Zona arancione: rischio per i ristoranti di 2 regioni: Lombardia e Piemonte

Attenzione, da questo fine settimana i cambi di zona vengono decisi e comunicati il venerdì per diventare effettivi il lunedì successivo

Altre tre regioni rischiano la zona arancione, ipotizza questa mattina Repubblica: Lombardia, Piemonte e Marche. Sei regioni potrebbero ritrovarsi in zona arancione gli fa eco il Corriere della Sera –aggiungendo al lotto Lazio, Puglia e Basilicata. Altre due rischiano la zona rossa: Emilia Romagna e Campania. Anche il governatore del Molise ha chiesto il passaggio della regione in zona rossa.

Il poco rassicurante bollettino delle misure anti-Covid in arrivo dai due principali quotidiani italiani annovera anche i capoluoghi di provincia. Pistoia, Siena e Bologna dovrebbero cambiare colore, passando da arancione scuro a rosso.

Spaventano i numeri del contagio, mai così negativi da gennaio. Ma una cosa va detta subito, a beneficio soprattutto delle attività legate alla ristorazione. Ricorderete che bar, ristoranti, pizzerie e pasticcerie sono stati danneggiati dalle chiusure nei weekend precedenti, specie quello di San Valentino, scattate di domenica.

Zona arancione valida da lunedì

Zona arancione Covid chiuso

La nuova ordinanza del ministro della Salute Speranza, in arrivo nel pomeriggio dopo la riunione con il Comitato tecnico scientifico, sarà invece valida da lunedì. Non più da domenica.

Ripetiamolo, al contrario delle altre volte, i nuovi divieti scatteranno al termine del fine settimana. Lasciando così a ristoranti e bar l’apertura domenicale e agli abitanti la facoltà di muoversi liberamente all’interno delle regioni.

Da oggi questo diventa il metodo del governo: i cambi di zona vengono decisi e comunicati il venerdì per diventare effettivi il lunedì successivo.

Cosa cambia per ristoranti e bar

Mascherina Covid

Ricordiamo anche cosa cambia per ristoranti e bar nel caso di effettivo passaggio di una regione dalla zona gialla a quella arancione. A questo punto dal 1 marzo.

L’attività di ristorazione viene sospesa, restano invece la possibilità delle vendite da asporto fino alle 18, per i bar, fino alle 22, per i ristoranti. Mentre le consegne a domicilio sono sempre autorizzate, senza limite di orario.

Nel frattempo si è appreso che a Brescia nel fine settimana, dunque sabato e domenica, sarà vietato consumare cibo e bevande all’aperto dalle 10 alle 22. Per i trasgressori dell’ordinanza firmata dal sindaco della città lombarda sono previste multe che vanno da 400 a 3.000 euro.

I focolai che hanno provocato l’aumento dell’indice Rt in molte zone d’Italia allontanano la proposta bipartisan dei giorni scorsi. Sia il governatore emiliano del Pd Bonaccini che il segretario della Lega Salvini avevano infatti chiesto di riaprire i ristoranti di sera, eventualmente con protocolli più stringenti.

Ma la curva dei contagi impedisce che la classificazione attuale delle attività da chiudere nelle zone arancioni e rosse venga superata con dei distinguo.

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