Nuovo Dpcm Natale e Capodanno: il calendario delle chiusure dei ristoranti

Il nuovo Dpcm Natale e Capodanno potrebbe evitare una zona rossa fino alla Befana con divieti altrenati a blocchi di giorni

Tempo di lettura: 5 minuti

Oggi gli ultimi confronti ai diversi tavoli della trattativa del Governo con le Regioni e Italia Viva dovrebbe mettere sotto l’albero un nuovo Dpcm per Natale e Capodanno.

I ritocchini al Dpcm che dovrebbe portare tutta l’Italia da domenica 20 dicembre in zona gialla (ad esclusione dell’Abruzzo arancione) saranno più pesanti di quelli immaginati dal Presidente del Consiglio.

Giuseppe Conte avrebbe voluto misure più stringenti per evitare assembramenti da shopping selvaggio, ma la pressione dell’ala rigorista dei ministri Speranza, Franceschini e Boccia ha prevalso. Hanno trovato in Luca Zaia, Governatore del Veneto, il più determinato sostenitore. La Regione, che fino a qualche giorno fa era indicata come modello e non ha mai lasciato la zona gialla, è alle corde. Zaia ha chiesto la zona rossa per le Feste di Natale. E per tutta l’Italia. Sostenuto da Max Fedriga del Friuli Venezia Giulia. Con qualche distinguo – Toti dalla Liguria, Fugatti dal Trentino, Fontana dalla Lombardia – preoccupati per una chiusura rossa a partire dal 19 dicembre.

Sul fronte del Governo centrale si attende il ritorno della ministra Bellanova di Italia Viva per definire le date del calendario in rosso. Sì alle restrizioni, questo il punto della ministra renziana, ma che siano facili e comprensibili.

Che ovviamente tutto sembrano fuorché comprensibili. Piuttosto che stabilire una data di inizio e di fine certa del nuovo lockdown di Natale e Capodanno, la scelta è per un calendario a colori.

Ecco il possibile cronoprogramma del nuovo Dpcm a Natale, Capodanno e Befana.

Il calendario di Natale del nuovo Dpcm

Sabato 19 e domenica 20 dicembre. Ultimi due giorni per spostarsi tra le Regioni. La data limite per spostarsi da una Regione all’altra e raggiungere le seconde case. Il rimescolamento di pendolari, fuori sede e vacanzieri sarebbe possibile da Nord a Sud tranne che in Abruzzo (arancione). Con tanti saluti ai vettori del contagio che dovevano essere fermati proprio dalla limitazione della mobilità.

I ristoranti resteranno aperti a pranzo e fino alle 18 anche nelle nuove regioni gialle. A partire dalla giornata di domenica.

In Abruzzo consentito solo asporto fino alle 22 e consegne a domicilio. Resta in vigore il coprifuoco a partire dalle 22.

21 – 23 dicembre. Scatta il divieto di mobilità tra le Regioni che potrebbe diventare obbligo di non passare da una Provincia all’altra (o da un Comune all’altro) secondo eventuali ordinanze regionali. Gli spostamenti saranno ammessi dolo per lavoro, necessità, urgenza e per far ritorno alla propria residenza o domicilio. La misura allentata serve per far ricongiungere partner che lavorano in città diverse. Ma si potranno raggiungere anche le seconde case che siano ubicate nella stessa regione di residenza o domicilio.

Lo shopping natalizio è consentito in questi tre giorni con orario di apertura dei negozi fino alle 21.

I ristoranti sarebbero aperti a pranzo con tavoli al massimo di 4 commensali. C

Coprifuoco alle 22.

24 – 27 dicembre. Vigilia di Natale, Natale e Santo Stefano tutti a casa. L’Italia diventa per intero zona rossa e quindi i ristoranti chiuderanno del tutto. Resteranno aperti alimentari, farmacie, tabacchi, edicole e librerie con i canonici orari festivi.

Niente cenoni allargati. Forse al nucleo convivente sarà possibile aggiungere non più di due congiunti stretti. Quindi, figli, genitori e/o nonni. Proprio quelli che si vorrebbe difendere.

Il calendario di San Silvestro e Capodanno

capodanno e dpcm

28-30 dicembre. Sono i giorni arancioni ma anche un po’ gialli e mezzi rossi. Bar e ristoranti potrebbero riaprire a pranzo e comunque fino alle 18. Si può circolare nella propria Regione ma non uscire dai confini. Unica eccezione, l’Abruzzo che in zona arancione vedrebbe chiusi bar e ristoranti con la sola possibilità dell’asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio.

Il coprifuoco in questi giorni serve paradossalmente a permettere la circolazione ma fino alle 22.

31 dicembre – 3 gennaio. San Silvestro e Capodanno a casa. Si ritorna in zona rossa e quindi scatta il divieto di spostarsi tra Comuni. Ma in effetti non sarà possibile uscire di casa per comprovate ragioni di necessità, urgenza e salute. Si arriva fino al 3 gennaio per evitare che i furbetti del Capodanno siano tentati dal trascorrere l’ultimo dell’anno a casa di parenti e amici.

Il calendario fino alla Befana

4 gennaio. Si torna in arancione per un giorno. Ristoranti sempre chiusi.

5-6 gennaio. Di nuovo zona rossa. Ristoranti chiusi, ma anche negozi. Aperti solo gli esercizi commerciali di prima necessità.

A frenare la voglia di un Capodanno come gli altri anni ci penserebbero le multe da 400 a 1.000 euro irrogate a chi circolerà senza motivo impellente.

Bar e ristoranti sono chiusi e non è chiaro se sarà consentito l’asporto e la consegna a domicilio (ma a lume di naso essendo zona rossa dovrebbe essere possibile).

Cosa succede dopo la Befana

befana e dpcm

7 gennaio. L’Italia dovrebbe essere tutta zona gialla e dovrebbero riaprire le scuole. I ristoranti continuerebbero ad aprire con l’orario di pranzo. Ma ci vorrebbe la palla di cristallo per sapere come andranno i dati della curva epidemiologica.

Insomma un calendario che sarà pure comprensibile, ma non ha il dono della facilità. Anche perché ci potrebbero essere deroghe per gli spostamenti tra piccoli Comuni in un raggio di 10, 20 o 30 chilometri.

Una situazione che la ministra dell’interno Luciana Lamorgese vede con il fumo negli occhi. Far rispettare i divieti a zone e a giorni conditi da autocertificazioni e ricongiungimenti consentiti crea un gigantesco puzzle di variabili. Difficili da tenere sotto controllo per le forze dell’ordine chiamate a far rispettare gli obblighi.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui