Estate, tempo di diete.

La dieta rivoluzionaria che permetterebbe un regime alimentare molto meno rigido deve essere personalizzata. Lo dice una ricerca condotta dagli scienziati israeliani Eran Segal e Eran Elinav ricercatori dell’Istituto Weizmann. A ognuno il suo menu, frutto di vari parametri, ma soprattutto del rilievo della glicemia post-prandiale e del microbiota.

Probabilmente il loro libro La Dieta su Misura sarà un best seller visto che spiegano perché la condanna (per grassi e obesi) “è questione di metabolismo” è un po’ differente da come l’abbiamo sempre considerata, annota Rep.

Non sarà l’eldorado del mangiare pasta, pizza (non vi dimenticate della Pascalina dell’Istituto Nazionale Tumori Pascale!) e dolci e restare magri (si può, si può con attenzione), ma è un passo avanti.

A ragionare sulle diete abbiamo anche letto che il pensiero non ci rende solo liberi ma anche più magri. Lo sostiene uno dei più noti neuroscienziati britannici, il dottor Jason McKeown, il quale  ha dichiarato al periodico inglese The Independent che è il cervello ad avere il controllo dei meccanismi di funzionamento del nostro corpo che hanno conseguenze dirette sia sulla salute che sull’aspetto estetico. In particolare sarebbe l’ipotalamo il responsabile per l’aumento dell’appetito e quindi anche del peso. Addirittura ciascun individuo risponderebbe a una sorta di “peso ideale” inscritto proprio a livello neuronale, per mantenere il quale adotta inconsapevolmente uno stile di vita piuttosto che un altro. Anche chi si sottomette a regimi dietetici drastici per perdere peso, immancabilmente sul lungo periodo tenderà a tornare al suo “peso neuronale”.

Bando a diete ipocaloriche, quindi, e via libera al nuovo approccio: che guarda caso è un dispositivo studiato proprio dal dr. Keown. Si chiama Modius, ed è una sorta di cuffia da indossare un’ora al giorno, in grado di stimolare i giusti recettori per modificare l’immagine di sé a livello cerebrale e quindi influenzare indirettamente gli stili di vita causa del sovrappeso. Si trova in commercio già da qualche mese, e si compra online, al prezzo non proprio modico di 419 €.

Se funziona? La neuroscienziata americana Sandra Aamodt sostiene che non ci sono evidenze scientifiche a sostegno, ma c’è da dire che gli studi clinici in corso vanno valutati sul lungo periodo, quindi non ci sono prove nemmeno che sia una bufala.

Nel frattempo, siamo condannati al digiuno per arrivare dignitosamente in spiaggia? No, anzi. Da sempre più parti si levano voci che ammoniscono contro le diete esasperatamente low-cal o low-carb. Addirittura il Festival della Scienza Medica di Bologna ha dedicato tre sessioni alle fake news in campo alimentare: “Il dato di partenza è quello secondo il quale il 25% degli italiani partecipa a community, blog o chat in Internet centrate sul cibo” ha dichiarato al quotidiano La Stampa la dottoressa Silvana Hrelia, tra i relatori del congresso “è evidente quanto l’enorme flusso di informazioni false che circolano sui media possa portare a scelte alimentari discutibili e anche potenzialmente pericolose“.

Sotto accusa, non solo gli allarmismi su alimenti particolari accusati di provocare il cancro, ma anche l’ondata di diete dimagranti per l’estate, che oltre a non dare i risultati promessi (almeno non sul lungo periodo) possono generare anche qualche problemino di salute. Tra le più  diffuse – e contestate – ne abbiamo selezionate cinque, con i pro e i contro.

1. Cronodieta

Ideata dal dottor Mauro Todisco all’inizio degli anni Novanta, si basa sul principio secondo cui a ogni ora del giorno la fisiologia umana sarebbe predisposta a metabolizzare certi alimenti e non altri. In base alla cronodieta, zuccheri non raffinati, una piccola quantità di grassi e carboidrati si devono mangiare a colazione e a pranzo (entro il primo pomeriggio), mentre la sera vanno assunte solo proteine e fibre, e comunque non oltre le 21:00.

Pro: non elimina completamente intere categorie di cibi, ma ne disciplina l’assunzione su base oraria.

Contro: risultati non garantiti, non si basa su prove scientifiche, non è indicata per chi lavora su turni e deve stare sveglio la notte.

2. Gruppo sanguigno

La famigerata “dieta del Dottor Mozzi”, che in realtà è stata diffusa dal naturopata americano Peter D’Adamo una ventina d’anni fa, sostiene che il cibo adatto all’organismo di ciascuno di noi è inscritto nel nostro gruppo sanguigno. Ogni gruppo dovrebbe mangiare alcuni alimenti ed evitarne altri, sulla base del principio di “antichità”: gli uomini primitivi si nutrivano di caccia  e di quanto trovavano in natura, quindi il gruppo sanguigno più  antico dovrebbe mangiare essenzialmente proteine e verdure, eliminando latticini, carboidrati, e alimenti comparsi nei secoli successivi. Stesso discorso per gli altri.

Pro: perdita di peso anche consistente nel breve periodo.

Contro: nessuna prova scientifica a sostegno, difficoltà a mantenere il regime sul lungo periodo con conseguente aumento ponderale, gravi carenze nutrizionali, affaticamento di reni e fegato.

3. Paleodieta

Molto in voga soprattutto negli Stati Uniti, dove è stata ufficialmente adottata da star come Megan Fox e Jessica Biel, la paleo dieta altro non è che (l’ipotetico) recupero del regime alimentare degli uomini del Paleolitico, e cioè astenersi al 100% dal consumo di alimenti lavorati e raffinati. Che non includono solo cibi industriali, ma anche pane e pasta, zucchero di ogni tipo, caffè, conserve. Gli studi sui resti di ominidi hanno evidenziato che nemmeno legumi, latte e derivati facevano parte della loro dieta, quindi anche qui divieto assoluto. Lo scopo non è tanto perdere peso, quanto una generale “disintossicazione”. Va da sé che eliminando i carboidrati si innesca un meccanismo di chetosi che porta alla diminuzione della massa grassa.

In questi giorni la paleo dieta è sotto accusa. Il giormalista-dietista Adriano Panzironi è stato denunciato alla procura del Tribunale di Roma dall’Ordine dei Medici per abuso della professione medica poiché, riporta Il Fatto Alimentare, conduce una trasmissione in cui “lascia intendere di poter vivere 120 anni e curare malattie come il diabete l’alzheimer l’ipertensione e molte altre con la dieta “paleo” a base di carne, pesce, uova, verdura e poca frutta”.

Pro: eliminazione di cibi raffinati poveri dal punto di vista nutrizionale, perdita di peso.

Contro: nessuna evidenza scientifica, squilibrio a favore delle proteine animali, con impoverimento del sistema digerente e affaticamento di fegato e reni, difficoltà a mantenere il regime nel lungo periodo.

4. Tisanoreica e Dukan

Se finora era la forza di volontà a incidere sul risultato, qui abbiamo l’intervento dell’industria nutraceutica (parolina furba che sta per “nutrienti che fanno bene alla salute”). Sia la dieta di Pierre Dukan che la Tisanoreica di Gianluca Mech prevedono delle fasi precise in cui consumare alcuni alimenti e astenersi completamente da altri, che vengono reintrodotti gradualmente. Nelle prime fasi sono banditi non solo i carboidrati complessi ma anche frutta e verdura, e questo per diversi giorni. Psicologicamente impegnative, queste diete si accompagnano ad alcuni “aiutini”, a prodotti cioè che “simulano” gli alimenti vietati, rendendo il sacrificio un po’ più  sopportabile.

Pro: perdita di peso consistente finché si segue alla lettera il regime.

Contro: squilibrio a favore delle proteine, recupero del peso in tempi rapidi, costi molto elevati.

5. FMD – Fast Metabolism Diet

La più  recente in ordine di tempo, la dieta diffusa dall’americana Haylie Pomroy, non promette tanto la perdita di peso quanto la rieducazione del metabolismo, rallentato – secondo la Pomroy – da diete sbagliate povere di nutrienti. Fautrice del principio secondo cui “più si mangia, più si dimagrisce” è facile intuire quanto successo abbia riscosso in breve tempo. Anche questa dieta si basa su tre fasi, in cui si assumono alcuni alimenti e non altri: niente caffeina, teina, zucchero di alcun tipo, dolcificanti sintetici, latticini, miele, cereali raffinati. Vanno privilegiati alimenti biologici e va fatta nel corso di 28 giorni, che possono essere ripetuti a piacere fino al raggiungimento dei risultati.

Pro: non esclude alcun alimento importante, perdita di peso proporzionale al sovrappeso.

Contro: difficile e macchinosa da seguire, perdita di peso non garantita, costo abbastanza elevato.

Concludendo, al debutto in spiaggia manca poco e se speravate nella soluzione last minute per liberarvi dei chili di troppo, sarete senz’altro delusi. Ma visto che ormai i giochi sono fatti, tanto vale concedervi il vostro piatto preferito senza sensi di colpa. Se la silhouette non è perfetta, almeno il buonumore è garantito.

[Link: The Independent, Wired, La Stampa]

2 Commenti

  1. A meno di patologie serie, che riguardano forse un 1-2% delle persone, il resto è fuffa.
    Il problema è sempre nella scarsa attività fisica, nel non sapere cucinare decentemente, nel seguire la stagionalità, nel non variare quello che si mangia e nell’acquistare materie prime e prodotti di scarsa qualità. Tutto il pacchetto fa la somma finale.

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