tavoli ristoranti e riaperture

Riaperture dei ristoranti la sera in zona gialla e a pranzo in zona arancione

Le associazioni di categoria hanno inviato un documento al ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli per chiedere le riaperture

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Prevedere le riaperture dei bar, ristoranti, pizzerie e dei pubblici esercizi per evitare che il settore della ristorazione affondi definitivamente.

È questa la richiesta del documento unitario presentato da Fipe-Confcommercio e Fiepet-Confesercenti al ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

Le richieste sono sostanzialmente due.

Le richieste di riaperture a cena

ristorante pareti divisorie riaperture

Le riaperture delle attività di ristorazione anche la sera, quindi dopo le 18 e fino al coprifuoco, per i locali nelle regioni in zona gialla.

Le riaperture a pranzo di bar, ristoranti e pizzerie a pranzo e comunque fino alle 18 per i locali nelle regioni in zona arancione.

Questo anche a fronte di una implementazione dei protocolli sanitari secondo le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico. In modo da costruire un piano ben definito che conduca a una riapertura in sicurezza dei locali. Una riapertura anche graduale, purché stabile e in grado di garantire l’effettiva possibilità di lavoro a 300mila imprese. Le aziende del settore negli ultimi 12 mesi hanno registrato circa 38 miliardi di euro di perdita di fatturato.

Una possibilità che, pur in assenza di richiami e previsioni esplicite, rimette in gioco una delle indicazioni maggiormente avversate dalle associazioni di categoria. Cioè la distanza tra tavoli e lo spazio di 4 metri quadri per ogni commensale. Una misura che era stata inserita nella bozza di protocollo del CTS per la riapertura delle attività di ristorazione dopo il lockdown della scorsa primavera.

La ferma opposizione a questa indicazione aveva fatto mettere da parte la norma. I timori erano legati all’insostenibilità economica di una riapertura con pochissimi posti a disposizione. I ristoratori in questa battaglia avevano avuto l’appoggio anche dei Governatori delle Regioni. Solo la Regione Campania aveva previsto misure più stringenti. E aveva previsto l’introduzione di pannelli divisori tra tavoli per limitare il contagio che a tavola è favorito dall’assenza delle mascherine.

La situazione economica

Ma la situazione straordinaria che ha creato la pandemia e le regole delle zone potrebbe portare a rivedere le misure. Il quadro, spiega il documento, è critico.

“Nel 2020 il mondo della ristorazione è rimasto chiuso in media 160 giorni, mentre le imprese di catering e i locali di intrattenimento hanno di fatto perduto l’intero anno. Ecco perché è essenziale rafforzare le misure economiche a sostegno del settore a cominciare dal decreto ristori Quinques, rivedendo i meccanismi di calcolo dei contributi a fondo perduto su base annua.

Non solo. È indispensabile esentare i Pubblici esercizi dal pagamento dell’Imu 2021, prolungare gli ammortizzatori sociali fino al termine del periodo di crisi, intervenire sulle locazioni commerciali, prorogando di altri 4 mesi il credito d’imposta e incentivando i locatori a ridurre i canoni ed estendere a 15 anni il periodo di ammortamento anche dei prestiti fino a 800mila euro garantiti dal Fondo Centrale di garanzia. Provvedimenti straordinari per far fronte a un’emergenza straordinaria, che rischia di far scomparire un settore che dà lavoro a 1,2 milioni di persone e rappresenta una componente essenziale della filiera agroalimentare e dell’offerta turistica del nostro Paese”.

“Serve ingranare una marcia diversa – concludono Fipe e Fiepet –, che inverta la stessa impostazione di principio riservata in questi mesi al settore dei Pubblici Esercizi, vittime di un rating reputazionale massacrato dalle insinuazioni sulla sicurezza e dalla classificazione di attività “non essenziali. Le nostre imprese non sono interruttori, ma da sempre tengono accesa la luce in tutto il Paese: oggi meritano questo rispetto”.

Il tavolo di confronto e il commissario straordinario per le riaperture

Apertura e disponibilità da parte del Ministro Patuanelli che ha ritenuto condivisibili le considerazioni e le richieste fatte dalle associazioni. Il Ministro ha dichiarato di aver richiesto un tavolo di confronto con il Ministro della Sanità e con il CTS per discutere sulle modalità di ripartenza intervenendo sui Protocolli Sanitari. Ha condiviso l’ipotesi di un commissario straordinario che gestisca lo stato di crisi del comparto. E ha confermato lo stanziamento di ulteriori ristori perequativi e progressivi, rapportati alle perdite di fatturato dell’intero anno 2020. Mentre per l’esercizio 2021 si procederà inizialmente riprendendo le vecchie modalità utilizzate per gli indennizzi a fondo perduto.