Un quarto d’ora, venti minuti. E’ la risposta standard del responsabile di sala quando ti presenti senza aver prenotato, e col miglior sorriso di cui sei capace chiedi un tavolo. C’è sempre qualcuno, sembra, che si alzerà dal tuo tavolo quindici minuti dopo che sei arrivato, venti al massimo.

Dentro di te sai che non è così, che i quindici minuti diventeranno trenta, quaranta o anche di più  Ma ormai sei lì, e ti rassegni.

Questo finora, perché le versioni più  aggiornate di Google Maps, il navigatore per iOs e Android hanno aggiunto una funzione che potrebbe passare inosservata, ma cambierà i sabato sera di molti mangiatori seriali.

Fino a poco tempo fa era possibile soltanto conoscere gli orari di punta del locale e i giorni di maggior affollamento.Con l’ultima versione sono apparse anche altre due funzioni: la Clessidra, che indica verosimilmente quanto dovrà attendere chi si presenta in quel determinato ristorante nelle fasce orarie di punta senza aver prenotato,  e il Cronometro, che registra il tempo di permanenza medio degli avventori di quel determinato locale, mentre la funzione Adesso mostra il grado di affollamento in tempo reale.

Sono dati ottenuti elaborando le informazioni di geolocalizzazione degli avventori nel corso dei mesi con un algoritmo che riesce a ‘prevedere’, con minimi margini di errore, il flusso di clienti per ogni ristorante.

Questo significa che possiamo sapere in tempo reale quanto dovremo aspettare prima di poterci accomodare a un tavolo, ed eventualmente decidere di restare o cercare qualcos’altro nelle vicinanze, scegliendo tra i ristoranti in zona sempre disponibili su Maps. Oppure rinunciare a priori e cambiare programma.

In un’ottica più  ampia, i tempi di attesa verranno via via estesi anche a supermercati, negozi, bar, gastronomie, pasticcerie e così via, solo che in quei casi saranno indicativi di quando c’è da aspettare – mediamente – prima di essere serviti.

Ristoratori ed esercenti sono avvisati: in un prossimo futuro l’approccio al cliente farà la differenza.

[Link: PanoramaChef]