Non ci crederete, ma a Caserta una pizzeria può essere anche Semplice. Abbiamo elevato la pizza così tanto da rischiare di dimenticarci che, prima di tutto, è pizza. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una trasformazione importante: impasti sempre più studiati, tecniche sempre più sofisticate, ingredienti selezionati con attenzione quasi maniacale, pizzerie diventate progetti gastronomici complessi. Un’evoluzione che ha contribuito a far uscire la pizza dalla categoria del semplice cibo popolare per trasformarla in un prodotto gastronomico riconosciuto e raccontato in tutto il mondo.

Forse ci siamo fatti prendere un po’ la mano. Abbiamo dato alla pizza tutta la regalità possibile, fino a dimenticare che pizza significa anche una serata semplice, accessibile, condivisa. Diciamolo: abbiamo gonfiato i palloni più che i panetti.

È dentro questa riflessione che si inserisce Semplice Pizzeria, di nome e di fatto, a Caserta. Andrea Natale prova a riportare la pizza alla sua essenza senza rinunciare al lavoro, alla tecnica e alla qualità di una buona pizzeria.

Una vita davanti al forno

Andrea Natale è un giovane pizzaiolo la cui formazione passa da Napoli e, soprattutto, dai cinque anni trascorsi al fianco di Ciccio Vitiello.

Nel frattempo, sette anni fa, apre Tegliami, il locale casertano dedicato alla pizza in teglia (sì, esiste anche a Caserta) che cresce nel tempo e che, poco meno di due anni fa, offre ad Andrea l’occasione di ampliare gli spazi.

Sarebbe stato naturale limitarsi a ingrandire quello che già esisteva. Andrea sceglie invece un’altra strada: aggiungere la pizza che, per prima, lo aveva portato dietro a un banco. Nasce così Semplice Pizzeria. Il nome è la sintesi di un’idea che si ritrova nel locale, nel menu e nel modo in cui viene proposta la pizza.

Semplice è un locale essenziale, raccolto, curato. Non cerca di impressionare attraverso una scenografia elaborata. Vuole essere una pizzeria di quartiere. E “di quartiere”, qui, non significa semplicemente vicina a casa: significa accessibile in tutti i sensi. Lo è per il modo in cui si entra e ci si siede, per il linguaggio con cui viene raccontata, per la scelta di non trasformare ogni pizza in un’esperienza da decodificare. E lo è anche nel conto finale.

A Caserta, Semplice e a ottimi prezzi

La pizza in teglia parte da 2,50 euro al trancio. La marinara costa 5 euro, la margherita 6, una fritta completa arriva a 9 euro e le proposte più elaborate, comprese quelle in doppia cottura, si fermano a 12 euro.

Prezzi che aiutano a definire il progetto più di molte dichiarazioni: la pizza può essere curata, tecnicamente consapevole e contemporanea senza diventare necessariamente un lusso.

La stessa filosofia si ritrova nella carta, composta da una quindicina di pizze, alle quali si aggiungono quattro o cinque proposte fuori menù legate alla stagionalità e all’ispirazione di Andrea.

Ma soprattutto è una carta costruita quasi interamente su pizze semplici e storiche, quelle che appartengono alla memoria della pizzeria napoletana e campana: provola e pepe (7 €), capricciosa (11 €), filetto (10 €), DOC (11 €), il calzone classico (10 €) e quello con la scarola (10 €).

Ci sono persino picchi di napoletanità molto netti, come la cosacca (7 €) e la napoletana (9 €), che convivono con la precisa identità casertana della Vestito (11 €) e della Carabiniera (10 €).

E poi c’è il tronchetto (9 €). Una delle pizze simbolo degli anni Novanta, oggi quasi completamente sparita dai menu delle pizzerie. Riproporla significa riconoscere che la storia della pizza passa anche attraverso mode, gusti e preparazioni che per un periodo hanno rappresentato un’epoca.

Semplice non ha bisogno di reinventare tutto per dimostrare di avere un’identità a Caserta. La costruisce anche scegliendo cosa ricordare.

Un impasto costruito per mangiare bene

il forno elettrico della pizzeria Semplice a Caserta

Anche sul fronte dell’impasto Andrea Natale sceglie una strada coerente. Per la farina la scelta cade su farine relativamente deboli, con un contenuto proteico intorno agli 10-11 grammi, lavorate con tempi brevi.

L’impasto nasce da un prefermento a cui viene aggiunto del lievito, con una percentuale di acqua che arriva fino al 70% e tempi di maturazione che non superano le 8 ore. È una scelta interessante proprio perché va in controtendenza rispetto alla continua ricerca di impasti sempre più estremi e di maturazioni sempre più lunghe.

È una soluzione che sembra quasi mettere insieme due mondi: da una parte la struttura e la complessità che si cercano attraverso il prefermento, dall’altra la immediatezza e la leggibilità di un impasto diretto.

Il risultato è una pizza che ha morso, consistenza, profumo e sapore. Una pizza che non chiede di essere studiata prima di essere mangiata.

Anche la cottura segue la stessa logica di controllo. Andrea lavora con un forno elettrico a bocca aperta che considera strumento imprescindibile per ottenere uniformità e precisione.

La croccantezza, infatti, non viene affidata a un impasto esasperato o a una ricerca fine a sé stessa. È soprattutto la cottura a costruirla.

La tecnica, insomma, c’è. Ma rimane dietro al banco. Non diventa un esercizio da spiegare al cliente prima ancora che abbia addentato la pizza.

Semplice a Caserta è anche la pizzeria, non solo la pizza

la sala della pizzeria Semplice a Caserta

Da Semplice a Caserta c’è il mood da pizzeria. Entrare, sedersi, ordinare una pizza e mangiarla senza sentire il bisogno di trasformare ogni passaggio in un laboratorio gastronomico da decodificare.

Non c’è una distanza da colmare tra il pizzaiolo e il cliente. Non c’è la necessità di costruire un rito intorno al piatto. C’è un locale nel quale si può stare bene anche alla prima visita, con quella familiarità che normalmente associamo ai posti che conosciamo già.

Ed è qui che il nome Semplice acquista un significato più ampio.

Semplice non significa facile. Al contrario. Ma questo lo diciamo spesso solo che poi ce lo dimentichiamo nei fatti e nella valutazione dell’instagrammabilità.

Per arrivare a un risultato che appare naturale servono conoscenza, esperienza e controllo. La differenza è che tutto questo lavoro non viene necessariamente messo in mostra.

La pizza non ha bisogno di essere sempre complicata

Forse il passaggio più interessante della pizzeria Semplice di Andrea Natale a Caserta è ricordarci che l’evoluzione della pizza non deve necessariamente coincidere con la sua complicazione.

Abbiamo fatto benissimo a studiare gli impasti, a migliorare le materie prime, a ragionare sulle temperature, sulle cotture e sulle tecniche. È anche grazie a questa evoluzione che oggi possiamo parlare di pizza in termini completamente diversi rispetto a vent’anni fa.

Ma la pizza non deve perdere la sua natura per dimostrare di essere diventata grande.

Rimane un cibo democratico, conviviale, immediato.

Semplice Pizzeria prova a tenere insieme queste due dimensioni: la consapevolezza tecnica raggiunta dalla pizza contemporanea e la normalità di una serata in pizzeria.

Ed è forse questa la parte più difficile del progetto: fare in modo che dietro una pizza costruita con attenzione non si avverta tutta la costruzione.

Perché alla fine, quando arriva al tavolo, deve succedere una cosa molto meno complicata di tutte quelle che sono servite per prepararla.

Deve venire voglia di mangiarla.

Le pizze di Andrea Natale da Semplice Pizzeria a Caserta

È al tavolo che il progetto di Andrea trova la sua misura più concreta. Prima di descriverle, però, bisogna capire le diverse anime della proposta. Non ordiniamo tutto d’un fiato ma ci facciamo trasportare: è semplice con Andrea.

La tonda classica ha un cornicione lievemente pronunciato, ben asciutto e crunchy. Decidiamo di partire con una Margherita.

1. La pizza Margherita

la pizza margherita della pizzeria Semplice a Caserta

Pomodoro San Marzano DOP, fiordilatte di Agerola, Grana Padano DOP 12 mesi, basilico, olio EVO (6 €)

La cosa che ci strega è il profumo. Si sente tutto: il pomodoro, il basilico, il lattico, il Grana e l’impasto. Ogni cosa c’è e tutto confluisce nel classico odore di una margherita fatta bene che riconosci da 100 metri prima. Il fiordilatte è filante, un tantino più del dovuto ma non risulta difettoso al gusto. Ma il modo il cui la pizza regge e il cornicione scrocchia compensano in consistenza. Fragranza e sapore dell’impasto sono impeccabili grazie anche ad una cottura esemplare.

Proseguiamo con una doppia cottura perché qui seguono una strada tutta personale: Andrea le frigge soltanto nella parte inferiore, tenendole appositamente sopra l’olio senza immergerle, poi le condisce e le completa nel forno elettrico. Una doppia cottura nata da un errore che si è trasformata in un messaggio di identità.

Il risultato è una base molto fragrante che, però, conserva all’inizio del morso morbidezza e sofficità. Restano volutamente basse: se si vuole la croccantezza vera e propria, del resto, c’è la teglia.

Ci intriga la descrizione di una fuori menù: la Castelpoto.

2. La pizza Castelpoto

la pizza in doppia cottura della pizzeria Semplice a Caserta

Pizza in doppia cottura con salsiccia dolce di Castelpoto, blu di bufala, provola di Agerola; in uscita: confettura di papaccella napoletana, scaglie di pomodoro e prezzemolo disidratato; scaglie di pecorino romano (12 €)

Pizza quadrata. È questo ossimoro che meglio descrive questa creazione. Perché si tratta di una pizza precisa, equilibrata e giusta in tutti gli aspetti: l’estetica, la cottura, l’interno, il topping, l’odore, il bilanciamento. È qualcosa di paradisiaco il guizzo acido che fa da intermediario tra la dolcezza e la sapidità.

È una pizza ricca, ma costruita senza perdere il filo.

Insomma, sta doppia cottura ci è piaciuta assai. Bissiamo!

Decidiamo di andare su una pizza stagionale e che quindi rischieremmo di non trovare alla prossima. Perché sì, è già deciso che qui si torna!

3. La pizza Fiori e zucchine

la pizza con i fiori di zucca della pizzeria Semplice a Caserta

Pizza in doppia cottura con crema di zucchine, zucchine fritta, guanciale, provola di Agerola; in uscita: fiori di zucca, mandorle tostate, scaglie di cacioricotta del Cilento (12 €)

Stessa tecnica, diversa lettura per Fiori e zucchine. Qui il gioco è più vegetale, perché è una vera e propria valorizzazione del fiore di zucchina. Messo a crudo, per intero, a coprire l’intera superficie della pizza ed a dare quella freschezza immersiva alla pizza. La crema di zucchine fa da legante ma non resta anonima, anzi: con la nota piccante del peperoncino riesce ad avere (come poche volte accade) un ruolo e non solo una funzione. Il guanciale ed il cacioricotta allungano il gusto.

Decidiamo di proseguire con una quarta pizza e al solo dire “una carabiniera ci sta!”, Andrea correndo verso il banco ci dice “ve la faccio a ruota di carro però!”
Accettiamo, siamo ben felici di conoscere tutte le sfaccettature di un ragazzo così appassionato.

4. La Carabiniera a ruota di carro di Semplice a Caserta

la pizza carabiniera della pizzeria Semplice a Caserta

Crema di pomodoro arrosto, olive di Itri, pesto di aglio orsino, salsiccia secca piccante, fiordilatte di Agerola, basilico, olio EVO (10 €)

Andrea la sceglie volutamente in questa stesura anche per il suo legame con Napoli: una ruota ampia, sottile, che porta il condimento quasi fino al bordo.

È una pizza che mette insieme riferimenti campani diversi e che dimostra la versatilità di questo impasto. Oltretutto ci rende chiara una cosa: i salumi e gli insaccati di Semplice ci piacciono proprio tanto sia per qualità sia per come vengono trattati. Le olive itrane sono proprio saporite e sono quella giusta nota amara che contraddistingue questa pizza e che la differenzia da una capricciosa scarica.

Non abbiamo dimenticato che qui c’è ancora un’altra scelta: la teglia che non poteva mancare, perché sarebbe stato quasi un controsenso parlare di Semplice senza tornare al progetto da cui tutto è partito.

La vetrina ci racconta di una offerta mirata ad accontentare il più possibile con scelte classiche ma anche più estrose e pure veg.

5. Patate e porchetta in teglia

Chiediamo di assaggiare un paio di tranci. Due tranci, due interpretazioni.

Patate e porchetta (2,50 €)

Diretta, golosa, senza bisogno di troppe mediazioni. La firma sta nel modo di tagliare le patate ovvero tipo “rustica”.

6. Baciata in teglia

Baciata romana con lattuga, pomodoro, bufala e mayo al lime (2,50 €)

E la Baciata romana, con lattuga, pomodoro, bufala e maionese al lime: qui la struttura della teglia diventa il contenitore di un ripieno fresco e cremoso, in un gioco di consistenze che rende divertentissimo l’assaggio ma soprattutto ci racconta un altro dettaglio importante: quanto è buona la mayo fatta da Semplice!

7. Chantilly e fragoline di Semplice a Caserta

Pizza dolce con crema chantilly, fragoline e scaglie di cioccolato fondente (5 €)

A chiudere arriva la pizza dolce, ed è forse la sorpresa più divertente dell’assaggio.

First reaction: millefoglie. Fragrante, sfogliata, con una componente tostata che regala un piacevole sentore di nocciolato. Sembra fritta, ma non lo è. Si tratta di un padellino rigenerato. E proprio qui sta il suo punto di forza: ottenere quella sensazione di croccantezza e sfoglia senza frittura. Assaggiando il solo impasto mi accorgo che la nocciola è persistente e non è solo data dalla nota tostata; così Andrea ci svela che una piccola percentuale di farina di nocciole c’è. Piccola ma perfetta aggiungerei.

Una chiusura golosa, ma soprattutto coerente con l’idea di Andrea: partire dalla pizza e portarla dove serve, senza complicarla per forza.

Semplice pizzeria. P.za G. Matteotti, 36, 81100 Caserta CE. Telefono: 329 200 3862. Instagram

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Francesca Brunzo

Francesca Brunzo

Curiosa per natura, diffido dalle certezze assolute. Preferisco capire piuttosto che seguire, osservare piuttosto che giudicare. Non mi interessano le mode, mi interessano le idee. Osservo, faccio domande e cerco risposte. Credo che il senso critico sia il miglior ingrediente di ogni racconto. Se questo passa attraverso il cibo, tanto meglio.

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