Mulino Caputo e competizione sulla stessa riga fino ad oggi ha significato soprattutto Trofeo Mondiale del Pizzaiuolo. E con esso le tappe di selezione della Caputo Cup nei Paesi Esteri. Da Caputo Cup a America’s Cup il passaggio non era così immediato. Anzi, a onor del vero difficile immaginarlo. E invece la famiglia Caputo, dopo i fasti del Centenario della fondazione (anno 1924) con una serie di iniziative legate a tecnologia e arte, si ripete con la Coppa America.
La più antica competizione agonistica con i suoi 175 anni (è nata il 22 agosto 1851) è una vetrina mondiale da 1 miliardo di (tele)spettatori. E avrà nel Golfo di Napoli il suo palcoscenico nel 2027. Ci sarà una Regata Preliminare dal 24 settembre 2026 che servirà a testare la logistica dell’evento come ha spiegato il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Perché al Reale Yacht Club Canottieri Savoia – casa napoletana del team New Zealand, detentore della Coppa che ha scelto il mare di Napoli come campo di regata – il Primo Cittadino è intervenuto alla presentazione di questo accordo. Che l’organizzazione della manifestazione agonistica non ha esitato a definire storico. In 175 anni, in effetti, non si era mai visto un mulino diventare partner della Coppa America con la definizione ufficiale di Official Supplier ed Official Flour della Louis Vuitton 38th America’s Cup.
Non solo pizza con la farina Caputo alla Coppa America

Quindi si parla di farina ma non solo di pizza, ha tenuto a precisare il Sindaco di Napoli. Ed è qui, seguendo il claim della presentazione della partecipazione alla Coppa America, che il Mulino Caputo e soprattutto Napoli alzano le vele. Missione chiara subito dal video che ha accostato grano, acqua, mare, vento, molitura, barche e gara. Sullo sfondo, appunto, Napoli ma non comprimaria bensì protagonista. Si prova a chiudere ancor prima di aprirlo il capitolo “nella splendida cornice”. Perché in questo caso un’azienda legata al territorio in misura secolare diventa veicolo di imprenditorialità e, per quanto riguarda i nostri temi, ambasciatrice gastronomica.
Oleografia pienamente superata con il video di presentazione dell’accordo Coppa America – Caputo che ha ha fatto seguito al saluto di benvenuto del Presidente del Circolo Savoia Fabrizio Cattaneo della Volta. Qui la forma è sostanza di buone maniere e di messaggi. Le spighe di grano che si muovono al vento come le onde del mare. Una suggestione – alla via col vento – che trova forza e ragion d’essere in altre similitudini. Sostenibilità dell’andare a vela e tecnologia del foiling. Insomma, viaggiare veloci ma con rispetto. Il senso dell’opportunità da cogliere è diventato evidente. La farina viaggia nel mondo e per mare (metà del fatturato del Mulino Caputo è realizzato fuori dall’Italia) e la distanza vela/mulino si riduce. Non solo un mero progetto pubblicitario che ha il suo peso (e il suo costo).
Lasciamo il segno

La Coppa America è cambiata e ce ne siamo accorti anche da non velisti per la conformazione delle barche. Chi dal 1983 ha visto Azzurra e poi Italia, Il Moro di Venezia, +39, Mascalzone Latino e Luna Rossa potrà ben fare un paragone con la Formula Uno. E non a caso perché l’evoluzione tecnologica della Coppa America è anche di sistema e Caputo è salito a bordo in un momento favorevole. In cui il circus marino ha preso a prestito una costruzione a metà tra la Formula Uno, appunto, e la NBA.
Grant Stanley Dalton, CEO di Emirates Team New Zealand, e Matteo De Nora, team principal di Emirates Team New Zealand, sono gli uomini che hanno scelto Napoli per la sfida. “Noi andiamo dove lasciamo il segno”, ha ricordato in conferenza Mack Dalton, sponsorship director di Team New Zealand, convinto che l’ingresso dell’azienda napoletana rafforza il rapporto dell’evento con la città. “I grandi appuntamenti sportivi possono trasformare le infrastrutture e l’economia, ma anche la percezione dei marchi. Questa partnership lega ancora di più l’America’s Cup alla città e alla sua comunità”.

Marzio Perrelli, CEO di America’s Cup, ha sottolineato i valori di condivisione delle due realtà unite dalla vela, riportando anche il connubio Caputo America del fondatore del Mulino ritornato in Italia. Che ha emozionato nel ricordo del nonno Carmine Caputo (e qui ascoltate le interviste).
Gli appuntamenti Caputo durante e prima della Coppa America

Il segno della farina napoletana diventerà una striscia di appuntamenti che punteggeranno gli incontri velici da qui alla sfida finale. Che avrà il suo start il 10 luglio 2027 ma prima ci saranno Louis Vuitton Cup Challenger Selection Series e un programma di regate. Il progetto è in fase di elaborazione ma l’obiettivo del travaso culturale del nostro cibo a partire dagli equipaggi nei paddock è già chiaro. La collaborazione riguarderà anche l’alimentazione: “Cercheremo di trasmettere la nostra cultura agli atleti, studiando una nutrizione adeguata per chi sarà protagonista delle regate”, ha spiegato brevemente Antimo Caputo. Anche con masterclass dedicate.

Si entra dal portone principale e con frecce all’arco napoletano che ben sappiamo in grado di ammaliare il palato. La macchina si è appena messa in moto e tra una settimana si parlerà di rodaggio. L’equipaggio del Mulino Caputo è pronto a fare la sua parte in Coppa America. E vedremo se avrà ragione il Sindaco Manfredi che a proposito dei suoi cittadini (almeno di una parte) dice “Siamo molto bravi a raccontarci male”. Ma pregusta già la vittoria sul versante infrastrutture, bellezza e ricadute di immagine per Napoli. “Ci leveremo gli schiaffi da faccia”, ha sintetizzato con espressione tipicamente napoletana. E non molti avrebbero pensato che potesse accadere anche per merito della farina del Mulino di Napoli che si è messa in testa la bellissima idea di partecipare alla Coppa America.









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