Nuovo Dpcm: dal 16 gennaio weekend in zona arancione e ristoranti chiusi

Il nuovo Dpcm anti coronavirus imporrebbe la zona arancione in tutti i weekend a partire da sabato 16 gennaio. E la chiusura dei ristoranti

Mercoledì 13 gennaio sapremo cosa succederà in Italia a partire da sabato 16 gennaio, cioè il giorno successivo alla scadenza del Dpcm di dicembre che sarà rimpiazzato da un nuovo Dpcm.

Che parte con il piede sbagliato per bar, ristoranti e pizzerie. Perché il 16 gennaio è sabato e il nuovo Dpcm prevederebbe che tutte le regioni nei weekend siano arancioni. Anche se nel resto della settimana sono gialle. E quindi le attività di ristorazione saranno chiuse.

È la conseguenza del giro di vite che il Governo vuole imporre per frenare il rialzo dei contagi. Una strategia riassunta dai nuovi indici che renderanno più facile entrare in zona rossa. Allo scattare dei 250 contagi ogni 100.000 abitanti, la regione finirà in zona rossa. Diventa quindi più facile entrare in zona rossa e in zona arancione.

Con i weekend arancioni e le zone gialle che limitano l’orario alle 18, la vita nei prossimi tempi governati dal nuovo Dpcm sarà sempre dura. E per un tempo che potrebbe durare quanto l’allungamento del periodo di emergenza fino al 31 marzo. Ma non è escluso che il periodo di emergenza possa arrivare fino al 31 luglio (non il nuovo Dpcm).

La zona arancione e rossa nel nuovo Dpcm

La modifica delle soglie di Rt a 1,25 per entrare in zona rossa e Rt a 1 per entrare in zona arancione, porta anche all’individuazione della possibile soglia per entrare in zona bianca.

La zona bianca coinciderebbe con la quota ideale per mantenere il contact tracing che è 50 casi positivi su 100.000 abitanti.

Dunque la fatidica zona bianca in cui è possibile l’apertura di bar, ristoranti e pizzerie almeno fino alle 22 – considerando inamovibile il coprifuoco – sarebbe fissata con un Rt a 0,50.

Abbastanza lontano da raggiungere se si considera che la media nazionale è di 150-170 casi su 100.000 abitanti con picchi che hanno raggiunto i 350/400 casi positivi su 100.000 abitanti.

Con i nuovi parametri, il Veneto che ieri aveva un’incidenza a sette giorni di 454,31 casi per 100.000 abitanti andrebbe automaticamente in zona rossa.

A rischio di zona rossa anche l’Emilia Romagna con un’incidenza di 242,44 su 100.000 abitanti e quindi vicina a 250.

Sopa i 200 casi ogni 100mila abitanti ci sono la provincia di Bolzano (231,36), il Friuli Venezia Giulia (205,39) e le Marche (201).

La zona bianca con l’Rt a 0,50

La Regione che ha un indice migliore, ma comunque lontano dall’eventuale zona bianca, è la Toscana con 78,95 casi ogni 100mila abitanti.

Nessuna regione, secondo l’ultimo monitoraggio dunque sarebbe sotto la soglia dei 50 casi positivi per 100.000 abitanti.

Allo stato attuale la zona bianca sarebbe ancora un miraggio.

E sulla zona gialla pende un’ulteriore tegola. La limitazione degli spostamenti tra le Regioni che sembra essere la misura più efficace di tutte quelle fino ad ora messe in campo.

Lunedì alle 10.30 è atteso l’incontro tra il Ministro degli Affari Regionali, i Governatori delle Regioni, l’Anci e l’Upi per discutere della proposta. Che è già stata condivisa con il Comitato Tecnico Scientifico.

Solo dopo questo incontro potrà vedere la luce il nuovo Dpcm.

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