Zeppole di San Giuseppe: divieto di vendita a domicilio e sequestri

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La voglia di zeppole di San Giuseppe nel giorno della festa del papà si fa sentire più forte che mai.

Anche nelle zone nere dell’ilegalità.

A Marano, immediata periferia di Napoli, i Carabinieri hanno sequestrato una pasticceria che aveva pubblicizzato sui social la vendita e la consegna delle zeppole a domicilio per gli irriducibili che non vogliono sottostare al decreto di chiusura di bar, ristoranti, pizzerie e ovviamente pasticcerie (che dal 3 aprile sarà prorogato e probabilmente ulteriormente irrigidito).

Chiusa la pasticceria e denunciate le 4 persone compreso il titolare dell’attività ubicata in Corso Europa.

Tra le persone denunciate c’è anche un addetto alle vendite già noto alle forze dell’ordine e ritenuto elemento di spicco del clan Nuvoletta. I militari dell’Arma di Marano hanno individuato il laboratorio di pasticceria poiché i gestori avevano pubblicizzato l’avvio delle consegne a domicilio pubblicizzando l’attività sui canali social.

Nel laboratorio erano già pronti gli ingredienti per comporre i dolci, dall’impasto alle amarene.

I Carabinieri hanno richiesto la sospensione della licenza per la pasticceria.

Per questa giornata di festa a base di zeppole c’è poco da fare o, meglio, molto: affidarsi ai tutorial e alle ricette che trovate in rete per prepararle a casa.

Alcuni Comuni, come quello di Scafati, hanno espressamente vietato la vendita a domicilio di zeppole

L’ordinanza del sindaco Cristoforo Salvati dispone ” il divieto di vendita di prodotti di pasticceria fresca per tutti i panifici, salumerie e i negozi di generi alimentari presenti nella nostra città. Il provvedimento si è reso necessario alla luce di numerose richieste pervenute alla mia attenzione circa la possibilità di vendita da parte dei panifici di dolci con crema ed altri prodotti di pasticceria, considerando che, con l’approssimarsi delle festività di San Giuseppe e della Santa Pasqua, è tradizione consumare particolari tipi di dolci come zeppole e pastiere di grano”.

Una misura resa necessaria per evitare che i negozi di alimentari si trasformino in pasticcerie o in pizzerie.

Una decisione in linea, ad esempio, con quanto accaduto a Roma dove una circolare della Polizia Municipale vieta ai panifici di produrre e mettere in vendita pizza al taglio diversa da quelal più semplice con il pomodoro o solo olio e origano.

Le pizzerie al taglio e le pasticcerie, infatti, sono chiuse su tutto il territorio nazionale e la vendita di prodotti contigui nei panifici sarebbe da considerare una sorta di concorrenza sleale oltre che vietata dalla ratio del decreto che ha fermato molte attività in Italia.

“Mi è sembrato, pertanto, doveroso ordinare ai panifici, ma anche alle salumerie e ai negozi di generi alimentari di produrre solo pane, grissini, pane biscottato, taralli ovvero prodotti di prima necessità, nel pieno rispetto delle disposizioni contenute nei decreti emanati dagli organi governativi per fronteggiare l’emergenza Coronavirus”, ha spiegato il sindaco di Scafati. Per i trasgressori sono previste multe fino a 500 euro.

[Link: Il Mattino, Repubblica]

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