Coronavirus. Aumento del 10% della spesa alimentare nel weekend

La psicosi da carrello, quella della corsa al supermercato per rifornirsi di generi alimentari – non sempre di prima necessità – ha interessato le regioni del nord con picchi a Milano a seguito dei provvedimenti che cercano di limitare la diffusione del contagio messi in atto dalla Regione Lombardia a seguito del decreto del Governo diffuso nella tarda serata di sabato 22 febbraio e approvato domenica.

L’effetto è stato quindi uno svuotamento di alcuni reparti dei supermercati con parecchi banchi che hanno terminato le scorte, in primis quelli dell’acqua minerale che risulta probabilmente il più incomprensibile considerato che nessun problema è stato riscontrato nella rete idrica nazionale.

La psicosi e le interviste dei clienti in attesa o nei corridoi dei supermercati hanno spesso messo in evidenza la preoccupazione della scarsità dei generi alimentari a disposizione.

Preoccupazione immotivata al pari della corsa al carrello che ha spinto il premier Giuseppe Conte a spiegare che non c’è emergenza alimentare.

“So della preoccupazione che c’è a Milano. Cominciamo con il dire che non c’è preoccupazione per l’approvigionamento alimentare. Non siamo di fronte a una carestia alimentare”. 

Rassicura sui rifornimenti anche Coldiretti che stima un aumento della spesa alimentare tra il 5e il 10% rispetto allo scorso weekend.

Ecco il testo della nota diffusa.

I rifornimenti di frutta e verdura sono garantiti dagli agricoltori in tutte le aree del Paese con i mercati generali all’ingrosso che hanno aperto e funzionano regolarmente, da Milano a Padova fino a Roma. Lo rende noto la Coldiretti in riferimento alla corsa agli acquisti che si sta verificando in supermercati e negozi. Nel week end si è registrato un aumento della spesa per prodotti alimentari freschi e trasformati stimato tra il 5 e il 10%, secondo il monitoraggio della Coldiretti nei mercati di Campagna Amica. La crescente preoccupazione – sottolinea la Coldiretti – sembra spingere molti a fare scorte con la sollecitazione delle autorità alla limitazione degli spostamenti per evitare la diffusione del contagio. Anche perché – continua la Coldiretti – nelle aree già a rischio sono state adottate misure cautelative con la chiusura di negozi, centri commerciali e mercati all’aperto per evitare forme di aggregazione. Tra i prodotti piu’ richiesti – conclude la Coldiretti – frutta, verdura e carne ma anche altri alimenti conservabili.

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