Osteria Fratelli Mori, nascosta in una traversa di via Ostiense a Roma, non si vede subito, esattamente come Trattoria Pennestri situata in una traversa successiva, ma, una volta catturato lo sguardo, invita a varcare la porta rossa in ferro e vetro.

Quindici anni fa il locale si chiamava Novecento, ma ora i titolari, i due fratelli Alessandro e Francesco, hanno deciso di chiamarlo Osteria Fratelli Mori, omaggio a loro padre, fondatore dell’attività.

Il locale è ampio, si sviluppa sui 400 mq e riesce ad accogliere fino a 120 persone. Oltre la cucina ci sono il forno da pizza e la griglia dove cuocere la carne. Poesie sui muri e tavoli, fatti di cassette di legno, che una volta contenevano il vino, completano l’ambiente, decisamente informale ed accogliente.

Qui, dai Fratelli Mori, si mangia da sempre  la cucina tipica romana, di tradizione casalinga. Piccolo il menù che cambia a seconda della stagione, con qualche extra del giorno, e che permette di assaggiare tutto o quasi, specie se i commensali amano condividere.

Si inizia con una focaccia bianca (3 €) e prosciutto, magari con dei fichi quando sono di stagione.

Tra gli antipasti non potevano mancare i fritti, come il fiore di zucca con mozzarella e alici (3 €), o ripieno di Taleggio (3 €).

Buonissimo il baccalà mantecato (9 €), insolito per la cucina romana, ma eseguito a regola d’arte (scusate per la foto, la gola ha prevalso sul istinto di fotografare prima di mangiare, ma è la prova che il baccalà sia davvero buono)

Del classico tris romano, Spaghettoni alla Carbonara (9 €), Tonnarelli Cacio e Pepe (10 €) e Rigatoni all’Amatriciana (9 €), ho assaggiato i primi due. Eccezionale la carbonara, da fare la scarpetta per raccogliere la cremina.

Buona la Cacio e pepe, qui in versione a grumi.

Tra i secondi sapevo di non dover perdere le Polpette di bollito (15 €), servite con la maionese al rafano. Grandi come una pallina da golf, croccantissime fuori, morbide e succose dentro, fatte con la carne bollita mista, una goduria pura.

Tartare di Scottona bavarese con olio di nocciola e crostini con la burrata (18 €): ottima alternativa ad un secondo di carne cotta quando fa molto caldo.

Filetto di maiale bardato, con mirtilli e erba cipollina (16 €). Buona l’idea di abbinamento, peccato sia un po’ secco.

Per chiudere la cena, nessun dubbio sulla scelta del dolce: Ricotta di Ambrogio, una crema soffice fatta con ricotta di bufala, scorza di arancia candita e pistacchio caramellato, opera di papà Mori (che ora non c’è più). Chi ama le crostate  fatte in casa, ce n’è sempre una fresca.

Discreta carta di vini, con etichette laziali e non solo, una selezione di vini biologici e naturali.

Io ci tornerei per una doppia porzione di polpette, e voi?

Osteria Fratelli Mori. Via dei Conciatori, 10. Roma.  Tel. + 39 331 323 4399