Vinitaly. 10 Verdicchio DOCG da mettere in cantina

Il Vinitaly è iniziato e, dopo aver parlato di Prosecco, spostiamo l’attenzione sul Verdicchio, un classico delle Marche in due tipologie: Castelli di Jesi e Matelica.

Siete convinti di saperli riconoscere? Io qualche suggerimento ve lo fornisco partendo dal vertice della piramide, cioè dalle etichette DOCG, quindi di riserve da tenere sott’occhio.

1. Plenio (Umani Ronchi)

Non potevo che iniziare da un classico, Plenio Verdicchio di Castelli di Jesi Riserva DOCG Classico 2015 (11-20 €). Un bell’esempio di un vino verdicchio corretto, affinato in parte in una botte grande. Sottile al naso, rotondo in bocca.

 2. Mirum (La Monacesca)

Scopro un mondo intero con un Verdicchio di Matelica Riserva DOCG Mirum 2015  (21-30 €) . Pieno, fresco al naso, salino e minerale in bocca grazie ad un microclima di un terreno racchiuso tra le montagne dove una volta c’era un lago salato. La vendemmia ritardata rispetto alla zona di Castelli di Jesi (parliamo della prima settimana di ottobre) completa l’opera.

3. Senex (Bisci)

Verdicchio di Matelica DOCG Senex 2010 Riserva  (21-30 €). Parliamo sempre di un piccolo terroir esclusivo di 4 ettari, anche grazie alle escursioni termiche giorno-notte, estate-inverno. 78 mesi in cemento vetrificato e 9 mesi in bottiglia. Incredibile la freschezza al naso, perfetta l’acidità. La leggerezza e la piacevolezza in bocca sono insoliti per molti anni di invecchiamento.

4. Matèrga (Cantine Provima)

Verdicchio di Matelica Riserva DOCG Matèrga 2015 (11-20 €). Forse è un Verdicchio di Matelica più antico. Una parte (circa 30 %) fa un passaggio in barrique, l’altri 70% fa solo cemento, ma il legno c’è e si sente. Frutta matura, quasi banana, lieve salinità, l’insieme è ricco e avvolgente, insolito e appagante.

5. Utopia (Montecappone)

Ritorniamo ai Castelli di Jesi con il Verdicchio Riserva Classico DOCG Utopia 2014 (11-20 €). E’ un vino che si fa aspettare, non si apre subito, ma poi all’improvviso regala aromi di erbe aromatiche come salvia grazie alla vinificazione che avviene in presenza di ghiaccio secco per preservare tutte le qualità dell’uva.

6. Tufico (Colonnara)

Sorprendente questo Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico DOCG Tufico 2015 (11-20 €). Prodotto con uve surmature, rimane sempre freschissimo in bocca. Una caratteristica dovuta all’altitudine: 350 slm. L’esposizione verso il mare e le vasche in cemento completano l’opera.

7. Cambrugiano (Belisario)

Ecco un’altro Verdicchio di Matelica Riserva DOCG Cambrugiano 2015 (11-20 €) che ha tutte le carte in regola per stupire al primo sorso. Dapprima austero, poi man mano che si gusta si sentono le note di miele e di salmastro in una combinazione azzeccata. Come per gli altri Verdicchi di Matelica, anche in questo caso il merito è delle escursioni termiche.

8. Crisio (CasalFarneto)

La particolarità di questo Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico DOCG Crisio 2014  (21-30 €) è la sapiente miscela tra le uve della vendemmia anticipata, quella “corretta” e la tardiva. La risposta del vino, che fa solo acciaio, è il suo divenire elegante e sobrio, da scoprire sorso dopo sorso.

 9. Verdemare (Mezzanotte)

A detta dell’enologo della cantina, il vino è un’orchestra, dove l’enologo è il suo direttore ma non la parte determinante. Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico Verdemare DOCG  2014  (11-20 €)  fa solo acciaio,e forse per questo riesce a mantenere perfettamente quel sottile aroma di mandorla amara, una delle caratteristiche del Verdicchio.

10. Logos (Vigna degli Estensi)

Il mandorlato secco di questo Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico DOCG Logos 2013 è la prima nota che si avverte. Logos, il vino parla delle sue vigne di 40 anni, della lavorazione con il ghiaccio, del suo color oro giallo e rosa, del territorio e dei suoi 30 mesi passati in bottiglia. da provare almeno una volta nella vita.

E voi avete altri Verdicchio DOCG da consigliare?


- domenica, 15 aprile 2018 | ore 14:11

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