Coronavirus. Asporto e consegna a casa di cibi: ok dopo le 18

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Nell’Italia della ristorazione che sta abbassando le saracinesche senza esclusione di genere, dal ristorante tristellato di Massimo Bottura alle pizzerie di Gino Sorbillo per garantire isolamento e limitare la diffusione di contagio, una possibile soluzione è offerta dall’asporto e dalla consegna a domicilio di cibi già pronti.

La ConfCommercio Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, ha diffuso una nota che fa seguito alla domanda di chiarimento rivolta al Prefetto relativa alla possibilità di effettuare servizio di asporto e di consegna a domicilio anche dopo le ore 18 per quelle attività che hanno il servizio ai tavoli. Dunque ristoranti e pizzerie soprattutto.

AGGIORNAMENTO DAL GOVERNO

Ecco il testo.

I pubblici esercizi potranno comunque effettuare attività di asporto e consegne a domicilio di cibi e bevande?

Il limite orario dalle 6.00 alle 18.00 è riferito solo all’apertura al pubblico.

L’attività può comunque proseguire negli orari di chiusura al pubblico mediante consegne a domicilio o di asporto.

Sarà cura di chi organizza l’attività di consegna a domicilio evitare che il momento della consegna preveda contatti personali.

Per i ristoranti e per le pizzerie e per tutti i locali dotati di tavoli è possibile continuare l’attività di somministrazione di cibi e bevande a patto che l’attività sia effettuata esclusivamente con la sala chiusa.

Non è possibile far sedere i clienti perché si andrebbe subito fuori legge con la sanzione della chiusura totale dell’attività.

Devono essere rispettate tutte le prescrizioni in atto.

Quindi in caso di asporto, i clienti devono attendere a distanza di sicurezza (1 metro) dalla cassa e dagli altri clienti in attesa.

Egualmente in caso di consegna a domicilio devono essere rispettate le distanze e le altre prescrizioni con particolare riguardo allo scambio dei contenitori e del denaro.

Domino’s Pizza ha istituito due modalità per le consegne che prevedono la consegna all’uscio di casa o al portone.

Il pagamento online e in modalità contactless sono sempre da preferire.

Questa richiesta di chiarimento va nella stessa direzione del chiarimento richiesto dal Sindaco di Milano Giuseppe Sala al Governo.

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