Si presenta come “la prima e la sola esperienza d’arte immersiva che celebra la pizza”, il #MoPi, cioè il Museo della Pizza che ha inaugurato a New York e più precisamente nella famosa Williamsburg a Brooklyn, all’interno del complesso William Vale. Che, chiariamolo subito, non è il primo museo della pizza.

L’apertura era stata annunciata tempo fa e, a quanto pare dalle foto dell’inaugurazione, sia i fanatici delle tonde che quelli di Instagram hanno trovato “pizza per i loro denti”, con set e angolini particolarmente adatti a essere fotografati e postati in rete.


Certo: nulla di particolarmente divulgativo e scientificamente trascendentale, né tanto un tantino rilevante antropologicamente.

Per farvi capire: c’è, ad esempio, una riproduzione “rivisitata” della Venere di Botticelli, dove la Venere mangia una fetta di pizza mentre sbuca da una scatola da asporto. Invece che dalla conchiglia, ovviamente. Già vi sento che dite: “Sì, la solita americanata“.

Eccetto, forse, la parete con cartoni di pizzerie nel corso degli anni. Ma forse sarebbe meglio dire semplicemente curioso.

Ma d’altronde lo scopo dichiarato era di far divertire e celebrare la pizza come cibo democraticamente preferito nel mondo.

“Come un migliore amico, la pizza è divertente, affidabile, coerente, flessibile e altruista – spiegano dal museo – sempre qui per noi quando siamo affamati, felici, frettolosi. La pizza non giudica, è sempre per le persone, ed è per questo che la adoriamo. In effetti, amiamo così tanto la pizza che abbiamo creato #MoPi, il museo per questo. Installazioni immersive. Un posto dove fare foto meravigliose. Uno spazio per crogiolarsi nella gioia multi-sensoriale e psichedelica della pizza. Una vera meta per celebrare il nostro amore per la fetta, insieme”.

A essere stimolati, all’interno del museo, sono tutti i sensi, stimolati da sentimenti come gioia e amore… per la pizza, è chiaro. Proseguono dal team del #MoPi: “All’interno, i visitatori  saranno accolti con una fetta di pizza e installazioni immersive uniche di Optical Animal, Adam Green, Signe Pierce, Emma Stern, Devin Troy Strother, Yuri Ogita, ShawnaX, Pinky Weber e opere d’arte curate di Rj Supa”.

Si tratta però solo di un’esposizione temporanea che durerà fino al 18 novembre, coi biglietti che costano pochi centesimi meno di 40 dollari. Insomma: un’iniziativa limitata, un morso e via, un assaggio. “Purtroppo” o “per fortuna”, direte voi?

(foto di Scott Lynch/Gothamist)

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