San Valentino, “porta a pranzo pure l’altra”. Il ristorante riceve prenotazioni

Davvero qualcuno ha preso la palla al balzo per rendere pubblica e ufficiale l’esistenza dell’amante?

San Valentino a pranzo: sono i giorni in cui le coppie decidono dove prenotare. I ristoranti le studiano tutte per farsi notare.

Un menù apposito. Il dolce creato per l’occasione. Uno sconto conveniente.

Oppure l’idea che spariglia, puntando magari sulla cupidigia dei social per tutto ciò che è WTF (sigla che esprime sorpresa, usata quando si vede qualcosa di strano).

Ecco allora, per la festa degli innamorati, la provocazione del ristorante Matassa di Treviso. Che circola da ieri con invidiabile successo in questi tempi difficili per i ristoratori.

Quest’anno stupiscila: porta a pranzo pure l’altra”, si legge in un’immagine che ha per sfondo il ristorante trevigiano aperto da novembre scorso nel quartiere latino della città.

Normale pensare a un pranzo pruriginoso, che invece dell’amore di coppia celebra le amanti e sdogana il ménage à trois. Lui, lei e… l’altra.

Le prenotazioni effettivamente ricevute dal ristorante da quando l’immagine ha iniziato il suo fortunato percorso social aprono scenari inquietanti.

Davvero qualcuno, donna o uomo che sia, ha preso la palla al balzo per rendere pubblica e ufficiale l’esistenza dell’amante?

A chiarire l’arcano ha pensato Federico Antonazzo, co-titolare del Matassa, in un’intervista data a Treviso Today.

San Valentino ristorante Treviso

Per San Valentino non volevamo proporre ai clienti la solita idea di una cena romantica, dunque, insieme all’agenzia che cura la comunicazione, abbiamo giocato sul messaggio ambiguo di un pranzo a tre dove ‘l’altra’ non è l’amante ma la suocera”.

La suocera, capito, non l’amante. Dite la verità, siete delusi, aspettavate sviluppi più interessanti.

Invece, “Pranzare con i propri cari dopo mesi lontani è di nuovo possibile, da qui l’idea del pranzo allargato”, commenta il ristoratore veneto.

Prima di indignarvi per il colpo basso con predicozzi moraleggianti ascoltate le ragioni di chi, anche e soprattutto ai tempi del Covid, deve far quadrare i conti.

Siamo aperti da pochi mesi” –precisa Antonazzo– “e due settimane dopo l’inaugurazione di novembre, sono arrivate anche per noi restrizioni e chiusure. Solo settimana scorsa, con il ritorno in zona gialla, abbiamo ripreso a lavorare bene nei fine settimana. Nonostante tutto non molliamo, per San Valentino speriamo di vedere il locale pieno di coppie, sia tradizionali che allargate“.

Ricordate però, il terzo incomodo è riferito alla suocera. L’amante non c’entra.

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