Roma. Gli effetti del Coronavirus sulla gente al ristorante

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Roma. Ristorante normalmente con fila di prenotazioni lunga come la quaresima.

Trovo posto.

Entra coppia distinta un po’ avanti con l’età (come me).

“Prego sedetevi dove vi piace”

Prendono posto soddisfatti.

Due minuti e si alzano.

Non gli sarà piaciuta la carta, penso.

Sbagliato.

Cambiano tavolo.

Ci voleva il Coronavirus per riuscire in un’impresa del genere in un ristorante in cui fino a qualche giorno fa era impossibile trovare libera una sedia.

Sarà la luce, la seduta, quello che c’è davanti a disturbare la coppia che si era appena seduta?

No. La risposta non è quella che sembrerebbe più plausibile. In tempi normali, non ai tempi del Coronavirus e della psicosi che ha colpito i ristoranti.

Al tavolo accanto c’è una signora orientale.

Capito?

La coppia romana è in ritardo sulla faccenda individuazione dei focolai del Coronavirus.

La caccia all’untore di manzoniana memoria non si arresta mai.

Ora sono più tranquilli.

Mangiano e chiacchierano ma a distanza di almeno 6 metri dal tavolo “focolaio”.

La signora orientale e il signore europeo hanno terminato la cena e si alzano.

Immagino i virus che sono in procinto di dilagare nelle menti dei signori romani auto-isolati in sala: astutamente si sono messi dove non passerà nessuno se non il cameriere che li serve.

Il droplet a loro fa un baffo.

La coppia euro-orientale va alla cassa e si complimenta per i piatti, l’ambiente, il servizio.

Parlano in francese.

Mon Dieu: ho sbagliato a pensare male della coppia romana!

Erano incazzati per la pizza al Coronavirus di Canal Plus non per l’origine orientale della signora.

Mai fermarsi alle apparenze!

😂😂😂

[P.S. Seguite le regole per limitare la diffusione del contagio, cioè lavarsi le mani, non affollare i luoghi, stare a un metro di distanza dagli altri, starnutire nell’avambraccio, lavarsi di nuovo le mani, e anche una terza volta. Ma continuate a vivere]

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