Lotteria degli scontrini. Un ristorante di Torino manda lo Stato a quel paese

Il ristorante Cot' Cös a Torino contro la lotteria degli scontrini. E non per evasione fiscale. Non vuole aggiornare la cassa spendendo 300 €

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Non ci ha pensato su due volte Mauro Ronco a esprimere il suo pensiero sulla lotteria degli scontrini. E all’ingresso del suo ristorante Cot’ Cös a Torino ha messo la classica lavagnetta per i piatti del giorno. Servendo la protesta contro la lotteria degli scontrini avviata dal Governo italiano.

“Chi richiedesse lo scontrino per la lotteria può andare affanculo”. Così, senza nemmeno i puntini di ordinanza.

La particolarità del ristorante di via Nizza, almeno fino alla ribalta nazionale della lavagna, è di servire tutti i tipi di carne legalmente riconosciuti. Dal bisonte allo struzzo passando per canguro e renna.

Tutto legale, al pari della particolare cottura a sabbia evocata dall’insegna luminosa.

La rivolta contro il cash-back non è un’istigazione all’evasione. Mauro Ronco lo spiega in un’intervista rilasciata a Torino Today.

“In questo ristorante si fa lo scontrino dal primo all’ultimo cliente e si accettano bancomat e carte di credito. Ma non esiste che io debba aggiornare la cassa pagando 300 euro di tasca mia per provocare, eventualmente e chissà poi quando dopo un sorteggio, un beneficio a un cliente. Lo Stato mi dia le condizioni di farlo gratuitamente e io aggiorno senza problemi. E lo dico subito: se mi obbligano a farlo chiudo il ristorante”.

Perché il ristorante Cot’ Cös è contro la lotteria degli scontrini

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La lotteria degli scontrini si traduce cioè in un ulteriore balzello per i ristoranti già duramente provati dal sistema a semaforo. La sola apertura a pranzo in zona gialla e il delivery e l’asporto consentiti anche in zona arancione e in zona rossa non permettono la sostenibilità.

E lo spiega bene Ronco che in appena tre anni di attività ha fatto diventare Cot’ Cös un indirizzo di riferimento per i carnivori e non della sola Torino. Merito anche della cottura su griglia che sfrutta il calore senza sviluppare policiclici aromatici.

Ma con le chiusure a zone ha dovuto mandare a casa i 4 dipendenti e ora ha richiamato il cuoco per il servizio del pranzo. La sua carne non si presta all’asporto

“Abbiamo tutte le carni del pianeta, ma se vendo una bistecca e uno la porta a casa mangia un copertone Pirelli. Siamo diventati il nono ristorante di Torino per recensioni positive, non vogliamo tornare indietro”.

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E per non tornare indietro, c’è da dire un no alla lotteria degli scontrini. Per Ronco un aggravio impensabile e forse il pensiero che la lotteria degli scontrini non aiuterà i ristoranti. Per partecipare occorre anche un gran numero di scontrini e i primi furbetti del Super Cash-Back non sono mancati. Non al ristorante, ma alla pompa di benzina. C’è chi a Cremona ha collezionato 55 scontrini da 1 € in una sola serata facendo il pieno in 55 volte al self service.

Un gioco che pone qualche dubbio sulla reale efficacia della lotteria degli scontrini che vorrebbe annullare l’evasione fiscale

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