Ristoranti aperti di sera: no alla cena fino alle 22, almeno fino al 5 marzo

Parere negativo degli scienziati, che rinviano la decisione al nuovo governo

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Per qualche giorno è sembrata una notizia fondata quella dei ristoranti e dei bar aperti di sera in zona gialla. E a pranzo in zona arancione.

Alla lunga, sostenersi con una sola apertura giornaliera è impossibile per qualunque pubblico esercizio legato alla ristorazione. Specie quando i costi di ogni apertura sono elevati come nel caso dei ristoranti di fine-dining.

Nel giorni scorsi, alcuni presidenti di Regione, come Giovanni Toti per la Liguria, avevano rilanciato l’ipotesi nei profili social creando maggiore attenzione intorno alla notizia.

Anche l’ex viceministro alla Salute Sileri si era detto d’accordo con la riapertura serale di bar e ristoranti.

Il 5 febbraio scorso, sulla scorta dei buoni dati relativi alla circolazione del Covid-19, la Lombardia aveva presentato una richiesta specifica agli scienziati del Cts (Comitato Tecnico Scientifico). Sollecitata dagli imprenditori della ristorazione tornati al lavoro dopo il passaggio in zona gialla della Ragione.

Ristoranti aperti di sera: il verbale negativo del Cts

Covid ristorante chiuso serranda abbassata

Ieri il parere del Cts è arrivato sotto forma di verbale. Negativo.

Gli scienziati si sono focalizzati sul rischio delle nuove varianti e sui dati riguardanti la circolazione del virus in Italia, purtroppo di nuovo in crescita. Per il momento, dunque, la riapertura serale dei pubblici esercizi non è possibile. Come altri provvedimenti che, favorendo la circolazione delle persone, rischiano di creare assembramenti.

Il Cts ha anche spiegato che toccherà al nuovo governo rivalutare la situazione, ma che qualunque decisione non potrà essere presa prima del 5 marzo, quando scadrà il Dpcm che ha introdotto la chiusura alle 18 dei pubblici esercizi.

A meno di sorprese successive all’incontro di domani tra il ministro della salute Roberto Speranza e il presidente del consiglio Mario Draghi.

Lo stesso incontro dal quale arriverà un più che probabile rinnovo del divieto di spostamento tra le regioni, probabilmente prorogato oltre il 5 marzo.

In definitiva, la notizia dei ristoranti aperti di sera fino alle 22, indipendentemente dalle caratteristiche strutturali dei locali e dal tipo di servizio reso, è molto prematura.

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