Torino, lettera ai titolari della Pizzeria 150: siete gay, avete il male in corpo

Lettera omofoba e anonima ai titolari della Pizzeria 150 di Torino, che hanno risposto con un salace post su Facebook

Tempo di lettura: 2 minuti

Martedì scorso, a Stefano Cadeddu e Gaetano Perrone, i titolari della Pizzeria 150, in via Nizza 29, vicino alla stazione di Porta Nuova di Torino, è arrivata una lettera anonima che li accusava di essere gay.

Questo è il testo della lettera indirizzata “alla cortese attenzione dei titolari” da un improbabile “cliente di Milano“.

“È un peccato che non vogliate riaprire a pranzo in un momento in cui tutti hanno voglia di riaprire e ricominciare, ma considerando che ho saputo che siete due noti culattoni penso che il male maggiore ce l’abbiate in corpo, l’aids, per cui siamo noi clienti ad aver paura a venire da voi”.

In pratica, il pretesto per l’insulto omofobo è la chiusura della pizzeria all’ora di pranzo.

La coppia di proprietari ha denunciato l’accaduto in un post sulla pagina Facebook della pizzeria con tanto di avvertenza iniziale:

“Useremo un linguaggio esplicito e volgare, ci scusiamo, ma siamo convinti che per comunicare con certe teste, altro non funzioni”. E per essere ancora più chiari, i titolari della pizzeria 150 hanno pubblicato anche una foto in cui rispondono all’autore facendo il dito medio.

Così esordisce il post scritto dai proprietari del locale torinese, il resto si può leggere sulla pagina Facebook della pizzeria.

“Ci siamo sforzati di trovare un nesso tra la mancata riapertura del negozio a pranzo e la nostra vita privata – aggiungono poche righe a seguire – dopo qualche ora siamo giunti alla conclusione che probabilmente avresti bisogno di uno psichiatra, fai tesoro dei consigli che ti diamo”.

❗❗❗ ATTENZIONE IN QUESTO POST UTILIZZEREMO LINGUAGGIO ESPLICITO E VOLGARE , CI SCUSIAMO , MA ALLO STESSO TEMPO SIAMO…

Posted by Pizzeria 150 on Tuesday, 6 October 2020

“Ho 43 anni –ha detto Stefano Cadeddu a TorinoToday– e in vita mia non ho mai avuto un problema del genere. Non so neanche io cosa pensare di fronte a una lettera del genere. Siamo gay e titolari di una pizzeria aperta a Torino dal 2011, sempre in prima linea per avvicinare il mondo Lgbt a tutto il resto della comunità. Chi viene qui sa dove viene ma la nostra clientela è esattamente quella di tutte le altre pizzerie”.

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