La nostra web serie Ristoranti d’aMare si arricchisce di una golosa ed economica novità. Sapore d’aMare (che bel nome!) è una bella scoperta, al porto di Rapallo. Lo trovate al porto vecchio (vecchio, non nuovo, mi raccomando) appena a sinistra del ponte sul Boate.

Poche decine di metri, una barchetta-con-cucina (la versione ligure dei foodtruck), un cartellone, una lavagna con il menu.

Sapore d’aMare nasce come ristorante a Savona; chiuso a fine 2016, riapre appunto al porto di Rapallo, su una barchina,  con qualche cella frigorifera e due friggitrici.

Sul molo il banchetto con la cassa e le istruzioni: si ritira un numerino, si viene chiamati per ordinare e pagare, e intanto le friggitrici friggono. Quando è pronto, si viene chiamati con il solito numerino, e si riceve una vaschetta di alluminio, bella grossa, ricolma, un paio di tovaglioli, e da bere. Niente posate e va bene così.

Ci si accomoda alla bell’e meglio su qualche sgabellino, con una cassetta e un vassoio tipo mensa come tavolino, o appoggiandosi alle barche, o alle bitte, o sedendosi direttamente sul molo, gambe penzoloni verso l’acqua. Le anatre, habitué del posto, vi fisseranno con occhi voraci – sappiatelo. Oppure, si decide di farsi incartare (anzi, incartadalluminiare) il tutto, per raggiungere una posizione più comoda.

Il menu è essenziale.

  1. Fritto di totani (10 €)
  2. Fritto d’acciughe (8 €)
  3. Fritto misto di totani e acciughe (10 €)
  4. Un bicchiere di vino bianco, fermo o bollicine (2 €)
  5. Acqua (1 €)
  6. Coca-Cola (2,50 €)
  7. Birra (3 €).

Con qualche piatto extra che compare di tanto in tanto, dalle cozze alla marinara alle trofie col pesto.

Ottenere la propria porzione è un’impresa che rasenta l’eroismo: bisogna fare la coda e aspettare che la frittura sia pronta. La cucina di Sapore d’aMare apre alle 19 e la distribuzione dei numerini alle 18.30.

Sono arrivato dopo le 19 e loro avevano anticipato di una decina di minuti perché c’erano già persone in coda. Avevo davanti a me 20/25 numeri da servire, e dopo di me ne sono arrivati un’altra ventina. E visto che a ogni numero corrispondevano da 2 a 6 porzioni, insomma, ho aspettato un’ora / un’ora e un quarto prima di mettere le mani sulla mia frittura.

Ma nessuno in attesa che facesse bah, o mostrasse solo un vago disappunto. Sarà l’atmosfera vacanziera, sarà la gentilezza e la simpatia della figlia alla cassa e del padre Luigi alle friggitrici, e della sua aiutante, insomma, una bella atmosfera – che non è stata guastata nemmeno dall’annuncio della fine dei totani (devo essere stato uno degli ultimi ad averli nel mio fritto misto).

Il pesce infatti è pescato da loro e dalle altre barche della cooperativa: finché ce n’è, si cucina; quando finisce, finisce. E se non si pesca niente, Sapore non apre del tutto.

La frittura è buonissima, specie se consumata lì sul posto, calda calda; gustosa, leggera, non troppo unta (lo chef Luigi usa olio di semi di girasole), che se non ci fosse da fare un’altra coda, ne prenderesti un’altra.

Unico difetto: l’aver risciacquato i cestelli delle friggitrici, scolati, con una canna, direttamente sulle acque del mare. Per la gioia delle anatre, che immagino si siano affrettate a eliminare i pezzetti di fritto caduti in acqua.

Voi affrettatevi ad assaggiarlo che Sapore d’amare è chiuso nei mesi invernali.

Sapore d’aMare. Porto Vecchio di Rapallo. Tel. +39 338.4691639

1 commento

  1. Salve, sembra interessante – peccato essere lontani. Non ho capito però l’ultima parte: smaltiscono direttamente in mare i residui di cottura e soprattutto gli oli?? E’ vero che lei dice “scolati”, quindi il grosso dell’olio non dovrebbe esserci, ma se comunque ci sono i pezzetti di fritto per la gioia delle anatre, il lavaggio non mi pare completo e con il fritto va per forza anche un po’ d’olio. Chissà se la Capitaneria non ha niente da dire.

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