Dopo il bistrot, l’outlet. Antonino Cannavacciuolo, il mediatico chef due stelle Michelin di Villa Crespi – che vedrete in azione alla Cena delle Stelle durante Festa a Vico – vara il suo nuovo format “Antonino – Il banco di Cannavacciuolo”.

La formula semplice e informale della sua cucina è di scena al Vicolungo the Style Outlets.

Semplicità che – come ricorda Antonino Cannavacciuolo a La Stampa – è la cosa più difficile da centrare. Lui lo ha già fatto con i due Cannavacciuolo Bistrot di Novara (ora anche con la terrazza) e di Torino dove con i suoi due chef allievi ha conquistato altrettante stelle Michelin mettendo a tacere chi pensava alla sua iniziativa solo in funzione di macchina macina soldi.

Ed ora vuole conquistare i cuori e i palati dei frequentatori del centro commerciale a una cinquantina di chilometri dalla casa base di Villa Crespi con un format aperto a molte tasche.

Un banco, come ha subito chiarito, che sprizza napoletanità grazie al rifornimento dal laboratorio gourmet di Suno.

Il timone è tutto puntato sui cibi e i sapori “che mi facevano impazzire fin da bambino”.

Ecco la mozzarella in carrozza (2 pezzi a 8 €), la frittatina di pasta alla genovese (5 €), i crocché di patate filanti (3 €), il cuoppo di frittura (10 €), i paccheri al ragù espressi (10 €) che è uno dei piatti del giorno che cambieranno a rotazione.

E poi c’è la parmigiana di melanzane.

Tutto da asporto per assecondare la natura dell’outlet e quindi dello shopping. Non ci sono tavoli e sedie, ma si compra un arancino, un fritto e si continua a fare spese.

Una nuova sfida che Cannavacciuolo sintetizza in poche battute alla domanda se sia coraggiosa:  “Può essere, ma per me non esiste l’alta cucina o quella stellata. Basta che sia bella e buona. Ho immaginato un punto dove i clienti dell’outlet di tutte le età possono fermarsi un attimo per mangiare qualcosa di buono. Non è un bistrot. Si prende un arancino e si continua lo shopping. C’è anche la parmigiana, che sopra va bruciacchiata. Altrimenti diventa un timballo di melanzane. Mi raccomando.

Nel menu oltre ai panini e alla pizza fritta sono previsti dolci come graffe, sfogliatelle, babà, code d’aragosta che si accompagnano al gelato e al caffè.

Insomma, da Vico Equense – cittadina natale – a Vicolungo e ritorno il passo è breve. Tanto che Cannavacciuolo a sorpresa annuncia che questo format andrà in scena anche a Orta.

[Link: La Stampa. Immagini: Winemag, Facebook Silvia Selmo, Alla Scoperta dei Sapori]

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