Comprate la colomba per Pasqua: l’appello dei produttori

Il mercato delle colombe e delle uova di Pasqua è in crisi, come quello delle carni ovine: un grido di allarme

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Un primo invito al consumo delle colombe pasquali è arrivato da un tweet di Teresa Bellanova, titolare del dicastero dell’Agricoltura: “Chiedo alla grande distribuzione di farci trovare colombe e uova di Pasqua sugli scaffali. E un invito per tutti: acquistiamo #MadeInItaly #LItaliafabene.”

Richiamo alla tradizione, alla bontà dei prodotti italiani: ma anche a sostenere economicamente uno dei tanti settori in crisi dell’alimentare italiano. Basti considerare che molte aziende contano sulle produzioni stagionali – la colomba, il panettone, le uova pasquali – per sostenere i propri conti economici.

In realtà, uova e colombe erano già presenti nella GDO anche prima dell’appello di Bellanova. Appello che tuttavia non va sottovalutato: lo dimostrano le dichiarazioni di alcune importanti aziende del settore dolciario. La GDO in particolare sembra non stia acquistando prodotti legati alla tradizione pasquale, preferendo prodotti di più largo consumo, a volte trincerandosi dietro i decreti legge che parlano appunto di limitare la vendita ai prodotti essenziali. Tipo la farina, che sono ormai giorni e giorni che è sparita dagli scaffali dei supermercati, assieme al lievito di birra.

Si parla già di un calo del 30% negli ordini.

Va solo peggio per i laboratori artigianali. Nel solo Piemonte, la stima è della Confartigianato, la mancata vendita di colombe, uova e dolci pasquali farà perdere 40 milioni di euro tra marzo e aprile.

Ecco perché anche l’industria alimentare del settore pasticceria ha lanciato inviti all’acquisto.

1. Maina: hanno annullato gli ordini

nuovo stabilimento Maina Fossano cuneo

«Viviamo una situazione estremamente difficile, a pochi giorni dalla Pasqua, e condividiamo perciò integralmente le parole della ministra Teresa Bellanova,» afferma Marco Brandani, amministratore delegato di Maina, azienda di Fossano, Cuneo, che nel 2019 ha fatturato 105 milioni di euro. Ora la produzione è ferma e i circa 250 lavoratori sono a casa, in cassa integrazione. «Le vendite nei supermercati di colombe e torte realizzate dalle aziende italiane stanno subendo una flessione nei volumi di vendita di oltre il 30%. Questa cifra, tendenzialmente in peggioramento, rischierà di mettere in seria difficoltà tutto il nostro settore di riferimento. La colomba, così come l’uovo di cioccolato, sono prodotti ad altissimo valore simbolico e identitario del nostro Paese. Il rispetto di queste tradizioni ci rende uniti, italiani e meno soli, soprattutto in questi difficili momenti. Negli ultimi 15 giorni abbiamo dovuto constatare che c’è stato il totale annullamento degli ordini. Ed è devastante per un’azienda come la nostra che si basa su prodotti totalmente stagionali come colombe, panettoni e pandoro. La grande distribuzione per noi rappresenta l’80% del mercato.»

2. Balocco: diamo spazio ai dolci della tradizione

alberto balocco presidente e ad Balocco dolciaria

Alberto Balocco, presidente e ad dell’omonima azienda (che vale tra i 9 e i 10 milioni di pezzi venduti tra colombe e uova, e che quest’anno mette già in preventivo un calo del 10%), ribadisce il concetto: «Non è colpa di nessuno, ma essendoci stato un rallentamento dell’approccio logistico dei principali retailer, ci sentiamo in dovere di chiedere di dare il maggior spazio possibile ai dolci della tradizione di Pasqua. Siamo ben consapevoli che ci sono, nei punti vendita, evidenti limitazioni dovute all’emergenza sanitaria, e che va data la precedenza a generi di prima necessità. Ma mi auguro, nei prossimi giorni, un allestimento comunque adeguato per la vendita delle colombe e delle uova di cioccolato. I consumatori in questo periodo sono abituati a vedere gli scaffali vuoti di certe merci, ad esempio la farina: non vorrei che questo si verificasse anche per le colombe e le uova di cioccolato. Speriamo quindi si riesca gestire al meglio la situazione nel settore della distribuzione.»

3. Dolfin: a rischio un anno di lavoro e di produzione

Santi Finocchiaro presidente azienda dolciaria Dolfin uova pasqua

Anche le uova di cioccolato sono fortemente a rischio. Santi Finocchiaro, presidente dell’azienda dolciaria siciliana Dolfin (quella dei Polaretti, per intenderci), produce dal 1964 uova pasquali. «Il canale iper fino alla Pasqua dell’anno scorso pesava il 30% delle vendite; vedendo diminuire l’utenza, ha anche disdetto importanti commesse dei mesi scorsi, per le quali avevamo potenziato la produzione e che ci accingevamo a distribuire nelle piattaforme gdo». Le uova pasquali messe in produzione sono state 3 milioni (ovvero 670 tonnellate di cioccolato): l’incremento del 45% degli ordini è stato però vanificato dalla pandemia.

«Per le aziende delle ricorrenze, come quelle che lavorano i lievitati, sono a rischio il lavoro e gli investimenti di un anno intero: penso anche alle filiere di artigiani e pasticcerie. Un comparto in ginocchio quello dolciario, con conseguenze che, alla lunga, si proietteranno sui livelli occupazionali di migliaia e migliaia di lavoratori delle industrie e dell’indotto». Finocchiaro come vicepresidente di Confindustria Catania lancia un appello: «Prolungare per quest’anno di una settimana la permanenza dei prodotti pasquali, come uova di cioccolato e colombe, sugli scaffali dei supermercati e, con la collaborazione della Grande Distribuzione Organizzata, rimandare fino alla domenica successiva il reso dell’invenduto».

L’hashtag #iononrinuncioalletradizioni, lanciato da Bellanova, vuole sottolineare l’importanza delle festività per gli italiani, e in particolare di quelle gastronomiche. Lo stesso Balocco insieme agli altri produttori dell’Unione italiana Food, l’associazione di categoria di Confindustria, si sta battendo per riuscire a non bloccare il consumo di questi prodotti.

4. Coop: gli acquisti pasquali sono quasi dimezzati

colomba di pasqua coop

«Sono giorni molto impegnativi per chi lavora nella filiera agroalimentare e nei supermercati per sostenere al meglio le famiglie,» conferma Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, «garantendo tutti i bisogni di base. Tra pochi giorni è Pasqua e vorremmo che tutti la potessero festeggiare pur in questa situazione di necessaria separazione. Uova e colombe pasquali ci sono; purtroppo finora gli acquisti si sono quasi dimezzati rispetto agli anni precedenti, soprattutto delle uova, che molti acquistavano per poi regalarle. Contiamo che in questi ultimi 10 giorni ci possa essere un recupero. L’impegno di Coop, come richiesto dalla Ministra Bellanova, ci sarà».

5. L’allevamento di ovini in crisi

coscia agnello cruda

Ma in questi ultimi giorni l’allarme sta toccando anche il settore dell’allevamento di ovini e caprini. Tutti i canali di vendita e consumo (supermercati e ristoranti in primis) connessi alle festività pasquali, che anche per questo settore rappresentano il periodo di maggior lavoro, sono completamente fermi, così come l’export. In questi giorni cruciali, chiede Confagricoltura, sarebbe opportuno che il ministero delle Politiche agricole prevedesse lo stanziamento di risorse per la realizzazione di un’immediata campagna promozionale, rivolta in particolare al canale della GDO e finalizzata a incentivare il consumo dell’agnello IGP.

In Italia si contano 2,8 milioni di ovini e 150mila di caprini allevati, che vanno comunque nutriti, accuditi, e producono latte. La filiera non si può arrestare: Confagricoltura propone di valutare la possibilità, a livello nazionale ed europeo, di finanziare misure di ammasso privato e pubblico per l’eccesso di offerta, e di realizzare bandi per l’acquisto del prodotto da distribuire a favore degli indigenti.

[Link: TargatoCN, Il Messaggero, Corriere della Sera, Ansa Terra&Gusto]

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