“Basta con queste pizze gommone! Prima le pizze nostre!”

L’urlo del Capitonus fece rumoreggiare la folla riunitasi sulla spiaggia.

A Pontidia echeggiarono gli uomini del nord.

A Pontinia risposero quelli del Tiber.

Arò jamm? Dissero quelli del Brutium.

Il momento era grave. Non era bastato al condottiero di verde felpato riguardare il menu del pranzo delle idi di Augustus e fare cadere la tavola con tutti i commensali. Un colpo di spadone e Giginus era volato a zampe all’aria, ma come i gatti era ricaduto per il diritto e si preparava a chiedere ad Atropo di non spezzare il filo che lo legava alla poltrona.

No, il Capitonus voleva di più da dare in pasto alla folla affamata.

La Belva gli mise davanti un piatto di acciughe.

Il Capitonus lo guardò interdetto mentre si preparava a lanciare l’uccellino azzurro.

“Prima le acciughe? Del pomodoro?”. Lo guardò speranzoso mentre si preparava a declamare.

“Cancelliamo Neapolis e scriviamo pizza con le acciughe nel menu del pranzo”, gli fece la Belva con sguardo sottile mentre i suoi sodales sociales fremevano con i tamburi pronti a suonare.

Anguria lo guardò un po’ schifata.

Tutto qui?” Dissero Anguria e Capitonus all’unisono che si aspettavano una ben più potente portata.

“La pizza Neapolis è esplosa anche se Achille Pizza Veloce ha risposto per le rime a Selvatica ed è stato un peccato che qualche fritta non gli sia andata di traverso. Mi ha pure costretto a chiedergli l’incontro per placare le anime dei pizzaioli furenti della Terra di Mezzo. E ora noi ce ne usciamo con le acciughe”.

“Sono almeno del dio PoPo?”, gli fece il suo vicarius.

“Sono acciughe di Cartagine”, gli rispose il cuoco che stava mettendo assieme le vettovaglie per il pranzo.

Lo spadone si fermò a un dito dal collo del disgraziato. “Niente acciughe nei nostri porti, non sono stato chiaro”?

“Ma mio Capitonus ci avevi detto che le acciughe non le potevamo prendere a bordo delle nostre feluche e dovevamo dare una mano a crescerle lì dove nascono”, gli fece la Belva un po’ stralunata.

“E niente gamberi rossi dalla Trinacria o viola da Genua che bisogna pagare il pedaggio”, rincarò la dose Anguria che si teneva stretta carbonara e pajata. 

“Vieteremo la pizza con il pesce, scrivi amanuense”, imperioso lo spadone calò sulla tavola dove galleggiava il contratto.

“Non si può, abbiamo l’Aquarius!”, annaspò l’organizzatore del pranzo che pensò ai quintali di tonno e gamberetti stivati nella chiatta della Madama. “Rischiamo di mandare tutto a meretrici”, soggiunse spaventato.

“Dove hai preso tutto questo pesce?”, sibilò Capitonus.

“Al mercato c’erano tanti a venderli, ma mi ha convinto un tale Giggginus che se ne prendevo 100 mi regalava un treno veloce che passava dalla Terra del Nord. Pesce del nord, capisci?”, gli rispose il cuoco che stava iniziando a capire in quale grosso guaio si era cacciato.

“Ancora lui sotto mentite spoglie, maledizione”, tranciò di netto il contratto e diede una strozzata agli uccellini blu. “Facciamo saltare tutto , ora e subito. E prendiamoci tutto quello che è nostro. Basta con le pizze gommone. Ci vuole altro”.

“Calma, calma. Lì fuori ci sono decine di scrivani che lasciano messaggi sul corriere blu. Non possiamo permetterci di andargli contro. Dobbiamo portare dalla nostra parte i pizzaioli”, sentenziò la Belva.

“E come?”

“Con un nuovo menu di pizze speciali”.

Eccole pronte.

Aquarius con mozzarella di bufala autarchica, pomodorini delle montagne, tonno dello stretto, olive della città alta, gamberetti della laguna, rucola che ce ne sta a bizzeffe. A 5 rubli.

Sea Watch con pomodoro nero, frutti di mare conditi con hybris, funghi allucinogeni e carciofi esplosivi. A 4,9 rubli.

“Basteranno solo due pizze per conquistare i pizzaioli?”

“Vedrai, appena le metteremo in bacheca saranno tutti lì pronti a scriverne e a copiarle. Ma loro non sanno che non faremo pizze gommone”, gli rispose la Belva pronta a scatenare i suoi.

“Bene, andiamo avanti. Prima i nostri pizzaioli!”

***

La montagna di fuoco zittita da tempo si specchiava placida in una giornata caldissima e di cielo terso. Il sole sembrava voler arroventare non solo le pietre ma anche gli animi.

“Capitonus ha preparato l’Anabasi e non sono bastati tutti quei quintali di tonno e gamberetti a distoglierlo dalle intenzioni di guerra”, sospirò Giginus. Tontinellus aveva sacrificato tutti i gamberi di Genua e gli facevano ancora male le dita per tutte le firme che aveva messo.

“Non c’è via di uscita e io me ne ritorno sulle montagne dell’ovest”, gli fece il compagno di tante battaglie che si era dato alla pittura.

“Non possiamo permettere che le Terre del Sud scompaiano con un colpo di taglia e cuci”, sospirò Giginus. “Aspettiamo la notte che possa portarci consiglio o un deus ex machina”.

***

I pizzaioli della Terra di Mezzo scrutavano la linea dell’orizzonte che si faceva color della pece. Tra poco nessuno li avrebbe più visti né da mare né da terra.

Le critiche di tutti gli scrivanes avevano un solo difetto: restavano sulla carta. E ora era arrivato il momento di agire.

“Non dite nomi, chiamatevi solo pizzaioli l’un con l’altro. Oggi ci attende una sfida che abbiamo accettato. Mettete in mare le pizze e li aiuteremo confidando nella bontà dei cuori in questa notte che aspettiamo rischiarata dalle stelle”, fece uno di loro che del mare aveva gli occhi pieni.

I fuochi si accesero e centinaia di pizzaioli sfornarono le più buone pizze canotto che la Terra di Mezzo avesse mai visto.

“Nessuna parola è buona o cattiva al solo nascere. Usatela bene e sarà buona. Usatela male e sarà una catastrofe per tutti”. 

Ermes Trimegisto soffiò il suo pensiero sulle anime di quelli che potevano ascoltare suoni così dolci.

Sarebbe bastato?

La Guerra dei Pizzaioli per la Pizza di Mezzo

La Guerra dei Pizzaioli

(Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale)

  1. Retroscena. La guerra dei pizzaioli numeri uno
  2. La guerra delle pizze. Il due di pizza quando regna l’olio di semi
  3. Pizza di Mezzo. Le forche caudine della pizzeria di qualità
  4. L’insostenibile pesantezza dell’ananas sulle pizze
  5. La guerra dei pizzaioli. La velocità della pizza è nulla senza testimonial
  6. Il tradimento e l’Ultima Pizza
  7. La guerra dei pizzaioli. Ercole e la Pizza dei Due Golfi
  8. Anticipazioni. Il Grano Nostrum e i segreti della nuova Pizza di Mezzo
  9. La Guerra dei Pizzaioli. La Caduta degli Dei
  10. La Guerra dei Pizzaioli. Etica, estetica e pippe mentali
  11. La Guerra dei Pizzaioli. Il mausoleo dei vivi che diventano morti
  12. La Guerra dei Pizzaioli. Uno e bino, il bacio del Malus Puer

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