Ischia Safari, 10° capitolo in questo 2026. È uno di quegli anniversari da ricordare perché i continui affinamenti producono migliori risultati. E un bilancio della manifestazione conforta questa idea anche lì dove c’è ancora da migliorarsi. Perché la strada è delineata. La tavola rotonda dal titolo Futuro è memoria nella giornata conclusiva che ha visto anche il vincitore del contest Un dolce per Ischia, ha fatto il punto.
La lista delle cose buone può essere aperta dalla giornata di maggiore affluenza, il lunedì al Parco Termale Negombo. Qui si è toccato con mano l’efficienza della macchina messa su da Nino Di Costanzo e Pasquale Palamaro (che, va ricordato, di mestiere fanno tutt’altro) con Paolo Fulceri Camerini, proprietario del Parco. Il minore numero di postazioni di chef, pizzaioli, artigiani, pasticcieri e la contrazione del numero degli ingressi hanno ottenuto il risultato sperato. Cioè maggiore vivibilità e possibilità di interazione ai banchi per i partecipanti desiderosi di spiegazioni. E di comprendere cosa stessero assaggiando.
Non siamo al momento educativo – che pur qualcuno ha invocato – ma ci siamo più vicini. D’altronde trasformare un momento ludico in una giostra dell’apprendimento non sembra la formula migliore alla tastiera di chi scrive. Egualmente frammentare la coralità degli appuntamenti in una scia nebulizzata di informazioni potrebbero far rischiare la perdita d’identità di Ischia Safari.
La deriva tradizione vs contaminazione

Meglio un ragionamento deduttivo sul cosa mangiare di buono partendo proprio dai banchi. Una sorta di selezione naturale. Anche la costruzione di percorsi rigidi su temi di prodotto o produzione rischierebbero di trasformare il safari divertimento in un safari a quiz. L’autenticità è la forza dello spettacolo andato in onda ed è in grado di contrastare filosofie che alla fine diventano pallose. E rischiano anche l’incidente di percorso. Esempio, l’invocata tutela della tradizione – sorta di moloch di qualsiasi discussione a tema cibo e ristorazione – rischia di diventare un clamoroso boomerang per l’Italia. Almeno quando si parla di tutela tout court escludendo la contaminazione. Dimenticando che l’origine dei pomodori non è italiana. Ma, soprattutto, in un regime di reciprocità non si capisce perché i prodotti della filiera italiana dovrebbero poi essere accettati dai Paesi esteri.
Il momento sponsor a Ischia Safari 2026

E qui ci va il ragionamento degli sponsor, il cui apporto è imprescindibile in qualsiasi manifestazione che ha finalità benefiche e necessità di coprire i costi. Creare “dazi” intellettuali su basi storiche e tradizionali farebbe perdere una pluralità di motori alla manifestazione. A Ischia Safari 2026 il momento sponsor si è svolto il lunedì mattina a Villa Arbusto. Qui ci sono margini di miglioramento che significa far conoscere bene i pregi (e i difetti) dei prodotti a chi li potrebbe utilizzare. Campioni, testimonial, tecnici in un B2B per spiegare e confrontarsi con il collega che utilizza o non utilizza un determinato prodotto. Confronto vantaggioso per tutte le parti e da concentrare in un luogo. Simile a una fiera? Può darsi, ma il panorama è diverso, lo spirito anche e si impara meglio in relax che scarpinando per corridoi e padiglioni.
Esempio concreto? Pasquale Palamaro con gli gnocchi di fiordilatte che in realtà ha fatto assaggiare nello spazio antipasti della cena di gala e durante la serata al Negombo. Un’idea semplice ma che è biunivoca al pari della cotoletta con salsa alla luciana. Lo sponsor potrebbe ben pensare di farne un prodotto da GDO. Ma c’era anche il pistacchio, la pasta, la farina trasformata nella pizza fritta, i pomodori e via elencando con idee, partiture, suggerimenti. C’è anche chi dorme sugli allori, ma anche questo fa parte del gioco.
La cena di gala

Non è una novità il layout messo a punto da Giancarlo Carriero de L’Albergo della Regina Isabella. Apertura con gli antipasti tra molo e piscina naturale del mare, dolci a bordo piscina. In mezzo 2 piatti seduti a tavola. Non c’è sequestro di persona, ma bisogna fare attenzione ai tempi delle portate da seduti. L’allungamento dei tempi è dietro l’angolo quando ci sono centinaia di commensali da servire e stilare una linea guida per gli chef a (ecco) futura memoria non sarebbe male. Per il resto è una cena di gala dove è possibile appendere la giacca allo schienale della sedia e va proprio bene così. Liberi banchi e portate, libero il dress code.
E ora via con le foto che possono raccontare (molto) parzialmente la manifestazione. Si è spinti dalla curiosità, dal nome del piatto, dal “venghino signori” degli operatori più comunicativi.
La cena di gala a Ischia Safari 2026



















Seduti a tavola






I dolci della cena di gala di Ischia Safari 2026








Il brunch a Villa Arbusto durante Ischia Safari 2026




La serata al Negombo













Il video dei 10 anni lo vedete qui.









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