Il mio post dal titolo Coronavirus: 10 alimenti di cui fare scorta in caso di quarantena voleva essere un rimedio alla mia fatale ipocondria che mi prende quando mi sento bombardata da attacchi mass-mediatici. Ma poi non faccio nemmeno il vaccino per l’influenza. Sto aspettando una categorizzazione ulteriore della mia forma di panico che al tempo stesso mi allontana dalle medicine.

Il link all’elenco dei beni alimentari di cui fare scorta in caso di guerra nucleare era stata la risposta alle mie richieste di “come faccio a mangiare se mi metto in quarantena a casa visto che abito da sola con il mio pesciolino rosso?”.

Uno sfottò del capo.

Poi arriva il decreto del Governo dopo una maratona del Consiglio dei Ministri che stabilisce una cosa molto forte per un Paese democratico come il nostro: la limitazione alla libera circolazione e quindi alla libertà personale che è un diritto costituzionalmente garantito, al pari di quello alla salute che nelle descrizione del premier Conte è fondamentale, quindi un gradino più in alto.

Ecco spiegata in breve la decisione condivisa con le opposizioni in Parlamento.

Open, il progetto editoriale di Enrico Mentana, rivela subito il testo del decreto.

🔴Fermi anche tutti gli eventi sportiviTutti i dettagli della conferenza stampa del premier Conte

Posted by Open on Saturday, 22 February 2020

Oltre al divieto di allontanamento dal comune o dall’area interessata, scorrendo i paragrafi arrivo qui, al cibo:

j) Chiusura di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi pubblici essenziali di cui agli articoli 1 e 2 ddella legge 12 giugno 1990, 146, ivi compresi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità;

k) previsione che l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità sia condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale

Ecco, su questi punti mi sono fermata e ho pensato, no non faremo la corsa alle provviste e non rimpinzeremo le dispense.

Invece, nell’articolo ora per ora di Repubblica appare un titolo e un video.

Ve lo copio-incollo ma lo trovate a ore 13 scrollando la pagina.

E qui c’è il video della fila davanti a un supermercato a Casalpusterlengo.

Assalto a supermercati in ‘zona rossa’ Lodigiano

È assalto ai supermercati nelle zone di uno dei focolai del virus, quello del ‘triangolo’ Codogno – Casalpusterlengo – Castiglione d’Adda, e nei comuni limitrofi, tra Lombardia ed Emilia. Dopo il divieto di entrare e uscire da questi territori, si registrano lunghe code e scaffali vuoti. La situazione è critica in particolare a Casalpusterlengo, dove si riversano anche gli abitanti di Codogno, in cui sono chiuse tutte le catene della grande distribuzione. Molte di queste hanno deciso di non fare più nemmeno consegne a domicilio, per timore che i fornitori si contagino. C’è rabbia e preoccupazione tra gli abitanti: “Come faremo, manderanno la protezione civile?”. Molti clienti indossano le mascherine che però non sono obbligatorie. Ormai privi di scorte alcuni punti vendita a San Giuliano Milanese e a Peschiera Borromeo. Problemi anche nell’approvvigionamento dei medicinali, con diverse farmacie chiuse o che lavorano ‘a battenti chiusi’ e avvertono che è esaurita la scorta di farmacie.

Non voglio allarmarmi né allarmare, ma vado a controllare cosa ho in dispensa.

Anche a Milano c’è la corsa agli approvvigionamenti al supermercato.

Ne dà notizia il Corriere della Sera qui.

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