Coronavirus. Porte di frigoriferi e di bagni per evitare il contagio

Aprire la porta del frigorifero al supermercato o di un bagno in un ristorante alla riapertura è una possibile fonte di rischio: le soluzioni

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La mia naturale propensione all’ipocondria è letteralmente esplosa con l’emergenza Coronavirus.

Sono colpevole di aver disboscato un’area verde vasta quanto Villa Borghese per l’indicibile consumo di rotoloni di carta.

Ho esaurito tutto l’alcol denaturato disponibile (poco in verità) nelle botteghe sotto casa.

Ho costruito un altarino su cui ho issato la confezione ormai quasi vuota di amuchina. Il mio gatto mi guarda con sospetto appena mi avvicino per la pulizia aggiuntiva con il gel (delicato) per le mani.

Per giorni non si è più leccato il pelo credo stomacato dall’odore che si portava addosso.

amuchina

Sono in lotta perenne con la pulsantiera e le porte dell’ascensore che – ommioddio – non sono automatiche.

Ovviamente la spazzatura la porto giù a piedi, ma sono stanca di lavare di continuo le tre sciarpe che mi accompagnano con la spesa in mano nell’ascensore. Non voglio scendere spesso altrimenti che lockdown sarebbe, ma non riesco a fare lo sherpa che si arrampica sul Nanga Parbat e quindi l’ascensore devo prenderlo a salire.

Stavo seriamente proponendo al condominio l’acquisto di un ozonizzatore per gli spazi comuni, ma di fronte all’idea di dover lasciare tutto aperto per 20 minuti almeno ho evitato che mi prendessero per pazza.

Il pomello della porta di ingresso ha perso la sua lucentezza. Poco male.

Ma dove mi produco in spericolati esperimenti di equilibrio “tocco – non tocco” è al supermercato.

latte fresco

Mi sembra di giocare a campana e raccogliere la bottiglia del latte come si faceva con la pietra.

Un incubo minore solo rispetto a quello imposto dal mio giovanissimo fidanzato che ogni tanto si produceva nell’estrema acrobazia di guidare il Califfone (o qualcosa di simile), con me appesa dietro, sfidando la legge di gravità: andare da A a B senza appoggiare i piedi a terra bruciando i gialli dei semafori o rallentando a distanza quando c’era il rosso.

Ora, ditemi voi come fate. Io ho un pacco super family di guanti monouso ed esemplari sparsi in tutte le borse.

buste della spesa

Faccio la spesa avvolta in foulard a triplo strato con aggiunta di sciarpa. Salgo in ascensore trattenendo il fiato che manco Enzo Maiorca nelle sue epiche immersioni. Metto tutto nella vasca da bagno, il soprabito in una scatola di cartone, le scarpe sulla plastica inondata di candeggina, nebulizzo le buste della spesa e poi le singole confezioni. Ormai non compro più un cespo di lattuga che sia uno, ma solo le fino a due mesi fa odiate buste al cloro di verdura. Idem per gli ortaggi. Tra l’altro un salasso con rincari rispetto alla mia spesa abituale.

Altri guanti, apro le confezioni e metto nel frigo che ormai è una camera operatoria.

Butto i guanti, mi rilavo le mani e ripasso sotto l’acqua e sapone il dispenser.

Ma la mia mente va a finire sempre lì, al momento in cui ho aperto il frigo dei surgelati che non avevo quasi mai frequentato se non per i piselli Findus e il gelato di Grom, praticamente. Ora sono alla fase nasello o pesce veloce del Baltico, quattro salti dalla padella alla brace, broccoletti della valle un giorno tutto questo sarà tuo e altre indicibili nefandezze sul tema.

Ecco, chi avrà aperto prima di me quella maledetta Christine, la porta del frigorifero infernale?

pizza vietata

Ho chiesto lumi al capo nella sua dorata prigione partenopea senza nemmeno la consolazione della pizza consegnata a domicilio sulla cui assenza ci ha sfranto la salute con decine di migliaia di articoli contro il mastino De Luca. Nemmeno si dovesse candidare alla presidenza della Regione lui e il pizzaiolo Gino Sorbillo.

Risposta, usa gomito e avambraccio invece che starnutirci dentro.

Lo confesso, al solito, pensavo mi prendesse in giro. E invece, mi gira un video.

Che ha progettato un’estensione per le maniglie dei frigoriferi dei supermercati dal semplice, direi intuitivo, funzionamento. Basta fissarla sull’asta e potete aprire la porta con l’avambraccio.

Geniale. Corro ad avvertire il supermercato qui vicino!

Ah, scusate, voi gestori di pubblici esercizi, non penserete di ariaprire le sale e di tenere chiusi i bagni?

Guardate la maniglia auto pulente di questa ditta francese. L’aveva realizzata in tempi non sospetti di Coronavirus. Ora potrebbe fare fortune con bistrot d’oltralpe e ristoranti di tutto il mondo.

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