Green pass verifica c19

Green pass: bug dell’app VerificaC19. Controllo inutile nei ristoranti e bar

Green pass: scoperto un bug in VerificaC19, l’app di verifica nazionale da scaricare smartphone. Vanificati i controlli di ristoranti e bar

Notizie

Non si placano le polemiche sul Green pass, il certificato verde che da oggi gli italiani devono mostrare tramite smartphone o in formato cartaceo. 

Ristoranti e bar: Green pass obbligatorio

E’ obbligatorio se si vuole prendere posto negli spazi interni di ristoranti, pizzerie, tavole calde e bar. 

Così come nei musei, al cinema, in palestra, nelle sagre o nelle fiere anche se si tengono all’aperto. 

Come si controlla il Green pass

green pass ristoranti

Ieri vi abbiamo spiegato chi deve controllare il Green pass e soprattutto come. Alla fine ristoratori e baristi stanno accettando il lasciapassare vaccinale nonostante le molte incertezze su come si gestisce. 

Nella speranza che sia la decisione giusta per evitare altre chiusure. 

Ristoratori e baristi protestano

Certo, gli esercenti protestano, perché sono convinti che il decreto in vigore da oggi finirà per discriminare i locali sforniti di dehors o spazi all’aperto. 

Soprattutto perché il controllo del Green pass spetta a loro in quanto titolari degli esercizi. E tutto vorrebbero fare tranne che chiedere i documenti ai loro clienti, operazione necessaria per il riconoscimento.

Pensate poi, se gli sforzi per controllare si rivelano inutili a causa di un bug di VerificaC19.

Bug di Verifica C19 nel controllo del Green pass

Green pass VerificaC19

Si tratta dell’app di verifica nazionale da scaricare gratuitamente sullo smartphone. E’ indispensabile per estrarre i dati dal QR code rilasciato dopo la somministrazione dai centri vaccinali. Da confrontare con le generalità del documento d’identità che i clienti devono mostrare.

Secondo il sito Punto Informatico, basta “modificare la data del dispositivo per cambiare la validità del Green pass”. Se, per fare un esempio, si anticipa la data del dispositivo, un certificato già scaduto può essere controllato ottenendo esito diverso dal processo di verifica.

Per essere ancora più chiari, un dispositivo con la data impostata in modo corretto riconosce come non valido il Green pass emesso 11 giorni dopo la prima dose del vaccino. (Che in effetti non è valido secondo la legge). 

Ma posticipando la data di un dispositivo dalle Impostazioni di sistema a 15 giorni dopo la prima dose, quindi dal giorno in cui inizia la validità del certificato, l’applicazione restituisce esito positivo. Vanificando il lavoro di controllo svolto da ristoratori, baristi o dai loro delegati. 

VerificaC19: certificato valido per errore

Quale può essere la soluzione? 

Data e ora del controllo si dovrebbero ottenere da una fonte certificata, per esempio un server centrale governativo, e non dallo smartphone. Ma c’è un problema. 

VerificaC19 è un’app che funziona anche senza connessione Internet. Improbabile dunque che un rimedio del genere non abbia conseguenze sulle modalità di funzionamento che lo Stato ha dichiarato finora.