Coronavirus. La spesa come al tempo della guerra per ColdirettiTempo di lettura: 3 min

Spesa come in tempi di guerra. Così definisce il cambiamento degli acquisti di generi alimentari al tempo dell’emergenza Coronavirus la Coldiretti commentando i dati IRI relativi all’ultima settimana rilevata dall’8 al 15 marzo.

I picchi di acquisto in pratica riguardano i beni primari come durante l’ultimo conflitto mondiale.

lenticchie

La Top Five degli incrementi è così composta

  1. farina (+83%)
  2. legumi secchi (+83%)
  3. carne in scatola (+82%),
  4. fagioli conservati (+72%)
  5. lievito di birra (+70%)

Farina e lievito di birra (quasi introvabile) testimoniano un ritorno in cucina degli italiani costretti a rimanere tra le mura domestiche.

Aumento degli acquisti del 50% per le uova e del 47% per il latte Uht ma sale addirittura del 59% la pasta di semola, del 17% il caffe’ macinato e del 9% l’acqua.

Con l’emergenza si torna a comprare soprattutto prodotti di base con la tendenza ad accumulare prodotti a lunga conservazione come Grana Padano e Parmigiano (+38%), tonno sott’olio (+34%) e salumi (+22%). 

Il risultato è che in 4 famiglie su dieci (38%) sono state ammassate scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovali più disponibili sugli scaffali, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. Un comportamento irrazionale che oltre a costringere a pericolose file mette sotto pressione il lavoro di oltre tre milioni di italiani ai quali è stato richiesto di continuare ad operare nella filiera alimentare, dalle campagne all’industrie fino ai trasporti, ai negozi e ai supermercati, per garantire continuità alle forniture di cibo e bevande alla popolazione.

Una realtà che allargata dai campi agli scaffali vale 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil grazie al lavoro tra gli altri di 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari e 230mila punti vendita in Italia, tra ipermercati (911) supermercato (21101), discount alimentari (1716), minimercati (70081 e altri negozi (138000).   

Le fattorie di Campagna Amica hanno attivato servizi di consegna a domicilio per far arrivare sulle tavole degli italiani le eccellenze del territori a chilometri zero con le iniziative visibili sul sito di Campagna Amica

supermercato decò

Per affrontare l’emergenza Coronavirus e combattere le speculazioni tipiche dei momenti di guerra è nata “l’alleanza salva spesa Made in Italy con agricoltori, industrie alimentari e distribuzione commerciale che si impegnano a garantire regolarità delle forniture alimentari agli italiani e a combattere qualsiasi forma di speculazione sul cibo dai campi alle tavole” promossa da Coldiretti e Filiera Italia insieme ai grandi gruppi della distribuzione commerciale Conad, Coop, Auchan, Bennet, Cadoro, Carrefour, Decò, Despar, Esselunga, Famila, Iper, Italmark, Metro, Gabrielli, Tigre, Oasi, Pam, Panorama, Penny, Prix, Selex, Superconti, Unes, Vegè.

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