Coronavirus in Piemonte: Carnevale e battaglia delle arance annullati a Ivrea

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Anche in Piemonte si sta diffondendo la psicosi per il diffondersi del coronavirus, dopo l’accertamento ufficiale dei primi casi di contagio nella regione.

La gente, anche se in misura minore che a Milano, sta facendo man bassa di provviste alimentari nei supermercati, mentre lo stato di preoccupazione si fa sempre più tangibile.

In un supermercato di Chivasso, un paese alle porte di Torino, le commesse raccontano – come riportato da Torino Oggi – di aver visto addirittura i clienti litigare animosamente per accaparrarsi gli ultimi pacchi di farina, anche se non è difficile immaginare che teatrini simili saranno andati in scena praticamente in tutti i super del Piemonte e del Nord Italia, mentre il centro del capoluogo piemontese si è praticamente svuotato, nonostante nel fine settimana sia sempre estremamente affollato di persone che passeggiano e si accalcano per lo shopping in via Roma e nelle altre vie centrali.

I festeggiamenti per il Carnevale di Ivrea sono stati interrotti e con esso anche la tradizionale battaglia delle arance, un appuntamento seguito ogni anno da migliaia di persone.

Ne ha dato notizia La Stampa.

Tre volte nella storia il Carnevale di Ivrea s’è fermato. Durante le due guerre mondiali e poi nel 1960, quando Adriano Olivetti, mecenate e imprenditore rivoluzionario del Canavese, morì improvvisamente proprio a ridosso del carnevale. Fu un colpo per una città devota, costretta a indossare il lutto e a deporre il divertimento. E di nuovo oggi è obbligata a rinunciare alla festa per colpa di un virus che semina più timore che vittime.

Allo stesso modo, sono stati fermati tutti gli eventi e le manifestazioni culturali, ludiche e sportive che prevedono assembramenti di persone in tutto il Piemonte, come stabilito dal governatore della regione Alberto Cirio.

Gli unici a non lamentarsi di questa situazione paiono essere gli studenti di ogni età: anche le scuole del Piemonte di ogni ordine e grado resteranno chiuse per una settimana, a partire da oggi, per limitare le possibilità di contagio da coronavirus.

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