Abbiamo preso la decisione di chiudere per un po’ – così il ristorante cinese Wheat in via Bambaia, una traversa di via Padova, nei pressi di piazzale Loreto a Milano. Il motivo? Quello che si temeva, e che puntualmente si è verificato: la paura del contagio da Coronavirus. 

Contagio a detta di tutti inesistente, paura ingiustificata: il virus si propaga solo attraverso il contatto con le persone, secondo quanto si dice, ammalate (che quindi probabilmente se ne stanno a letto, in ospedale, e non vanno a spasso: ma. come sempre, le notizie sono confuse), non attraverso i cibi. Che, in questo caso, come in moltissimi altri, sono comunque per la maggior parte, se non per la totalità, italiani o europei.

Dopo una lunga e dolorosa riflessione sul quello che sta succedendo nel mondo e sopratutto in Italia. Con grande…

Posted by Wheat Restaurant Milano on Saturday, 1 February 2020

«Dopo una lunga e dolorosa riflessione sul quello che sta succedendo nel mondo e sopratutto in Italia. Con grande rammarico vi devo comunicare che abbiamo preso la decisione di chiudere per un po’ e sperare che le fake news finiscano. Alla fine siamo un ristorante che usa materia prima prevalentemente proveniente dall’Italia al massimo dall’Europa tutto quanto tracciabile in quanto vogliamo offrire la freschezza nei nostri piatti e sicuramente ordinarlo dalla Cina la verdura o il pesce o la carne ci conviene assai meno di prenderlo al supermercato dietro casa. Dal 02 febbraio 2020 giorno in cui avremmo dovuto festeggiare il capodanno cinese nella Chinatown milanese abbiamo deciso di chiudere fino a data da definirsi. Ringrazio tutti coloro che ci hanno supportato in questi giorni difficili e ci hanno incoraggiato a tenere duro! Ma in questo periodo cercheremo come sempre nuovi piatti da farvi assaporare cercando di non deludervi come abbiamo fatto sempre fatto! Tenetevi aggiornati comunicheremo sulle piattaforme social e Google!»

Così l’annuncio su Facebook.

Le prime avvisaglie di allarmismi incontrollati e ingiustificati si erano già avute nei giorni scorsi, con gli insulti alle persone cinesi per strada, ai quali era seguito un cartello apparso in vetrina di un bar romano che proibiva ai turisti cinesi l’ingresso nel locale (che potrebbe essere giustificato: sono un turista, ho un po’ di febbre, ma voglio continuare la vacanza e prendermi un cappuccino – ma è improbabile che una persona con un po’ di febbre vada in giro, di questi tempi).

Insomma: si può, e forse si deve, andare a mangiare nei ristoranti cines. Lo confermano anche le testimonianze di quelli che ci sono effettivamente andati in questi giorni.

Volevo girare un video in via Sarpi, ma poi ho smesso

Oggi sono andato in via Sarpi all'ora di pranzo. Si è scritto tanto di Chinatown e della comunità cinese, della paura, dei malumori, degli inutili allarmismi e della corsa alle mascherine. Dei ristoranti con prenotazioni annullate all'ultimo e della caccia al cinese, che non aspettava altro per tornare di moda. Sono andato in via Sarpi per documentare lo sconforto, la preoccupazione, ma anche la vicinanza degli italiani alla comunità con cui vive in una bella simbiosi. Ma poi, a un certo punto, ho smesso di filmare. Vi spiego perchè.

Posted by Lorenzo Biagiarelli on Thursday, 30 January 2020

Riportiamo le ultime due che abbiamo letto su Facebook: sono un video di di Lorenzo Biagiarelli (potete anche leggerlo qui), blogger-cuoco-influencer, e di Tunde Pecsvari, ristoratrice-imprenditrice (Osteria del Brunello, Macha Cafè).

Il gesto più normale del mondo, ovvero semplicemente andare in un ristorante cinese se e quando saresti comunque andato…

Posted by Tunde Pecsvari on Sunday, 2 February 2020

La pagine della Social Street Paolo Sarpi segue la situazione dall’interno – e oggi sembra registrare una situazione positiva. Io ci sono passato diverse volte in questi giorni – non ho visto mascherine, gente che mangiava, pur se non all’ora dei pasti, ce n’era…

1 commento

  1. Che peccato! Paolo, attraversavamo Milano per venire da te a mangiare i rarissimi Biang Biang noodles, tipiche tagliatelle della regione Shaanxi, spesse e lunghe e la pancetta di maiale brasato Dong Po, tenerissima, dalle varie texture sorprendenti e dalla marinatura magica,assai complessa da preparare. Speroo davvero che tu riapra. Good luck!

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