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Il folle pranzo della Comunità Montana a base di uccellini protetti

Doppia irregolarità per il pranzo della Comunità Montana di Valle Trompia a base di uccellini protetti e vietato per le norme anti Covid

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Un pranzo a base di uccellini protetti e dunque vietato. Oltre che proibito dalle norme anti Covid-19.

Non è la storia di una delle tante vicende di bracconaggio perché è ancora peggiore. Ad organizzare il pranzo, venerdì scorso, non sono stati i cacciatori di frodo in qualche rifugio nascosto. La sede è quella della Comunità Montana di Valle Trompia nel bresciano.

Cioè un luogo istituzionale di un ente che ha come missione difendere le specie animali del territorio come gli uccellini protetti.

23 persone tra dirigenti e impiegati pubblici dell’ente sovracomunale, invece, avevano preparato a casa un pranzo a base del tipico ‘spiedo bresciano’. E poi si sono riuniti nella sede dell’ente per consumarlo.

Il piatto è composto da carne di manzo, maiale, pollo, coniglio, selvaggina e, appunto, uccellini. Ma dal 2014 è vietato cacciare allodole, tordi, beccafichi o fringuelli. E nel menu del pranzo vietato c’erano 65 esemplari di fringuellidi, oltre a una peppola e due frosoni.

All’arrivo dei carabinieri nei locali della comunità montana, i commensali hanno provato a nascondere le padelle ancora calde con gli uccellini protetti sotto i tavoli.

Il pranzo con gli uccellini protetti e le reazioni

Sulla questione rispetto delle distanze anti Covid sono in corso accertamenti visti la grandezza della sala e la disposizione delle sedie. Mentre sulla provenienza degli uccellini protetti, un commensale munito di regolare licenza di caccia si è assunto la responsabilità.

Il presidente della Comunità Montana, Massimo Ottelli, “dispiaciuto e rammaricato” ha dichiarato: “Non ne sapevo nulla, naturalmente le forze dell’ordine faranno il loro percorso. Mi risulta che non sia stato rilevato nessun assembramento viste le capacità della sala”. Ma comunque si dice pronto con la sua giunta “ad adottare i provvedimenti disciplinari previsti in base alle specifiche responsabilità accertate dalle verifiche in corso” e annuncia “laddove ce ne saranno i presupposti, di costituirci parte civile per tutelare l’ente sovracomunale e la collettività che rappresenta”.

L’Enpa di Brescia Enpa ha espresso il suo sdegno in un post sul profilo Facebook.

Veramente indignati dall’accaduto: un banchetto abusivo a base di prodotti proibiti ?.
Grazie all’intervento del carabinieri forestali è stato possibile bloccare il pranzo che si stava svolgendo negli uffici della Comunità Montana della Val Trompia che ben dovrebbe conoscere uccelli protetti e vietati!! Quindi doppia violazione! Sia per la legge sulla caccia sia per il Dpcm.
Siamo veramente amareggiati ed arrabbiati per l’accaduto perché spesso chi dovrebbe dare l’esempio e far rispettare le regole è in realtà il primo che “se ne frega”.

Se questo è il livello del personale tecnico e dei dirigenti della Comunità Montana come possiamo pretendere che i cittadini rispettino le regole e la decenza? Che basso livello di considerazione hanno queste persone per le leggi? Quello che è accaduto venerdì è veramente VERGOGNOSO ed è anche un esempio di disprezzo verso tutti quei sacrifici che le persone hanno fatto e continuano a fare sia per quanto riguarda le norme anti assembramenti causa COVID, sia per chi come noi tiene davvero al rispetto delle leggi sulla caccia!
Indignati speriamo che la legge faccia il suo dovere e che queste persone veramente poco intelligenti (per non usare altra terminologia) paghino veramente salata questa pessima scelta!