Consegna a domicilio. Confcommercio la chiede per la Campania

In Campania è vietata anche la vendita di cibi e di pizze con consegna a domicilio a differenza delle altre Regioni e c'è chi vorrebbe avere l'autorizzazione al devivery

La consegna a domicilio di cibi dai ristoranti e dalle pizzerie è vietata in Campania a seguito di un’ordinanza del Presidente della Regione Vincenzo De Luca che l’ha esclusa. Un provvedimento che continuerà con la nuova ordinanza fino al 14 aprile, cioè dopo Pasqua.

Una decisione che era stata accolta con qualche distinguo ma in sostanza accolta soprattutto dai pizzaioli e dai titolari delle pizzerie che preferiscono anteporre la sicurezza propria e dei lavoratori a un’attività che non può mantenere a galla i bilanci.

Confcommercio però richiede il ripristino del delivery come nelle altre regioni d’Italia.

Sarà sufficiente per rimettere in funzione una parvenza di funzionamento soprattutto delle numerose pizzerie?

Ecco la lettera di richiesta.

Al Presidente della Giunta Regionale della Campania On.le Vincenzo De Luca
E p.c. All’Assessore alle Attività Produttive Dott. Antonio Marchiello

Onorevole Presidente, l’esperienza delle altre Regioni italiane sta evidenziando come l’attività di consegna a domicilio di preparazioni alimentari effettuata dai pubblici esercizi di somministrazione si stia dimostrando un servizio di grande utilità per la popolazione ed in particolare per gli anziani e per tutti coloro che hanno difficoltà ad uscire di casa per approvvigionarsi. Inoltre, nelle altre Regioni tale attività sta dando un importante contributo ad alleggerire la pressione sugli esercizi alimentari, riducendo le code ed il rischio di assembramenti. Peraltro, in tutte le Regioni, anche quelle più colpite, l’attività di consegna a domicilio da parte dei Pubblici Esercizi non è mai stata sospesa, per cui è ragionevole ritenere che essa non costituisca un fattore di rischio, se esercitata secondo le prescrizioni delle autorità sanitarie.
Le chiediamo perciò di voler valutare l’opportunità di consentire ai pubblici esercizi di somministrazione di poter esercitare l’attività di consegna a domicilio di alimenti e bevande, nel rigoroso rispetto di quanto previsto dalle normative igienico sanitarie e dalle prescrizioni per il contenimento dell’emergenza coronavirus, e restando ovviamente chiusi al pubblico. RingraziandoLa per l’attenzione e restando in attesa di un Suo cortese riscontro, Le rinnoviamo i nostri più cordiali saluti.

Il Direttore Generale Dott. Pasquale Russo

[Link: lucianopignatarowineblog]

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