come i polli da carne, non potrebbero sopravvivere nella natura: da così tanto tempo i loro antenati sono stati tolti dal loro ambiente, che non saprebbero come comportarsi. La cosa migliore per loro sarebbero delle riserve, dove ci si prenderebbe cura di loro fino alla loro morte. 

Anche i vostri macellai dovrebbero trovarsi un altro lavoro. E così milioni di contadini. Potrebbero iniziare ad aumentare le coltivazioni, o dedicarsi alla riforestazione. Ma su grande scala, le comunità rurali che ci rifornivano di latte, uova e carne avrebbero grossi problemi di disoccupazione. I paesi in via di sviluppo che hanno costruito la propria vita e i commerci attorno al bestiame si troverebbero ad affrontare gravi disagi economici.

Ma tutti noi saremmo un poco più in salute – ma – lo saremmo davvero?

Adottare una dieta vegana non ti rende automaticamente una persona che mangia in modo salutare. I vegani spesso sono carenti di nutrienti vitali. Spesso non assumono abbastanza ferro, calcio, vitamina D, zinco, vitamina B12, acidi grassi Omega3. Dal momento che carne, uova e formaggi non verranno più serviti come fonte perfetta di proteine, dovrete mangiare un sacco di fagioli, soia e lenticchie. Ma con una dieta appropriata, soffriremmo in minor misura di coronaropatie, infarti e diabete. Il tasso di mortalità globale scenderebbe del 10%. Il che significherebbe 8 milioni di decessi in meno l’anno e mille miliardi di risparmio sull’assistenza sanitaria e sulle giornate lavorative perse. Ma non nei paesi in via di sviluppo, dove 2 miliardi di persone sono già alle prese con enormi problemi di malnutrizione. Senza la carne, per loro, la vita non saqrebbe più salutare, ma peggiorerebbe. 

Che tutto il mondo diventasse vegano sarebbe un po’ estremo, ma tenere alimenti prodotti da animali nella nostra dieta significherò dover affrontare le emissioni di gas. 

Fortunatamente per coloro che sono dipendenti dalla carne, soluzioni pulite per ridurre le emissioni dell’industria del bestiame esistono già. Si tratta solo di implementarle. 

E tu? Sei disposto a rinunciare al tuo piatto di pasta al ragù, stasera? 

Veramente, il video parla di meatballs spaghetti: ma ogni traduzione è un adattamento, quindi, metto il ragù. E comunque – anche tenendo conto del fatto che non esiste che il mondo diventi vegano dall’oggi al domani: sareste disposti a rinunciare, per fare un esempio che noi di Scatti sentiamo molto vicino, non dico a una pizza filante coe quella del video, ma a una bella pizza margherita, a favore di una pizza vegana come questa in foto? Che peraltro è di Salvatore Lioniello: lo so, questo è un paragone disonesto…

Di Emanuele Bonati

"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da oltre 40 anni. Legge compulsivamente da oltre 50 anni. Mangia da oltre 60 anni. Racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non, da una decina d'anni. Verrà ricordato per aver fatto la foto della pizza di Cracco.