Lapo Elkann

“Il coronavirus è come la pasta: i cinesi lo hanno inventato, ma gli italiani lo diffonderanno nel mondo”.

A pronunciare l’arguta battuta, in un post su Instagram, è il regista cinese Al Weiwei, più noto al grande pubblico per essere stato l’autore dell’installazione artistica di Palazzo Strozzi a Firenze, dove furono attaccati dei gommoni alle finestre, simbolo delle traversate dei migranti verso il nostro Paese.

Ma se in quei tempi, con l’installazione fiorentina, il regista aveva voluto dimostrare la sua solidarietà verso popoli che fuggivano da guerre e carestie, non così solidalie si è ora dimostrato verso l’Italia, che sta soffrendo a causa di un evento nuovo, il coronavirus, e pericoloso.

Per gli italiani, da parte del regista, non ci sono manifestazioni di solidarietà bensì un inopportuno umorismo che non fa diffondere il virus ma l’ingiusta fama di untori globali ai nostri danni

Una battuta che ha destato perplessità a livello globale, tanto che persino Lapo Elkann ha ribattuto a Weiwei dal suo account Twitter, come riportato da La Stampa: “Caro Ai Weiwei. La tua è un’offesa a chi sta soffrendo, al nostro Paese e a tutti gli italiani. Inoltre è anche un’offesa alla forte relazione che c’è tra italia e Cina. Stiamo vivendo un momento difficile e non è uno scherzo né una cosa divertente”.

Finita lì? Macchè! Pronta la contro-replica di Weiwei: «Uno scherzo diventa ridicolo solo quando lo prendi sul serio», ha risposto il regista, la cui rappresentazione dell’opera Turandot, che era in scena a Milano, è stata interrotta proprio a causa del virus.

Le battute infelici ai nostri danni, invece, quelle non si sono ancora placate.

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