È il momento delle creme spalmabili.

Pan di Stelle ha rotto gli equilibri sugli scaffali dei supermercati ed è andata all’attacco della Nutella.

Con un immediato successo sui social che hanno premiato il confronto video tra Nutella e Pan di Spagna Stelle.

La voglia di dichiarare un vincitore tra Nutella e Pan di Stelle ha portato a sfide gastronomiche nel comparto torte con ricette inneggianti ora all’una ora all’altra.

Poi sono arrivate le caramelle Rossana con la Crème nostalgica e l’onda è diventata inarrestabile. Prodotta dalla Fida (azienda che ha permesso di evitare la chiusura dello stabilimento produttivo di Rossana-caramella, rilevandone la proprietà dalla Nestlè), è completamente diversa come tipologia, ed equivale a un’altra “spallata” a un settore di mercato che ha sempre visto lo strapotere della Nutella, con tutte le altre creme relegate al ruolo di anonime comprimarie.

Strano davvero questo segmento di mercato: ne crei una “quasi” come la Nutella? Hai copiato, ergo il pubblico non ti premia. Al contrario, ne crei una diversa e forse migliore? Male, è distante dalla Nutella e il pubblico non ti premia lo stesso.

La classifica delle creme spalmabili

Ma veniamo a noi e alla nostra classifica.

Le creme spalmabili, Nutella in testa, si comprano quando c’è da affogare qualche dispiacere, in preda a qualche giovanile crisi esistenziale, noncuranti delle quasi sicure eruzioni brufolose provocate dall’ingurgitamento di badilate di prodotto.

Un acquisto compulsivo: tanto basta riempirsi fino a stare male con qualunque cosa fosse “dolcemente” dolce, molto “comfort”, “morbida”, goduriosa e voluttuosa.

E questo è stato il principio da me seguito nell’acquisto per il confronto tra varie creme.

Visto che però le cose ora son cambiate, siamo tutti più consapevoli, compriamo i prodotti leggendo sempre di più le retro-etichette, vorrete sapere con quali spunti scientifici, tipici della nostra web serie La ricetta scientifica, avrei deliziato i lettori.

Vi avverto che il post sarà soprattutto dolce.

Anche se incontreremo alla fine grassi, saturi e non, tabelle nutrizionali e demoni vari come l’olio di palma (se avete voglia di saperne di più , leggetevi questo interessante post di Wired). Io vi ricordo soltanto che qualsiasi cosa “ingurgitata” necessita di moderazione.

Mettiamo i voti indicando:

a) il livello di goduria, di piacere, di soddisfazione. Ovvero quanto ci sentiremo lontani dai dispiaceri, con la testa liberata dallo/a str…. di turno assaggiando compulsivamente la nostra crema spalmabile.

b) il livello di pentimento, ovvero quella mano che porteremo alla fronte sconfortati dopo aver letto composizione e tabella nutrizionale sul retro dell’etichetta del barattolo di turno, pensando a quanto male abbiamo fatto ai nostri livelli di glicemia, trigliceridi, colesterolo.

Pronti? Via!

1. La Nutella: un classico

La crema più famosa al mondo, nata oltre cinquanta anni fa, sembra non invecchiare mai. Autentica madeleine per molti, sempre uguale eppure diversa al gusto da quella di una volta.

Siamo sinceri, chi di noi non ne fatto praticamente indigestione almeno una volta nella propria vita?

Dolce eppure amara nel finale, morbida ma non stucchevole, cioccolatosa con la nocciola solo sullo sfondo, ma ben definita.

E confesso di averla mangiata poche volte spalmata su di una fetta di pane, tantissime invece le volte in cui il protagonista era il cucchiaio; sia chiaro, quello più grande presente nei cassetti della cucina, che a stento entrava nel barattolo di turno.

Dovessi paragonarla a un vino sarebbe un vino piacione, sicuramente commerciale, probabilmente un Merlot.

Livello goduria: 9

Livello pentimento: 8

2. La Nocciolata Rigoni: l’eleganza

Apparentemente su altro livello, meno morbida (sarà l’assenza dell’olio di palma?), più austera.

Quasi restia a concedersi, che se la Nutella invitava al riassaggio grazie al gusto, in questo caso è la mancanza di estremi in evidenza che portano ad una nuova cucchiaiata. Per capire meglio.

E quindi anche più profonda della prima volta.

Austera, ma altrettanto dolce, né più né meno come la più famosa di cui sopra. E anche qui la nocciola, nonostante la presenza maggiore rispetto alla concorrenza, resta un po’ lontana.

Biologica, cosa che una prestigiosa associazione di consumatori tedesca ha indicato come non essere un must, complessivamente elegante, meno popolare.

Un vino? Un blend tra Cabernet Sauvignon e Cabernet franc, appunto elegante ed “aristocratico”.

Livello goduria: 8

Livello pentimento: 8

3. La Pan di Stelle: la new entry

La new entry, quella che ha scosso il mercato, che forse ha introdotto nuovi canoni, almeno per molti palati italiani.

Accattivante e caratterizzata. Ovvero dolce, ma con una presenza di cacao ben marcata, netta.

Nocciola anche qui un po’ lontana, percepibile solo sul finale.

Secondo me la migliore per affogare improvvise delusioni, di qualunque tipo esse siano.

Il barattolo rischia di finire in pochi minuti, non c’è dubbio che tenga.

Perché hai anche il plus della granella di biscotto che è quella dei Pan di Stelle, i famosi biscotti del Mulino Bianco che finiscono in ennemila dolci casalinghi e non.

Una novità per molti ma, come vedremo in seguito, un po’ copiata dalle creme americane.

Dal risultato, però, notevole. Perché finisce con il piacere praticamente a tutti.

Un vino? Un taglio bordolese classico, un blend tra Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, famoso nel mondo per eleganza e piacevolezza.

Livello goduria: 9 ½

Livello pentimento: 8

4. La Twix: un tocco British

Inattesa, la crema british. Per la vicinanza allo snack originale, forse non conosciuto da tutti, sicuramente non dai giovanissimi.

A parer mio la più riuscita delle creme straniere qui provate, con il giusto mix tra cioccolato al latte e caramello.

E con una galeotta granella di biscotto, proprio come nella doppia barretta (da qui il nome).

Non son certo della sua utilità come “affoga-guai”, sembrerebbe troppo poco ignorante.

Molto dolce, ma non stucchevole (e probabile ispiratrice della crema Pan di Stelle).

Uno Chardonnay, se dovessi paragonarla ad un vino, per il sapore elegante ed armonico.

Livello goduria: 7 ½

Livello pentimento: 8 ½

5. La Bounty: più cocco meno cioccolato 

Soffre molto la mancanza del cioccolato.

È una crema “monca”. E per questa mancanza è anche più “leggera” della concorrenza. Però soffre alla distanza.

Nonostante il cocco a pezzetti, il buon sentore di vaniglia, che ne fanno la più profumata tra quelle provare.

Pensatela come una crema spalmabile a base di cocco, senza avere il riferimento del famoso ed “ingombrante” nome.

Ne verrà fuori uno dei più validi dimentica-fidanzato/a in commercio. E con meno pentimenti finali.

Un vino? Il mio amato Fiano d’Avellino, bianco sempre sorprendente nei profumi e nei sapori.

Livello goduria: 9 ½

Livello pentimento: 7

6. La M&M’s: maglia nera

C’è sempre chi occupa l’ultima posizione quando stili una classifica, e un po’ sempre ti spiace.

Ma qui la “maglia nera” arriva senza incertezze. Siamo in presenza di un vero enigma: la crema al cioccolato, segnalata alle nocciole, non presenta alcun sapore degno di nota.

La granella colorata presente all’interno, fatta con riso soffiato, è lontanissima dal rivestimento dei notissimi bottoni alle arachidi o al cioccolato.

Insomma, se dovete affogare un dispiacere rivolgete la vostra attenzione su altri prodotti.

Qui è davvero difficile il paragone con un vino: quello che meno vi piace.

Livello goduria: 5 ½

Livello pentimento: 8

7. La Rossana: la vera sorpresa

Chiudiamo in bellezza, con un prodotto italiano, davvero sorprendente.

Una crema da biscotti (anche da cucchiaio, sia chiaro), molto fluida, niente a che vedere con le altre “concorrenti”, maggiormente compatte.

Crema che emula la caramella Rossana in toto, senza incertezze.

Manca la parte “dura” esterna, ma non è un problema.

In proposito ricordo un aneddoto della mia infanzia: spesso, nei mesi invernali le appoggiavamo con l’incarto su di un termosifone ed aspettavamo alcuni minuti per ammorbidirle.

Bastava poi aprire da un solo lato l’incarto per succhiarle via praticamente sciolte.

È comunque molto dolce, così tanto che è impossibile finire il barattolo anche in presenza di grossi guai sentimentali. Però un vero toccasana per la “testa”.

Andrebbe paragonata ad un grande vino, un supertuscan, ma anche l’accostamento con qualche superalcolico d’oltremanica è percorribile.

Livello goduria: 10

Livello pentimento: 10

E ora tocca a voi dopo aver letto la tabella dei grassi.

Qual è la vostra crema spalmabile ad alto tasso di goduria e a bassissimo indice di pentimento?

9 Commenti

  1. Con un immediato successo sui social che hanno premiato il confronto video tra Nutella e Pan di Spagna. –> Pan di stelle non di Spagna 🙂

    • Come scritto nel post l’acquisto è compulsivo, proprio come avviene quando si vuole “affogare” un dispiacere, quindi casualmente, senza avere la qualità come unico parametro e basta.

  2. Fantastico! Con l’arrivo della Pan di Stelle in effetti gli equilibri hanno preso un’altra piega, alcune tra l’altro nemmeno le conoscevo 🙂 bisogna provarle 😉

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