Il ristorante toglie 50 centesimi dal conto di 295,50 euro: ironia sui liguri

Un ristorante in Liguria fa uno sconto di soli 50 centesimi sul conto a un avventore: le reazioni su Twitter confermano l'avarizia ligure

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Io penso che vi sentireste presi per i fondelli se un ristorante vi praticasse uno sconto di 50 centesimi su un conto di 295,50 €.

È questa la sensazione che ha avuto Eric Sylvers, corrispondente da Milano del Wall Street Journal, autorevole quotidiano finanziario statunitense con oltre 2.800.000 copie fra carta e digitale.

Sylvers è andato a cenare in un un ristorante ligure, di cui non fornisce il nome. Al momento di pagare, si è visto consegnare un pezzetto di carta con una cifra scritta a mano, 295,50 €, cancellata con un tratto di penna e sostituita da un bel 295,00 .

Il commento, con la foto del retro della comanda con le due cifre, sul suo Twitter. “Welcome to #Liguria! Wonderfully generous discount at Ligurian restaurant. #Italy“.

“Uno sconto straordinariamente generoso in un ristorante ligure.”

La ricevuta? “Solo dopo l’abbiamo richiesta. Credo che quei 50 centessimi erano il loro modo di dire, ‘la nostra donazione a te se non chiedi la ricevuta’.”, twitta Sylvers rispondendo a un commento. Aggiungendo per buona misura un tag all’US-Italy Forum, istituito per promuovere un dialogo apartitico sulle sfide che gli Stati Uniti e i loro partner europei devono affrontare. Come dire, guardate che questi qui non ci sanno proprio fare.

In effetti, come sconto è un po’ pochino. Anche considerando la fama dei Liguri, considerati un popolo genericamente – ed eccessivamente – parsimonioso, avaro, “col braccino corto”, scegliete voi l’accezione che vi sembra più centrata.

Ovviamente, non è una definizione valida per tutti i Liguri e per tutta la Liguria – ma trova spesso la sua giustificazione nell’atteggiamento del mondo dell’accoglienza verso i turisti. Anche qui con le dovute eccezioni – magari la maggior parte delle strutture ti accoglie benissimo, ma fanno notizia soprattutto le esperienze negative. E chiunque frequenti la Liguria ha un suo repertorio di aneddoti sull’argomento.

“È senz’altro un fake: nessun ligure si sognerebbe mai di fare uno sconto.”

Un campionario di episodi di questo tipo lo si può leggere nei commenti al tweet di Sylvers. Oltre a varie considerazioni ironiche appunto sull’avarizia ligure, ci sono testimonianze di casi di mala accoglienza, sia in alberghi che in ristoranti.

Passata una notte sola a Levanto prima della Versilia: ristoranti con cucine chiuse alle 22.00, tavoli liberi da riapparecchiare mi è stato detto ‘non lo riutilizziamo’. Una scortesia generale mai provata in altri posti. Perplesso.” (Yannick Chiesa)

Alcune sono delle vere e proprie perle.

La Liguria è l’unico posto al mondo (più di 60 paesi visitati) in cui mi hanno fatto l’arrotondamento per eccesso. No joke, per due volte in due posti diversi. In uno, a Vernazza, il proprietario mi ha minacciato di botte al mio rifiuto di pagare 50 con la carta vs conto da 48,60.” (No Harm)

Un’altra testimonianza, fotografica, è fornita addirittura da un ligure, Fabrizio Casalino, comico e cantautore genovese, che esibisce una ricevuta. Conto da 129 €, arrotondato a 130 €.

Denominatore comune, la diffidenza verso i ristoratori, liguri ma non solo. Frequentatore da cinquant’anni del Levante ligure, non mi sembra di aver mai rilevato scorrettezze nei conti dei ristoranti. Ma una certa qual mal sopportazione del turista, specie milanese, sì. Mia madre, nella bottega in cui andava sempre, veniva spesso ignorata in favore del cliente ultimo arrivato ma con l’accento ligure.

Qualche osservazione. Sylvers viene accusato di falso, naturalmente. Anche perché non ha pubblicato li scontrino – ma è un giornalista economico e non credo avrebbe accettato di pagare senza riceverlo. Si sottolinea anche che al suo paese, negli USA, non ci sono sconti, ma la mancia al personale è obbligatoria.

Molti dicono di non aver mai ricevuto sconti, né in Liguria (luogo comune ma credibile) né nel resto d’Italia – a me è capitato di avere avuto qualche sconto, o arrotondamento, di qualche euro, come quelli che si fanno agli amici, o alle comitive numerose.

Un’ultima accusa, quella di pretendere uno sconto. In realtà, si è limitato a rilevare l’incongruenza dello “sconto”, che in realtà pare più un arrotondamento. Dà quasi l’idea che il ristoratore non avesse in cassa i 4,50 € di resto. O magari non volesse oberare il cliente con il peso di 4,50 € di monetine. 

Quindi: abbiamo il caso di un turista pretenzioso che vuole uno sconto (non dovuto peraltro) a fronte di un conto sostanzioso? O di un avventore che osserva che togliere 50 centesimi a un conto di quasi 300 € suona un po’ ridicolo? Il ristoratore ha sbagliato a togliere una semplice monetina dal conto? Era un semplice gesto per rimarcare che non è vero che i Liguri hanno tutti il braccino corto?

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