Le salsicce vegetariane non stanno in piedi, nemmeno al supermercato

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Il Capo mi ha segnalato questa foto apparsa su Facebook nel gruppo dei Fondamentalisti Gastronomici che tributa gli onori a Angie Cafiero.

Ho sentito l’inequivocabile brivido di paura mista a orrore corrermi lungo la schiena.

Le salsicce, anzi, le oltre salsicce di non carne di Beyond Meat mi guardavano un po’ rattrappite dallo schermo del computer.

Un effetto di food porn da b-movie che avrà rispolverato in molti le performance pecorecce dei giornaletti e delle cassette ante Youporn.

Ma quell’al di là, quell’oltre così forte e ripetuto a me ha fatto venire in mente Frank, il würstel che vorrebbe finire nel panino Brenda per consumare l’amplesso nel Grande Oltre, la casa degli acquirenti del supermercato Shopwell’s.

È lui il protagonista del film d’animazione computerizzato Sausage Party – Vita segreta di una salsiccia.

Il Grande Oltre è il paradiso in terra spacciato agli ignari alimenti che sono lì in bella esposizione e sperano di essere acquistati per arrivare nell’Eldorado dove saranno esauditi tutti i loro desideri. Invece è l’inferno della cucina dove saranno mangiati.

La storiella è frutto dell’immaginazione dei prodotti non deperibili e quindi immortali che vogliono evitare il caos ed è infarcita di battute volgari, rimandi a atmosfere da Independence Day, visioni oniriche da grande fratello drogato dai sali da bagno, oleografie dei nativi americani che conoscono la verità, personificazioni del fisico Stephen Hawkin che è una gomma da masticare seduta su una sedia a rotelle.

Salsicce sweet e hot italian

Per gli Americani a stelle e strisce è la battaglia tra la salsiccia popolare-Dem e la lavanda vaginale borghese-Repubblicana. Per noi suona più come la denuncia dello sfrenato consumismo statunitense.

Ma il prodotto non cambia. Le salsicce sono al di là della carne in un impeto vegetariano che trasforma hamburger, carbonare, mozzarelle e macellerie con le definizioni di un nuovo vocabolario.

Ma voi abbandonate tutte le citazioni, mettete da parte la foto delle salsicce vegetariane in piedi e rispondete a me.

Che cavolo c’entra su questa confezione di salsicce non salsicce la dicitura Sweet Italian?

Perché il richiamo alla tavola del nostro Paese invocata da un’azienda che le oltre salsicce le produce a El Segundo, Los Angeles (e in questo caso le mette in vendita in Norvegia)?

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