Ho visto la foto di una stazione ferroviaria di Milano insospettabilmente semi-deserta.

Ok mi sono detta: sono le 12.50 di sabato è l’effetto weekend. Il Coronavirus non c’entra.

Poi ho letto in successione le notizie di isolamento di 10 paesi nel lodigiano per contenere il contagio e mi sono chiesta se la vita a Casalpusterlengo piuttosto che a Codogno potesse lontanamente assomigliare a quella dei passeggeri della nave Diamond Princess in quarantena.

Ho deglutito nervosamente e ho pensato che sono le solite esagerazioni giornalistiche con i titoli sul coronavirus fatti ad arte per attirare l’attenzione e i click.

Oddio, c’è il Corriere della Sera che ha reso gratuita la consultazione di tutti gli articoli a tema coronavirus.

E addirittura Renzi ha detto che bisogna restare uniti per combattere il coronavirus.

Ho deglutito nervosamente buttando giù la mia pasticchetta anti mal di gola a scopo precauzionale.

Ho bisogno di un placebo e quasi quasi vado a rifugiarmi nel mio amato trapizzino. Lo prendo con la lingua che è un po’ piccante e sicuramente disinfetta (si diventa fortemente stupidi quando si ha paura).

Anzi mi faccio un asporto da sabato sera per stare tranquilla sul divano in questo weekend in cui il coronavirus diventerà ancora di più argomento da bar, ma social: la tastiera dovrebbe essere al sicuro.

Ecco, è sull’asporto che mi è aumentata la tensione.

Ma se dovessi andare in auto-quarantena o, peggio, fosse necessario isolare Ponte Milvio e dintorni con repentina chiusura dei miei punti di rifornimento, io come resisto?

Ci vogliono le scorte per sopravvivere a 40 giorni per me e per il mio pesciolino rosso.

Devo scendere a comprare qualcosa.

Ma cosa?

Scrivo al capo facendo presente la mia intenzione di non farmi trovare disarmata in caso di quarantena personale.

Mi risponde che ho bisogno di riposare e mantenere fresca la mente.

Ok, lo faccio ma insisto anche perché gli racconto il film che ho visto qualche sera fa con i passeggeri di una navicella spaziale in un viaggio dalla Terra a un mondo lontano per formare una colonia. Sono ibernati perché viaggeranno per 120 anni o giù di lì e si sveglieranno quando arriveranno a 4 mesi dalla destinazione per sgranchirsi le gambe. Ma qualcosa non va e un passeggero dei 5.000 si sveglia a 90 anni dall’arrivo. Quasi impazzisce, sveglia una bella fanciulla, supera incredibili disgrazie e vivono felici e contenti nell’astronave diventata un giardino. Mi sono sentita molto Aurora, scrittrice svegliata dal meccanico, che alla fine lo perdona. Ma Aurora non aveva problemi di approvvigionamento di cibo e anzi il suo status Gold le permetteva una sontuosa colazione di prelibatezze francesi che ho immediatamente invidiato.

Il capo (non Aurora) mi ha risposto con un link a un articolo sull’allarme nucleare e le scorte da fare in caso – aveva deciso di prendermi in giro – di Guerra dei Mondi (ossignore ho visto anche questo perché c’era Tom; sarà un presagio?).

Con la lista della spesa da fare.

La metto anche qui e inizio a fare spazio in dispensa.

Non voglio farmi trovare impreparata.

Le scorte alimentari da fare in caso di quarantena da coronavirus

  1. Acqua
  2. Pasta e farina
  3. Prosciutto e insaccati
  4. Parmigiano Reggiano
  5. Scatolame
  6. Olio
  7. Cioccolato
  8. Confetture di frutta
  9. Frutta secca
  10. Pane di segale

Voi cosa ne pensate. C’è qualcosa da mettere in lista?

[Per chi non l’avesse compreso, non c’è alcun allarme alimentare in Italia]

8 Commenti

  1. La lista comprende carboidrati e proteine, ma è priva di alimenti freschi, fibre e vitamina C. Consiglierei pertanto di aggiungere cavolo e mele, che possono essere conservati molto a lungo senza perdere troppe proprietà nutritive, e un paio di tubetti di vitamina C, da prendere ogni 2-3 giorni onde prevenire l’avitaminosi.

  2. Lievito di birra in polvere.
    Scatolette di tonno.
    Prodotti per l’igiene personale è la pulizia dell’ambiente casalingo.

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