I Nutella Biscuits sono un successo e hanno raggiunto un tale gradimento che nemmeno alla Ferrero si aspettavano.

Sugli scaffali dei supermercati sono praticamente introvabili e non sono bastati i cartelli che limitavano l’acquisto a 3 confezioni per cliente. Appena arrivano sullo scaffale vanno esauriti. Insieme, si suppone, agli appassionati che hanno avviato una caccia a suon di segnalazioni di amici sui social e su WhatsApp.

A voler fare un raffronto, si è verificata la stessa spasmodica corsa che accompagnava i più piccoli nel cercare la figurina del calciatore introvabile, Carlo Parola in rovesciata o il mitico Pier Luigi Pizzaballa, o del Re Saladino per chiudere gli album. Ma questa volta la caccia al tesoro ha coinvolto anche i genitori che con la scusa di accontentare i figli provano a soddisfare il loro desiderio del frollino in cima alle preferenze degli Italiani.

A parlare sono i numeri: in tre settimane di commercializzazione sono stati venduti 57 milioni di biscotti, in pratica tutti gli abitanti del Bel Paese li hanno assaggiati anche se per la legge statistica del mezzo pollo in molti sono rimasti a secco. In tutto Ferrero ha venduto 2,6 milioni di confezioni che contengono ciascuna 22 biscotti.

E due di queste confezioni sono state acquistate con notevole colpo di fortuna dal nostro Emanuele Bonati che vi ha detto come sono (e che già soffre per le crisi di astinenza).

C’è da sfregarsi le mani per il gruppo dolciario italiano che, calcolando un prezzo medio di 3 €, ha incassato in fase di lancio 8 milioni di euro pari al 10% della previsione dell’anno che è di 80 milioni di €. Ma a questo punto sembra facile ipotizzare che i conti alla fine dell’anno di commercializzazione faranno registrare un corposo incremento e l’asticella è già stata spostata a più di 130 milioni di € e la scommessa è il quasi raddoppio a quota 150 milioni di €.

Un totale impressionante che ha mosso anche chi sulla differenza di prezzo e sulla difficoltà di reperimento fonda il suo gioco. Come i bagarini a Napoli che hanno fiutato l’occasione di business e hanno iniziato a vendere i (quasi) introvabili Nutella Biscuits a più del doppio del prezzo consigliato, cioè 8 €. A registrare questo nuovo indice di successo dei Nutella Biscuits è il Mattino, il quotidiano di Napoli, che ha svolto un’inchiesta in città per comprendere come fosse possibile l’interesse dei bagarini.

Vuoi i biscotti alla Nutella? Li paghi il doppio, ma anche il triplo, altrimenti niente da fare. A Mergellina c’è chi vende una confezione a otto euro, mentre al Vasto, in bella mostra sugli scaffali di un minimarket, ne costava sei, giusto il doppio. D’altronde – dice il titolare di una salumeria nella zona della Torretta – è la legge del mercato: meno ce n’è, più il prezzo sale. E guai a parlare di speculazione: «Quei biscotti – aggiunge sempre lo stesso commerciante – sono uno sfizio, se te lo vuoi togliere subito paghi di più, altrimenti fai passare tutta questa euforia e poi li trovi dove vuoi».

Ma se pensate che è una trovata dei soliti napoletani pronti a cavalcare l’onda del successo dei Nutella Biscuits, fatevi un giro sul web e sul più grande negozio del mondo, Amazon.

Lì potrete trovare i Nutella Biscuits a un prezzo di 12 €. E si vendono. Tanto da far pensare, più che sia tutta una strategia della Ferrero per imporre i nuovi biscotti rischiando invece una disaffezione per la difficoltà di reperirli sul mercato “normale”, che i bagarini di Napoli siano addirittura più convenienti.

5 Commenti

  1. Quasi come la folle e demente passione degli olandesi per i tulipani, nel ‘600. Non dubito che qualcuno potrebbe anche uccidere per un frollino, lo si fa per molto meno.

  2. Non mi sorprende, nella città del “piccolo Lucio” questo e altro…il bello è che quando li becchi in giro per il mondo, si reputano tutti gourmet…

  3. Esselunga di Arcore, cartello per limitare l’acquisto a tre confezioni sparito dopo un giorno. Sono sempre lì disponibili, invece, i pacchetti di Nutella Biscuits. Insomma, qui accolti con “freddezza”?

  4. No, Simonetta. Non si tratta di freddezza, ma di abile ed efficace campagna stampa dell’azienda.
    Davvero pensi che dozzine di giornalisti di tutta Italia si siano accorti in dintemporanea della sparizione dei nutella biscuit?
    E davvero ci credi ai bagarini a otto euro? Proprio a Napoli, quale altra città poteva essere teatro di tale profezia auto-avverantesi?
    Un plauso al marketing di Ferrero, che può ancora insegnare alle influencer de noantri come si agita e si frulla la stampa nazionale, risparmiando fior di quattrini: articoli e articolesse in luogo del pagamento di spazi pubblicitari.
    Che la notizia (notizia?) sia vera, o addirittura che esista una notizia, è cosa irrilevante, come hai notato: i biscotti sono regolarmente disponibili, ma si racconta come se fosse in atto l’undicesima piaga d’Egitto

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