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Matteo Salvini, il leader della Lega, dà una mano ai pizzaioli e ai ristoratori della Campania che vorrebbero la possibilità di consegnare a domicilio pizze e cibi già pronti.

Un intervento che promuove delivery, voucher per i lavoratori stagionali e holiday bond per il settore del turismo che impiega il 15% dei lavoratori in tutta Italia.

Come è noto, Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha vietato con ordinanza la consegna dei cibi a domicilio fino al 3 maggio prossimo.

Una disposizione che si applica alle moltissime pizzerie che a Napoli e in Campania già lavoravano con la consegna a domicilio, ma anche a quelle pizzerie con servizio al tavolo che vorrebbero riprendere l’attività con il delivery per non inchiodare definitivamente la loro macchina produttiva.

Alfiere della guerra al divieto è diventato Gino Sorbillo che insieme a Alessandro Condurro, Ciro Salvo e Massimo Di Porzio, presidente della FIPE Federazione Pubblici Esercizi di Napoli e vicepresidente di AVPN Associazione Verace Pizza Napoletana, sta combattendo a suon di interviste e post sui social.

Si attende una risposta di De Luca, ma la preoccupazione che le pizzerie resteranno chiuse almeno fino al 3 maggio è tangibile tra i pizzaioli che sostengono a spada tratta la riapertura solo con la consegna a domicilio.

E oggi Matteo Salvini nel corso della conferenza stampa con Gian Marco Centinaio, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha chiesto la riapertura del delivery in Campania attaccando De Luca sulla base di un divieto che non esiste invece in tutte le altre regioni di Italia.

“De Luca nella sua ordinanzite acuta ha bloccato anche il cibo a domicilio che in un momento di difficoltà per molti è pesante. Io sottoscrivo l’appello dei pizzaioli e dei ristoratori napoletani: fateci almeno portare a casa in maniera sicura il cibo e le pizze alla gente”, ha detto Salvini.

Il suggerimento a guardare l’iniziativa dei pizzaioli della Campania arriva anche da Gianluca Cantalamessa, esponente politico della Lega nella regione campana che su suo profilo Facebook scrive: “Pizze a domicilio (in tutta sicurezza) a Milano, a Torino, a Palermo, a Roma, a Bari ma a Napoli no. Perché ? Perché la Campania deve penalizzare un settore trainante ? Ah dimenticavo Amazon, secondo alcuni, però in Campania può’. Il lanciafiamme ad intermittenza continua ….”

Un intervento che faciliterà o peggiorerà la situazione al tavolo delle trattative?

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