Nuovo, appena aperto, già in funzione. E allora ci sono andato.
Tenoha Milano (filiale italiana dell’omonimo Tenoha Daikanyama a Shibuya, Tokyo) è un sacco di cose: negozio di design giapponese, un po’ tipo Muji, ma un gradino più raffinato, con abiti, borse, suppellettili, articoli per la tavola, cancelleria, di un’eleganza asciutta, esposti in delicate geometrie (“Prodotti di eccellenza dal design semplice ma distintivo, selezionati attraverso la sensibilità ed il gusto estetico giapponese”); spazio di coworking (“Un punto di incontro e collaborazione per una comunità creativa senza limiti”); spazio multifunzione per eventi e pop-up (“Uno spazio che si trasforma e reinventa secondo infinite possibilità, palcoscenico di idee sempre nuove. Una vetrina con massima visibilità per proposte vincenti”). Ma anche un cocktail bar-ristorante, che è la parte che ho, diciamo, assaggiato.

Mi sono concesso un’esperienza completa. E quindi, aperitivo. Una decina di cocktail “special” (12 €) e due analcolici (10 €), tutti in chiave nipponica, dal Maruko Spritz (sparkling sake, st germain, soda) al Sakana Mary (gin infuso all’alga nori, succo di pomodoro, succo di lime, salsa di soia, sale, polvere di wasabi).

Al Red Velvet, la mia scelta: gin, scorze di yuzu, succo di lime, velluto di umeshu extra shiso (in breve: lo yuzu è un agrume, l’umeshu un liquore di prugne verdi, il shiso una pianta aromatica della stessa famiglia di menta e basilico). Molto piacevole. Servito con degli edamame, una cipolla in pastella di panko fritta (il panko è un pangrattato giapponese fatto con pane bianco morbido), un (pezzo di) Katsu Sando, un panino giapponese con cotoletta di maiale, fatto con un pane multicereali con un po’ di farina integrale, e spalmato con un poco di senape giapponese, delle puntarelle in pastella, e un pinzimonio di verdure fresche con salsa di miso (condimento a base di soia gialla).

Dopo di che, mi son fatto portare il menu del ristorante. Otto antipasti, otto piatti principali, insalate, riso e pasta. dolci: un menu ridotto, con proposte abbastanza classiche, che strizzano l’occhio alla nostra cucina. Anche perché il menu è stato ideato da Hideyuki Manaka, che cucina già un mix di Giappone e Italia nel suo ristorante Da Fiore, nel quartiere Omotesando a Tokyo.

Ho iniziato con un Renkon (8 €): radice di fiore di loto ripiena con carne di maiale, fritta e accompagnata da una salsa agrodolce. Buona, la radice: di solito me la ritrovo cruda e dura, qui invece era mangiabile. e, anche grazie alla salsa agrodolce (il ripieno di carne era ridotto), il tutto mi è piaciuto.

Gli altri antipasti (dai 4 ai 9 €) hanno l’aria abbastanza concenzionale: calamaro alvapore con verdure e miso, caprese di tofu pomodori e salsa di sesamo, tartare di tonno e avocado con salsa nikiri, e così via: si gioca soprattutto sui condimenti.

Il piatto successivo: Udon (14 €), una varietà di pasta tipo noodles, di grano duro, in brodo, con carne di maiale (pancetta), verdure. umeboschi, zeste di yuzu, e uovo. La varietà di piatti di pasta più o meno in brodo di origine orientale, udon, ramen, noodles e così via, da cui la clientela milanese è stata sommersa in questi ultimi tempi è notevole – tanti quanti le pizze e pizzerie, direi. Questi mi sono sembrati particolarmente piacevoli, con le note agrumate, fresche, dello yuzu, a sottolineare i sapori.

Gli altri piatti vanno dai 12 € del Katsu Sando e del pollo fritto ai 14 € della cotoletta di maiale croccante con misticanza orientale (Tonkatsu), ai 16 € del maiale in padella con verdure, zenzero e salsa di soia, ai 19 € della pescatrice allo yuzu, ai 24 € del filetto di manzo flambè al sake con soia e verdure.

Per dolce, volevo i Kuzumochi, cubetti di kuzu matcha con gelato al matche a sciroppo di zucchero di canna (8 €), ma non c’erano. Il kuzu è una pianta asiatica, di cui mi pare si usi la radice; il matcha ormai da noi è più comune e diffuso della camomilla…

Allora ho preso il Maccha Tiramisu (6 €), ma non mi è piaciuto moltissimo: la mia idea del tiramisù è quella di un dolce soffice e cremoso, questo invece era troppo basso per dare quella soddisfazione al palato in grado di “tirarti su”. E anche qui, il matcha, che è alla base della carta dei dolci, ed è presente anche nelle brioche e nel cappuccino del bar (Tenoha è aperto dalle 9 del mattino).

Bello l’ambiente, molto moderno ma molto giapponese; un centinaio di posti, recita il comunicato stampa, e una trentina all’esterno. Inaugurazione ufficiale, il 4 aprile.

Tenoha Milano. Via Vigevano, 18. 20144 Milano. Tel. +39 0280889147.

[Immagini: iPhone Emanuele Bonati]

1 commento

  1. certo voler fare il negozio di design giapponese ,con uno spazio ristorativo e
    proporre la cucina ‘casalinga’ giapponese….poi vedere che il secondo giorno che sono aperti non sanno neanche da che parte girarsi…
    all autogrill sono più organizzati..
    tutto bene ti chiedono …gli fai notare che il fritto di pollo conteneva la
    carta di frittura ah mi spiace ..rispondono!
    Dovranno pure recuperare tutti i soldi spesi per mettere su la baracca ma direi cominciano proprio male
    speriamo non si riveli un bluff

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui