Ha aperto il nuovo ristorante di Gennaro Esposito a Milano. Si chiama It, come quello di Ibiza. Avevamo annunciato la notizia, l’avevamo puntualizzata, avevamo anche intervistato lo chef – e ora che il locale è aperto possiamo raccontarvi qualcosa di più, grazie alla testimonianza dell’onnipresente e attento Dominique Antognoni.

Che in un post su Facebook racconta il nuovo locale puntando l’attenzione soprattutto sulla clientela: belle donne e uomini danarosi.

It. Via Fiori Chiari 32, Brera. Ha aperto. Voto? 100. E’ un locale unico nel suo genere. Molto Londra ricca e New York…

Posted by Dominique Antognoni on Wednesday, 10 April 2019

È un locale unico nel suo genere. Molto Londra ricca e New York danarosa. Non è Zuma, ma il senso sarebbe quello. È modaiolo, testosteronico, carico. Zona bar da uomini che vestono su misura e donne che profumano di paradiso. Bellezza e carisma, perché It non fa per bellezze decorative e basta: è posto da vibrazioni.

Il racconto di Dominique è tutto giocato sull’estetica del locale e della sua clientela – l’alto livello della cucina è dato per scontato, visto il nome di Gennaro Esposito, che quelli dei suoi collaboratori, che lo stesso Esposito aveva enumerato in un post su Facebook:

La cucina sarà affidata a due ragazzi talentuosi, Aldo Ritrovato e Adriano Rausa, che da me si sono formati. A IT Milano vi delizieranno anche i dessert di Francesco De Padova che, entrato a far parte della brigata da giovanissimo, è cresciuto sotto l’esempio del Maestro Pasticciere Carmine di Donna alla Torre, a Vico Equense.

A quanto pare, Esposito sarà per lunghi periodi a Milano, anche se, come abbiamo già detto, la sua sarà solo una supervisione. It è nato a Ibiza per iniziativa dell’imprenditore Alessio Matrone, che ha voluto sin dall’inizio al suo fianco Gennaro Esposito (che si è dimostrato un bravissimo chef-imprenditore nel corso degli anni, al di là della guida Michelin).

Non abbiamo ancora notizie su menu e prezzi, che a dire di Antognoni sono alti ma abbordabili: “I prezzi? Sotto la media. Si, sotto la media (un cocktail non arriva ai 20 euro).

Il locale è molto grande (gli spazi sono quelli sul retro della ex-sede della Gondrand, storica azienda di trasporti, in Brera), oltre 1000 metri quadrati “pieni di fascino e ricchezza”. L’ingresso è sulla zona bar, a seguire il ristorante, e c’è anche un piano sotterraneo.

Hostess da mille e una notte. Una dj che fa sfracelli. 60 dipendenti che si muovono sotto la guida di Carlo Tinelli.

Insomma, possiamo dire che a Dominique Antognoni è piaciuto – e la sua descrizione risulta per certi versi affascinante.

L’investimento è stato pauroso, posti e gente del genere vanno ammirati e applauditi. Di sicuro non troverai mai un tavolo: già ieri, secondo giorno dall’apertura, era tutto full. Certo, il Salone del mobile, ma non pareva gente interessata all’ultimo modello di sedia. Il dopo cena si svolge al piano sotto: difficile capirlo quando è vuoto, per cui aspettiamo. Dopo The Fisher, ecco It. Milano vola alto, altissimo, chi si ferma è perduto.
La ricchezza è qui. Il successo pure. Le vibrazioni anche.

It Milano. Via Fiori Chiari, 32. Milano.

4 Commenti

  1. “Zona bar da uomini che vestono su misura e donne che profumano di paradiso.” “Hostess da mille e una notte. Una dj che fa sfracelli.” Una simile recensione sembra lontana anni luce dallo spirito di Esposito e per quanto mi riguarda fa più danni che altro, a meno che non sia effettivamente un ristorante per cretini e vippettine. Mah…

    • Gentile Francesco,
      Questa non è una recensione.
      La recensione di un ristorante comporta descrizione del luogo del menù dei piatti e così via.
      Semplicemente abbiamo qui riportato le impressioni scritte su Facebook da un amico e collega, e che riguardano aspetti che non possono essere considerati “recensioni di un ristorante”.
      Dopo di che, Esposito sovrintende alla cucina di It, qui come a Ibiza: che il pubblico possa essere diverso da Torre del Saracino ci sta.
      Ps le hostess devono essere le signorine che ti accolgono all’ingresso – non ci sono stato, ma ho intravisto delle belle ragazze all’interno…

      • Mi perdoni non mi riferivo al suo articolo (mi sono espresso male) ma proprio alle impressioni del suo amico e collega. E’ il mio parere ovviamente ma le ho trovate volgari e che dipingono il ristorante di una Milano anni ottanta che sembrano sottintendere che si potrebbe andare da “It” per tutto fuorché cenare. O, semplicemente, frequento un’altra Milano e Gennaro Esposito ha cercato di aprire un locale diverso da quello che mi aspettavo, più in linea con quello che esprime il vostro collega.

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