St George by Heinz Beck a Taormina

Taormina. St George by Heinz Beck: serve pazienza con i ristoranti ma c’è un limite

Taormina: St George by Heinz Beck: dobbiamo avere pazienza con i ristoranti se non vogliamo che i nostri preferiti chiudano. Ma c'è un limite

Ristoranti

“In viaggio tra i sapori della Sicilia”. HowtoSicily, pagina Facebook e Instagram da noi amata, con sito ancora in costruzione ha pubblicato la recensione del St George by Heinz Beck di Taormina. Ne condividiamo una parte su Scatti di Gusto con il consenso dell’autrice – Mara Pettignano –, perché in questo momento complicato fotografa alla perfezione i nostri sentimenti nei confronti dei ristoranti.

Ci vogliono pazienza, e gentilezza. Altrimenti rischiamo che i nostri ristoranti preferiti chiudano. Come non essere d’accordo con Mara Pettignano, in momenti così terribilmente complicati condividiamo appieno l’approccio. Però c’è un limite.

Le disavventure capitate ieri sera alla riapertura stagionale del ristorante St George by Heinz Beck, stella Michelin di Taormina, all’interno di un lussuoso albergo 5 stelle, superano ogni capacità di comprensione.

D’accordo, era “la prima” dopo un lungo periodo di stop, ma la presenza di Heinz Beck, chef tre stelle Michelin de La Pergola di Roma, avrebbe dovuto garantire alla serata una riuscita diversa.

Invece… Questo è il riassunto per punti degli strafalcioni di cui l’autrice della recensione è stata involontaria vittima. E alla fine: che conto!

1 – Quando arriva lo sgabello per la mia borsa sono seduta da 15 minuti.

2 – Quando arriva il cestino del pane sono seduta da 70 minuti. 

3 – Quando arriva il vino sono seduta da 100 minuti. Ho avuto almeno l’acqua, peccato fosse a temperatura ambiente.

4 – Chiedo calici di vino diversi per ogni portata del menù, quando arriva il primo calice sono alla terza portata.

5 – Segnalo nella prenotazione telefonica, e appena seduta al tavolo, la mia intolleranza ai funghi. Quando arriva la pasta sono ravioli con i funghi.

6 – Il mio vicino di tavolo segnala un’intolleranza ai peperoni. Quando arriva il pesce è un dentice con i peperoni (se ne accorge dopo avere ingerito i primi bocconi).

7 – Chiedo se, nelle (lunghe) pause tra una portata e la successiva del menù, ho il tempo di fumare una sigaretta. La risposta è affermativa ma per due volte la portata arriva non appena accendo la sigaretta.  

8 – In tutto questo, che capita a me come al resto dei commensali, Heinz Beck si intrattiene chiacchierando con alcuni ospiti seduto nel salotto del dehors.

9 – Farsa finale. Chiedo il conto alla una di notte e lo sollecito per tre volte. Arriva solo dopo 30 minuti: 337 euro in due. Devo pagare solo 37 euro, il resto l’ho anticipato sul sito al momento della prenotazione. Si diffonde il panico: “non funziona il computer”, “manca la linea”, “non c’è carta”. Esco alle due di notte con la spiacevole sensazione di essere “prigioniera” del ristorante.

10 – Metto da parte i 9 punti precedenti e rifletto: ho mangiato per lo più piatti insignificanti, unica eccezione un gambero marinato in salsa di avocado. L’anno scorso, cenando nello stesso ristorante, mi ero sentita soddisfatta per la ricerca della materia prima (trunzo di Aci, telline, tenerumi, pane a forma di brioscia) tutto “by Heinz Beck” per rimanere in tema. 

Ma siccome voglio essere paziente e gentile con i ristoranti, i temi di cui intendo occuparmi d’ora in poi sono punto croce, burraco, ricetta della salsa di datterini.

Tags:
Heinz Beck